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Posts Tagged ‘udinese’

Il post “Biglietti ospiti Udinese-Juventus: l’escamotage della società friulana” è stato commentato da un lettore di fede padovana il quale scrive:

“E’ successa la stessa cosa anche per Triestina-Padova di sabato scorso:
Il Calcio Padova informa che i biglietti per la partita Triestina – Padova sono in vendita fino alle 19 di venerdì 17 settembre nei punti vendita Index Point/ Best Union. Questi i settori disponibili. Curva Ospiti (capienza 2.000 posti). 16,00 euro, esclusi diritti di prevendita. Settore riservato ai tifosi ospiti che hanno aderito alla Tessera del Tifoso. Tribuna Trevisan (capienza 2.000 posti). 18,50 euro, esclusi diritti di prevendita. Settore riservato ai tifosi ospiti che non hanno aderito alla Tessera del Tifoso.”

In trasferta senza Tessera del Tifoso e senza finire trai tifosi di casa?

Bisogna sensibilizzare le società! Che seguano l’esempio di Udinese e Triestina!

I primi a farsi sentire, presso le proprie società, dovrebbero essere proprio quei tifosi che occupano di solito settori dello stadio “tranquilli” e che per colpa di questa tessera si ritrovano circondati da ultras avversari!

P.s.: leggete il resoconto dell’assurda trasferta dei padovani a Trieste.

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Fatta la legge trovato l’inganno! E per una volta aggiungiamo anche per fortuna!

In occasione di Udinese-Juventus, settore ospiti, ovviamente, dedicato agli juventini possessori di tessera del tifoso. Curva sud  concessa ai sostenitori della vecchia signora privi di tessera, ma guardati a vista da un numero consistente di steward!

Siamo di fronte alla prima creazione di un settore ospiti bis per non tesserati per evitare che questi possano mescolarsi ai tifosi locali! I biglietti di curva sud, saranno acquistabili presso le filiali piemontesi e lombarde di un noto istituto bancario.

Viene così ufficializzato quanto già successo all’Olimpico di Roma durante Roma-Cesena. Provvedimento geniale nella sua semplicità e che al contempo segna un punto di rottura tra società e Viminale.

Piccolo appunto: negli Udinese Point e nelle filiali della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia non si potranno acquistare i biglietti per i settori Curva Sud e Settore Ospiti…e se fossi uno juventino di Trieste dove vado?

Apprezziamo comunque gli sforzi dei dirigenti dell’Udinese.

Le società ora sono portate a inventarsi degli escamotage per eludere regole imposte, palesemente errate e soprattutto pericolose.

Che s’adda fa’ per campà…

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“Ennesima restrizione senza motivazione…Per voi è solo una partita, per noi una ragione di vita!”

Questo il messaggio dei tifosi atalantini, scritto su uno striscione esposto all’esterno dello stadio Friuli di Udine.

Ai tifosi bergamaschi era stata vietata la trasferta, nonostante tale provvedimento hanno deciso di seguire la propria squadra nella città friulana e seguire la partita alla radio dall’esterno dell’impianto udinese.

Quattro ore di viaggio all’andata ed altrettante al ritorno per cantare la propria passione e la propria rabbia, nel freddo piazzale dello stadio Friuli.

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Solo le bandiere con i colori sociali possono entrare allo stadio. A Udine sono bianconeri. Quindi niente bandiera del Friuli o dell’Italia. E niente striscioni nemmeno quelli celebrativi in onore degli ultras scomparsi. Dopo la tessera del tifoso, la curva ha ricevuto un’altra mazzata dal consueto incontro con le forze dell’ordine. I tifosi dell’Udinese si sentono particolarmente colpiti anche perché sanno che a Udine la Questura non deroga. Il divieto a portare la bandiera del Friuli li colpisce nella loro identità.

La regola dice che non si possono esporre vessilli con colori diversi da quelli sociali. Vero.

A cosa serve una legge simile, in termini di prevenzione della violenza?

Molti diranno che è l’ennesima e inutile regola repressiva.

Tuttavia, volendo conferirle a tutti i costi  un senso, siamo portati a pensare che si voglia evitare l’esposizione di  bandiere dal contenuto politico, e magari discriminatorio, oppure vessilli sottratti a tifoserie avversarie durante azioni bellicose…

Ma non ci vuole tanto a capire che tale norma va interpretata e non applicata pedissequamente! Come sempre, manca il buon senso!

Ad Udine lo stadio si chiama Friuli, come la regione in cui si trova la città. E’  paradossale vietare l’esposizione delle bandiere della regione, all’interno di un impianto sportivo che ne porta il nome.

Privare un’intera tifoseria di un simbolo di appartenenza  gioverà al mantenimento dell’ordine pubblico?

Incommentabile è poi,  il divieto di esporre il tricolore: siamo l’unico paese al mondo in cui esistono restrizioni per l’esposizione della bandiera nazionale!

Per lo meno è  rispettata la par condicio: vietate sia le bandiere regionali, tanto care al ministro Maroni,  che quella nazionale.

Per quanto riguarda l’impossibilità di ricordare i propri amici scomparsi, ne abbiamo già parlato in merito alla vicenda dei laziali a Verona : non si ricordano altri divieti di commemorazione dei defunti nella storia del mondo moderno.

Speriamo che quanto prima si possa tornare ad una situazione di normalità, in questo strano paese…

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Monta la protesta delle tifoserie italiane contro la tessera del tifoso,  che stando ai proclami del ministero dell’Interno, dovrebbe essere obbligatoria dalla prossima stagione. L’ultima azione eclatante è quella del gruppo udinese “Friulani al seguito”. Quattro croci di legno conficcate nel muro in  quattro punti della città. La prima è stata facilmente notata dai Carabinieri, poichè posta nella recinzione di un appartamento confinante con la sede del Comando provinciale.  Il gruppo ritiene la Tessera del Tifoso un passo decisivo verso la “morte del calcio”.

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Mercoledì’ 8 Febario 1984, al termine di Triestina-Udinese di coppa Italia , STEFANO FURLAN, 20 anni tifoso della Triestina, viene colpito al capo da diverse manganellate e finisce in questura. Dopo degli accertamenti viene rilasciato, subito dopo inizia ad avvertire i primi dolori alla testa. Il mattino seguente Stefano sta molto male e viene portato in ospedale dove perde i sensi nella sala del pronto soccorso. ENTRA IN COMA PROFONDO E DOPO 21 GIORNI DI AGONIA GIOVEDI’ 1 MARZO MUORE. Nel novembre 1985 la corte d’assise condanna ad un anno di reclusione con i benefici della legge l’agente che colpì Stefano. Nell’Ottobre 1992 la curva del nuovo stadio “NEREO ROCCO” viene dedicata a lui.

Un numero di cinque anni fa, della fanzine degli Ultras Triestini interamente dedicata alla commemorazione di Stefano : http://www.uts1976.com/documenti/20.pdf

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