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Posts Tagged ‘ultras’

Al putiferio che è scoppiato a Genova ne è seguito un altro sul piano diplomatico e politico.

Abbiamo già espresso il nostro apprezzamento per la gestione della situazione da parte dei poliziotti, che hanno evitato che il tutto degenerasse sugli spalti (stile Roma-Manchester Utd.);  non si può dar torto però a chi  contesta l’opera di prevenzione.

Ma non parliamo solo del blando filtraggio che ha permesso a Ivan Bogdanov e compagnia di portare nel Ferraris di tutto! Ma piuttosto ci riferiamo al fatto che questi signori, non sarebbero mai dovuti arrivare in Italia!

A tal proposito c’è stato il botta e risposta Roma-Belgrado: il nostro governo carica le responsabilità sui servizi di sicurezza serbi, ma dai balcani contrattaccano dicendo che è stata la polizia italiana a dimostrarsi impreparata. La federazione calcistica serba addirittura rilancia e chiede di  rigiocare la partita.

Per una volta, vogliamo provare a dare credito a Maroni?

Sì!  E bene, diciamo anche noi che da Belgrado il numero e la pericolosità dei tifosi serbi al seguito della loro nazionale sono stati sottovalutati.

Attenzione però!  Queste sono affermazioni pesanti! Perchè aprono due scenari: o i servizi di sicurezza serbi si sono dimostrati incompetenti oppure qualcuno in Serbia era contento di mandare questi mattacchioni in gita a Genova…

Frattini, ministro degli esteri, corregge il tiro e pur elogiando la nostra polizia,  ammette dei difetti di comunicazione trai servizi segreti dei due paesi (ricordiamo a tal proposito che nel Comitato di analisi sulla suicurezza delle manifestazioni sportive ci sono appunto membri dei servizi).

Tradotto dal politichese, difetti di comunicazione vuol dire  loro non ci hanno fatto capire granchè ma noi non siamo proprio esenti da colpe! Tiratina di orecchie a Osservatorio e Casms? 1-1 e palla al centro.

Ovviamente ora  si parla di come evitare il ripetersi di episodi simili.

Non facciamo in tempo a dare, una tantum, credito al nostro ministro dell’interno che ce ne fa pentire.

Secondo Maroni tutto ciò non sarebbe successo se tutta Europa avesse adottato il suo feticcio: la tessera del tifoso!!!

Eh già, se ci fosse stata la tessera del tifoso, Ivan Bogdanov non sarebbe mai entrato nel settore ospiti di Marassi…ce lo saremmo ritrovato direttamente in mezzo ai tifosi italiani, magari trai bambini!

A proposito del terribile Ivan, il suo errore più grande lo ha commesso dopo l’arresto: ha ammesso di aver agito in preda all’alcool. Non l’avesse mai detto!!!

Il sindacato di polizia Ugl sta effettuando una verifica sull’organizzazione del sistema sicurezza di quella partita, contestualmente ad una ricerca sulla situazione del tifo a Verona. Alla luce di questi studi propone di introdurre l’etilotest ai tifosi che entrano al Bentegodi, visto che il regolamento prevede che non si possa stare all’interno della struttura se si è in stato d’ebbrezza!

Ma ve limmaginate la scena? I tifosi in fila a gonfiare i palloncini della polizia prima di entrare? E chi s’è fatto un bicchiere di troppo? Arrestato per tifo in stato di ebbrezza? E il limite quale sarebbe? No, perchè se sarà lo stesso imposto agli automobilisti vorrà dire che prima della partita non si potrà bere nemmeno un bicchiere di vino a tavola!

L’alcool…eh già! E chi ci sarebbe mai arrivato! E noi qui, a dare motivazioni sociologiche, a cercare di inserire gli incidenti di Genova in un contesto geopolitico. Che scemi: non avevamo capito che erano solo una massa di ubriaconi!

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Vi risparmiamo volentieri la cronaca di quanto avvenuto ieri a Genova, a quello ci hanno già pensato tg e quotidiani. Evitiamo dunque di snocciolare numeri di feriti o arrestati.

Noi facciamo il nostro mestiere, fornendo degli spunti di riflessione e cercando di colmare alcune lacune lasciate dai media più tradizionali.

Un’interpretazione dei fatti

In tanti si sono affannati a trovare motivazioni calcistiche. Credete davvero che tutto questo era solo per la sconfitta casalinga con l’Estonia?

Il calcio, stavolta per davvero, c’entra poco; le motivazioni sono soprattuto politiche.

I protagonisti assoluti di Marassi, sabato scorso erano in piazza contro il gay pride e hanno ferito 100 poliziotti.  Sono gli ultra-nazionalisti, quelli che osteggiano l’ingresso in Europa del loro paese, che costerebbe al governo di Belgrado il riconoscimento del Kosovo come stato indipendente. Kosovo che loro considerano a tutti gli effetti  parte della Serbia.

