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Posts Tagged ‘violenza’

Qualche settimana fa riportammo un illuminante articolo di Tommaso della Longa, pubblicato su Il Ribelle rivista diretta da Massimo Fini. Si parlava di Ultras e stato di polizia. Dello stesso tono il nostro post intitolato “Ultras: Prove tecniche di regime“, invito tutti a rileggerlo con attenzione,volendone riassumere il contenuto potremmo citare il seguente passaggio:

“Non siamo qui a difendere il movimento Ultras in quanto tale, ma siamo qui a porre l’accento sul fatto che il trattamento ad esso riservato costituisce un precedente pericoloso.Oggi gli ultras domani chissà…”

E il domani è arrivato: Azione Universitaria,  organizzazione  operante negli atenei,  dell’ormai defunta Alleanza Nazionale, è impegnata nella raccolta di firme per una proposta di legge per introdurre una diffida per gli studenti, militanti politici, rei di azioni violente, ovviamente nello stile del Daspo cioè senza bisogno di regolare processo.

Il presidente di AU, Giovanni Donzelli, afferma di averne già parlato con importanti esponenti di governo, riscontrando “…un certo interesse per impedire, ad esempio a chi sia stato identificato durante manifestazioni politiche caratterizzate dalla violenza, di frequentare le sedi universitarie durante i periodi elettorali”.

Le prove tecniche di regime continuano.

Ieri gli ultras, oggi gli studenti, domani chissà…

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Il ministro degli interni, Roberto Maroni è stato chiaro: dalla prossima stagione la tessera del tifoso “sarà obbligatoria” per mettere piede in uno stadio. Ma ci sono ancora grossi problemi: i club (tranne Milan e Inter) si muovono con estrema lentezza e i tifosi, moltissimi tifosi, hanno già fatto sapere che non ne vogliono sapere. Temono un’altra misura di polizia, di essere ancora più schedati dalle questure. E’ così? Di sicuro ci sono grosse difficoltà nell’attuazione, e ancora carenze di legge. Norme che si prestano a troppe interpretrazioni, e dovrebbero essere chiarite. L'”avvocato degli ultrà“, così è stato battezzato ormai da tempo, si chiama Lorenzo Contucci. Lavora a Roma e conosce bene, avendolo frequentato, il mondo delle curve: difende laziali, romanisti, napoletani, ha difeso anni fa anche i livornesi. Ecco il suo parere sulla tessera del tifoso: “I tifosi non la vogliono e in effetti la legge è troppo generica: non si consente a chi ha già pagato la propria colpa, a chi ha scontato la pena, di poter andare alla stadio. Perché?”. Il Milan era stato il primo a fornire ai suoi tifosi (quasi 80.000) la tessera: frettolosamente in un primo tempo (tanto che erano state consegnate le tessere “cuore rossonero” ad una ventina di tifosi che il Daspo lo avevano addirittura in corso, e questo, sinceramente, ci sembra assurdo). Ma ora il Milan ha inviato una comunicazione, una “raccomandata a-r”, ai suoi tifosi sostenendo che la tessera cuore rossonero non vale più per chi ha scontato una diffida in passato. E ora che deve fare? Restituire la tessera, rinunciare alle partite in casa come in trasferta. Chi ha avuto il Daspo non potrà quindi avere la tessera del tifoso, anche se ha scontato la diffida, e magari è stato successivamente assolto nel processo. Proprio così. L’articolo 9 delle legge Amato n. 41/2007 spiega infatti che non si possono vendere “titolo di accesso” (biglietti, abbonamenti, quindi) a soggetti “che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 delle legge dicembre 1989, n.401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”. In base a questa legge insomma, migliaia di tifosi rischiano dalla prossima stagione di non poter mai più mettere piede in uno stadio. In pratica, i tifosi sostengono che si tratta di una “diffida a vita”. La materia è molto controversa: sul sito dell’Osservatorio si parla peraltro di “Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi cinque anni”. C’è grande sconcerto, insomma. Ma che fanno le società di calcio? Stanno zitte: se ne fregano dei loro tifosi-clienti. E la Figc e la Lega Calcio? Perché non chiedono un chiarimento, un incontro al ministro Roberto Maroni e al capo della polizia Antonio Manganelli? Che succederà la prossima stagione? Le cose negli stadi sono migliorate, è vero perché ora c’è meno violenza, meno razzismo: è finita (speriamo) l’emergenza ma non bisogna scoraggiare la gente per bene . Andare a vedere una partita rischia di diventare un calvario. In qualche caso già lo è diventato. I club dovrebbero stare dalla parte dei loro tifosi. Dovrebbero, appunto. E non pensare solo a spremerli come limoni. (Repubblica.it)

il ministro Maroni

il ministro Maroni

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Ancora un’intervista, questa volta video, all’avvocato Lorenzo Contucci. La lucidità e la razionalità delle sue parole dimostrano l’imbarazzante incompetenza degli organi preposti alla prevenzione e repressione del fenomeno della violenza legata al calcio.

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di Antonio Corbo

http://corbo.blogautore.repubblica.it

Sta per concludersi una bella storia italiana. Paga chi non ha commesso nulla: innanzitutto gli abbonati delle Curve, poi i tifosi che hanno meno soldi e speravano di acquistare il biglietti dei settori un tempo definiti popolari, infine il Napoli.