E’ stata un’azione di violenza politica, se volete, terroristica!

Perchè in Italia

Certamente la ribalta mediatica offerta dalla sfida con gli ex campioni del mondo era appetibile per azioni dimostrative, ma non è tutto. Siamo un popolo dalla memoria corta, i serbi no.

Il 24 marzo del 1999 partì l’attacco aereo a Serbia, Montenegro e Kosovo con l’Italia in prima fila. Allora  il Presidente del Consiglio era D’Alema.

78 giorni di bombardamenti di un paese sovrano, senza mandato ONU e in violazione del diritto internazionale (oltre che dell’articolo 11 della Costituzione italiana).

La contesa riguardava appunto il Kosovo, regione a maggioranza albanese e islamica,  dove a contrapporsi ai serbi vi erano i guerriglieri dell’Uck.

Oltre alle vittime dei bombardamenti, le tonnellate di uranio impoverito hanno provocato nella popolazione residente un incremento del 25% degli aborti spontanei, del 15% delle malformazioni nei feti, del 17% di leucemie e tumori.

Parafrasando il Marchese del Grillo: “possono esse ancora incazzati pe’ quello?”

Prevenzione e gestione delle criticità

Tornando ad argomenti più congeniali al nostro blog, pare che la polizia di Genova se la sia cavata bene. Nessuna prova di forza controproducente e nervi abbastanza saldi.

Ci si chiede tuttavia come siano entrate decine di torce, tenaglie, coltelli e spranghe, visto che ai 1000 bambini delle  scuole a cui la Figc aveva regalato biglietto e merenda, erano state sequestrate le bottigliette di thè!

C’è poi la questione dello scarica barile operato dai vertici dell’Osservatorio. A chi si chiede come mai questi loschi individui non siano stati bloccati alla frontierea rispondono di non aver ricevuto la blacklist degli hooligans da parte della polizia serba. Ovviamente da Belgrado negano. Siamo alle solite!

La diretta tv

Mazzocchi e company semplicemente ridicoli. Nessuna menzione alle vere motivazioni della follia serba, scambiano gesti politici da parte dei giocatori per un “perdiamo 0-3 a tavolino”, frasi di circostanza imbarazzanti, tentativi maldestri di superare barriere imposte dalle forze dell’ordine. Bel momento di televisione quando Mazzocchi dice “vi faccio sentire il pubblico italiano” e si sente forte e chiaro un “ci avete rotto il cazzo” da far tremare i muri! Un disastro!

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Dopo la protesta della Banda Bagaj, a gridare nel megafono virtuale di Freedom for fans è la tifoseria foggiana. Pubblichiamo la mail ricevuta:

Succede in questo strano Paese che di primo mattino degli agenti della squadra mobile possano bussare alla portadella tua casa e, di punto in bianco, condurti in carcere con l’accusa di aver saltato qualche firma durante un trascorso periodo di diffida.
Succede. È successo. A Foggia. Topazio è uno di noi, uno come noi, un nostro fratello di curva e di vita. Negli anni scorsi sottoposto a Daspo e costretto per lunghe domeniche/mercoledì/lunedì, a recarsi in questura per adempiere all’obbligo di firma durante le partite dell’UsFoggia.

Oggi condanato e chiamato a scontare tre mesi di reclusione in virtù di uno strano concetto di giustizia commutativa.

Non saranno molti quelli che troveranno il coraggio di accusarci di qualunquismo a basso costo, di populismo, se ci permettiamo di portare agli occhi di chi legge una realtà di fatto, sgradevole quanto concreta: in questo Paese di piduisti stragisti a piede libero, di mafiosi prescritti, di assassini recidivi, di stupratori seriali e di pedofili tutelati, di ricattatori, corruttori e concussi, in questo momento un ragazzo di trent’anni è chiuso in una cella perché ha commesso l’imperdonabile reato di non recarsi a firmare in questura un provvedimento che gli precludeva l’accesso agli impianti sportivi.

Assurdo, direte voi.
Assurdo, certo. Indegno, infame, criminale. Perché ancor più che la sproporzione tra imputazione e pena (pena definitiva, che dovrà quindi essere scontata per intero) fa impressione la selettività, la precisione maniacale con la quale il colpo è stato inferto.

Perché l’accusa reale – per chi non se ne fosse accorto – è, nel caso di Topazio, quella d’essersi ostinato a voler perseguire con la maggiore coerenza possibile il proprio stile di vita, le proprie scelte. Topazio è un ultras, che con dignità ha pagato le lunghe limitazioni del passato e che con altrettanta dignità sta pagando questa sua sproporzionata colpa.

Ed è questo il suo vero reato: essere la disfunzione nell’ingranaggio, la nota dissonante in questo splendido mondo dorato del calcio fatto di televisioni, prefiltraggi, tornelli, steward, schedature, trasferte vietate, tessere fedeltà.

Un mondo che,garantiscono questori e prefetti, Osservatori e Casms, senza gli ultras sarebbe un paradiso. E finirebbe di vendersi l’anima.

La mostrificazione dell’ultras sta passando il segno; l’isteria dei media, la psicosi delle istituzioni, perennemente alla ricerca di nuovi nemici, intenti nella loro neutralizzazione, sta partorendo i propri frutti avariati.

Rendendo grottesca la realtà: se Topazio è dentro per una firma mancata, a breve le porte delle galere sovraffollate potranno spalancarsi anche per chi accende una torcia sugli spalti o persegue l’assurdo piano di popolare i settori di voce e colori.

Noi, che con tutta la fatica della quotidianità e delle sue mille contraddizioni, ci sentiamo di essere in tutto e per tutto simili al nostro compagno negli ideali, e complici nell’indignazione, non possiamo fare altro che mobilitarci per rendere visibile alle anime belle di questo Paese alla
rovescia la natura profondamente folle di questo provvedimento e delle norme che lo sovrintendono. Affinché chi viaggia a fari spenti possa, quanto meno, aprire gli occhi.

E per ribadire, anche se suona retorica, che la loro repressione assurda può far aumentare il nostro disprezzo, ma mai smorzare la nostra passione.

TOPAZIO LIBERO!

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La “tessera del tifoso” slitta a settembre. Torneranno, invece, negli stadi tamburi, striscioni e coreografie senza bisogno di fax preventivi: il materiale verrà controllato all’ingresso. La decisione è stata presa dall’Osservatorio dopo l’incontro con i vertici della Adcs (associazione difesa consumatori sportivi). Alla base del rinvio della discussa legge sull’ordine negli stadi varata dal governo ci sono alcune proposte di revisione relative al comma 9 che impone il divieto di sottoscrizione a chiunque sia stato sottoposto a Daspo o diffida, anche se ha già scontato la pena. Le novità sono state illustrate ieri nel Convegno per dibattere sull’introduzione della Tessera del Tifoso organizzato a Roma dall’Associazione Difesa Consumatori Sportivi.

Fonte: Leggo

Gli striscioni, i tamburi e le coreografie simbolo del modello italiano di tifo finalmente possono tornare all’interno degli stadi. Una splendida notizia per tutte le tifoserie d’Italia, segno che stiamo arrivando ad una normalizzazione.

Per quanto riguarda lo slittamento dell’introduzione della tessera del tifoso, è dovuto alla insostenibilità della richiesta del Ministro Maroni da parte delle società di calcio. La più che giusta revisione dell’art.9 ci fa invece sperare che l’Italia sia ancora un paese “normale”.

Sull’obbligatorietà della tessera vi rimandiamo ai  post che abbiamo già pubblicato in merito…ma ci sia concessa una battuta: se la tessera è, come dicono, strumento di fedelizzazione del tifoso (consumatore) che segua gli stessi criteri delle card dei distributori di benzina: se non ce l’hai il pieno te lo fanno lo stesso!

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Era l’8 febbraio del 2008 quando postammo un articolo dal titolo eloquente:  H.Verona–Cavese : scontri e bugie.

A distanza di oltre un anno e mezzo, arriva l’assoluzione piena per gli 8 tifosi cavesi coinvolti.

da Ilportico.it :

Sono stati assolti dal Gup del Tribunale di Verona, “per non aver commesso il fatto”, gli 8 ultras aquilotti arrestati per gli scontri allo stadio “Bentegodi” in occasione della partita Verona-Cavese. Immagini e tabulati telefonici alla base dell’assoluzione. Ora i giovani chiederanno il risarcimento dei danni…

Sono stati assolti gli 8 ultras cavesi arrestati e rimessi in libertà dopo gli scontri del febbraio 2008 in occasione della partita allo stadio “Bentegodi” tra Verona e Cavese.

“Assolti per non aver commesso il fatto”: così recita la sentenza emessa dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Verona alla fine del rito abbreviato, condizionato all’acquisizione di prove.

Il Gup ha accolto le istanze dei difensori, l’avvocato cavese Mario Secondino, l’udinese Adami ed il veronese Tremelloni, rigettando la formulazione della pena avanzata nell’udienza precedente dal pm, che aveva richiesto 10 mesi di reclusione.

Andrea Alfieri (22 anni), Errico Coppola (20 anni), Antonio Ferrara (27 anni), Giovanni Ragosta (28 anni), Angelo Salsano (33 anni), Umberto Sorrentino (30 anni), Claudio Vernacchio (22 anni) e Luigi Vitale (36 anni): questi i nomi degli ultras assolti.