Non paga la città di Napoli, perchè i suoi prezzi sono molto più alti, e diversi. E’ governata da politici che si sono rincorsi nel diffondere anche stavolta dichiarazioni banali. Fondate sul vento. Qualcuno ha anche dichiarato che è stata sporcata l’immagine della città. Davvero? E chi per 14 anni la stessa città ha sepolto sotto lo scandalo dei rifiuti?

Bene, dopo giorni di manovre e giravolte, di notizie gonfiate e fuorvianti, in un divertente carosello per coprire errori e responsabilità, si arriva quasi alle conclusioni.

1) Gli Ultras, presentati come diavoli, rischiano la beatificazione. Evitatemi almeno questo choc.

Ci si accorge che non hanno mai devastato il treno, dopo averne atteso per 5 ore la partenza; che hanno viaggiato come sui vagoni diretti ai lager nazisti, in 4mila dove c’era posto per meno di mille; che hanno subìto di tutto, dallo stop di 14 minuti in un tunnel ed una serie di fermate impreviste e inspiegabili. Si sarebbero ribellate anche le stigmatine, le orsoline e le sorelle di Cristo Re. Si scopre che le aste apparsee in tv non erano spranghe ma asticelle di plastica delle bandiere. Che all’Olimpico sono stati fatti passare senza il controllo dei biglietti, all’inizio del secondo tempo.

2) Trenitalia che aveva denunciato le devastazioni e 500mila euro di danni non ha ancora presentato il treno distrutto. L’Intercity Modigliani è sparito? O le sue carrozze, nonostante i 500mila euro di danni, possono svolgere regolare servizio?

3) Il Napoli deve giocare in uno stadio semichiuso, anche perché il suo legale ha impostato il ricorso su un presunto errore di forma nella sentenza. In punto di diritto trascurando il merito. Non ha smontato le accuse. Che andavano invece verificate in una indagine difensiva. Un penalista di medio livello avrebbe svolto la sua parte con migliore esito. Possibile che i blog dei tifosi non abbiamo suggerito almeno un dubbio?

4) La camorra non c’entra, ha lealmente dichiarato il procuratore Lepore. Ancora una volta la camorra era stata usata come alibi. Si scopre che su 3.096 persone 800 hanno precedenti penali. E allora? E’ la media che più o meno si rileva se andiamo in pizzeria, a teatro o in chiesa. Napoli è questa. Non risulta però che siano sfasciati forni, palcoscenici e altari. Bisogna dire che cosa hanno combinato gli Ultras. Ma la verità. Punto per punto. Non basta dire che c’erano i camorristi tra i tifosi per sostenere un bilancio tragico di devastazioni e incidenti.

Dopo tanti articoli sul teppismo, contro hooligan e Ultras,non avrei immaginato di doverli un giorno difendere. In un calcio e in una società che non vogliono cambiare. Chi dirige è sempre nel giusto, nonostante errori, omissioni, complicità. Chi è Ultras invece delinque sempre, per definizione.

E’ la storia di un’Italia sottosopra. Almeno questa. Ma ho esagerato?

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Come volevasi dimostrare Roma-Catania era la partita più a rischio dell’intera stagione, gli unici a non accorgersene quelli dell’Osservatorio che stranamente non ha posto nessun veto alla trasferta degli etnei. Alla luce dei tre accoltellati, però l’Osservatorio interviene tempestivamente vietando le trasferte ai romanisti ma soprattutto ai palermitani a Roma! Ovviamente sono sempre meno chiare le ragioni delle scelte del sopracitato organo! Non si capisce se le decisioni sono preventive o semplicemente punitive nei confronti delle tifoserie più scalmanate.

In serie C\1 è toccato restare a casa alle vespe della Juve Stabia ai quali è stato impedita la trasferta sul campo del Potenza.Anche qui clamorose incongruenze: la motivazione addotta sarebbe stata la presenza di un cantiere nel settore distinti dell’impianto potentino, non l’acerrima rivalità che c’è tra le due tifoserie. Peccato però che le autorità cittadine avessero inaugurato il nuovo settore distinti il sabato prima del match…A tal proposito, da segnalare l’azione notturna di ultras potentini che inaugurano il nuovo settore con una scritta sulle nuove gradinate : GIUSTIZIA PER GABRIELE !

Al mattino, la società rossoblu ha provveduto a cancellare la suddetta “invettiva giustizialista” non tanto per motivi estetici quanto piuttosto per la minaccia piovuta dalla questura , la quale metteva a rischio il regolare svolgimento dell’incontro !!!

Osservatorio miope e questure attente alle scritte sui muri , ma non ai comuni criminali travestiti da tifosi, come quel simpatico signore, appartenente ad un clan della malavita barese, che ha assalito dei semplici tifosi all’interno della sua stessa curva, la Nord di Bari, a causa della scarsa enfasi con la quale sostenevano i galletti biancorossi (vedi video). Succede anche questo: troppa enfasi no, perche ti sequestrano striscioni , bandiere e fumogeni , poca enfasi peggio perchè qualcuno ti picchia…e poi dicono la crisi di presenze negli stadi !

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