Le prove decisive per scagionare i giovani sarebbero state rappresentate da alcune immagini girate da loro compagni presenti allo stadio “Bentegodi”, che documenterebbero le lesioni procurate dai manganelli usati dagli agenti durante la rissa. Altre prove sarebbero i biglietti nominativi posseduti dagli ultras ed i tabulati telefonici, che dimostrano come alcuni ragazzi erano al telefono proprio nei minuti dell’accadimento.

Ricordiamo che i giovani in questione furono colpiti da Daspo, un provvedimento che ha vietato loro per un anno di recarsi in qualsiasi stadio o struttura sportiva. Ora gli 8 ultras sono intenzionati a richiedere il risarcimento dei danni, sia per l’arresto che per la diffida ingiustamente comminata.

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Continuiamo a riportare articoli e post a testimonianza del clima di delirio collettivo che si sta vivendo negli stadi italiani.

Questa volta la storia arriva dalla città del Ministro Maroni: Varese. Anche questa volta parliamo di ottusa applicazione di leggi discutibili e mancanza di buon senso.

Ecco il resoconto della giornata.

L’Alfredo e’ un ragazzotto che in carrozzina che , da forse trent’anni o piu’ , segue il Varese tutte le domeniche in casa da bordo campo , sempre vicino alla panchina dei biancorossi , sempre li’.
L’Alfredo ne ha viste di tutti i colori , ha visto migliaia di giocatori e centinaia di partite.
L’Alfredo anche se non lo conosci di persona lo sai chi e’ , i tifosi sanno chi e’ , i giocatori sanno chi e’ , i giornalisti sanno chi e’ , anche i sassi del F.Ossola sanno chi e’ , cazzo !!! tutti sanno chi e’ e che significato ha vederlo tutte le sante domeniche li al suo posto , forse se mancasse una porta potremmo non accorgercene ma se manca l’Alfredo lo vedi subito.
L’Alfredo ha passato nei giorni scorsi momenti difficili che lo hanno portato per un po’ di tempo ad essere ricoverato in ospedale.
Oggi l’Alfredo e’ torneto al suo posto e i ragazzi della “CURVA NORD” gli hanno tributato cori e applausi ed anche uno striscione con scritto “bentornato alfredo”.
Ad un certo punto pero’ cosa succede ?

Succede che agli stewart viene ordinato di far rimuovere lo sctriscione.
NO FATEMI CAPIRE , CHE CAZZO STANNO FACENDO QUESTI ? MA CHI E’ QUELLO …………….(AGGIUNGETE QUELLO CHE VOLETE ) CHE HA ORDINATO STA COSA ?
Noi non lo sappiamo ma forse gli stewart vengono “guidati” dalla questura e dal questore che forse ci piace pensare , non sappia chi e’ l’ALFREDO e forse credeva che l’Alfredo fosse uno dei boss della sacra corona unita.
Lo sdegno nei distinti non ha fine , DOPO GLI OMBRELLI VIETATI E LE STAMPELLE TOLTE AGLI INVALIDI QUESTA E’ UN ALTRA BARZELLETTA FIRMATA QUESTURA.
La stessa questura che credeva di fare bella figura riaprendo la curva per cento persone e ghettizzarle e sbatterle di qua e di la a loro piacimento , oggi ha avuto una chiara risposta.
CURVA VUOTA !!!
Le magnifiche leggi per l’accesso “sicuro” allo stadio , hanno peremesso che oggi una ventina di tifosi campani si trovassero appiccicati agli ultras varesini perche’solo nei distinti e in tribuna ( nulla e’ successo perche’ non ci sono mai stati problemi con i ragazzi di Pagani , ma se fossero stai comaschi , monzesi , alessandrini , bustocchi , una parola di troppo e tutti sappiamo cosa potrebbe succedere con bambini e famiglie a dieci metri) potevano acquistare il biglietto mentre una intera curva sud rimane miseramente vuota e chiusa.
Infine (ho quasi finito…) il sig. questore nei giorni scorsi ha fatto una conferenza stampa dove elogiava il lavoro svolto a Varese dove , l’afflusso dei tifosi per Varese – Lumezzane era stato gestito totalmente dagli stewart.
Bravi potrebbero dire , ma senza sapere che : la curva sud era chiusa ai tifosi ospiti , la trasferta dunque vietata al tifo organizzato , e da Lumezzane storicamente non e’ mai venuto NESSUNO.
Non c’e’ che dire gran bel lavoro…..e mi verrebbe anche da mandargli un bel “VAFF…..O” , ma non lo faccio , con sta gente si sa mai che mi vengono ad arrestare.
Per la cronaca i gol di Buzzegoli , Tripoli , due Ebagua e Momente’ su rigore.

Fonte : Orgoglio Varesino

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