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Posts Tagged ‘treno’

Il responsabile della Divisione Passeggeri Nazionale e Internazionale delle Ferrovie dello Stato, Pasquale Cammisa, ha inviato una lettera al presidente della Federclubs, Claudio Bisio, complimentandosi per il comportamento dei sostenitori blucerchiati durante la trasferta all’Olimpico di mercoledì scorso: «A conclusione dell’evento che ha visto giungere a Roma così tanti tifosi – è scritto nella lettera -, sento il dovere e il piacere di congratularmi con il vostro club e con tutti i vostri tifosi per il comportamento dimostrato sia durante il viaggio che sul campo di gioco: correttezza, spirito sportivo, civiltà di comportamento sono valori che vanno ben oltre il risultato dell’incontro e che fanno ben sperare per quel patrimonio di civiltà che vogliamo passare anche alle prossime generazioni di cittadini e di tifosi». La Federclubs vuole condividere questo merito della tifoseria organizzata e non con Fedelissimi, Fieri del Fossato, Ultras Tito Cucchiaroni e San Fruttuoso, organizzatori dei convogli.

fonte: il secolo XIX

Ma con chi credevano di avere a che fare? Con dei barbari vestiti di pelli ed elmi con le corna? Il comportamento tenuto dai doriano deve essere la norma!

Possibile che l’assioma ultras = vandalo sia così duro a morire? Peccato, nemmeno un finestrino rotto o un cesso divelto, avrebbero chiesto anche stavolta cinquecentomila euro di danni!

Ci sia permessa la battuta, ma dopo le giornate antirazziste e contro l’omofobia sarà necessario istituire anche quella per il superamento dei pregiudizi nei confronti dei tifosi?

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Tutto ciò che una persona dotata di buon senso ha sospettato fin dall’inizio e che solo ora hanno il coraggio di mostrare…

GIORNALISTI = TERRORISTI !

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Eccolo: il solito complottista! Il lunedi seguente i fatti di Roma-Napoli, chi parlava di una strana regia dietro gli eventi che hanno visto coinvolti i tifosi napoletani era definito un complottista, uno che ama fare dietrologia e che vede puntualmente trame occulte. A quanto pare cominciamo ad essere in buona compagnia, se giornalisti autorevoli scrivono quanto sospettato dalla gran parte degli ultras italiani.

L’Osservatorio per le manifestazioni sportive, organo meramente consultivo, quest’anno si avvale del Casms, creato per rendere esecutive le direttive del sopracitato osservatorio. Il Casms è gestito direttamente dai servizi segreti!

E’ risultata davvero sorprendente la decisione di permettere ai napoletani di andare a vedere gli azzurri all’Olimpico, i più esperti in materia sono rimasti allibiti ed hanno cominciato a sospettare qualcosa. Per i non avvezzi, Roma-Napoli è la partita più a rischio dell’intero continente europeo. Si è davvero voluto dare un’opportunità ai supporters azzurri oppure s’è cercato di fornire l’occasione per giustificare un’ulteriore inasprimento delle norme antiviolenza? La posta era alta, da un lato la possibilità di chiudere per sempre con le trasferte dei tifosi di tutta Italia, con risparmio enorme di risorse, dall’altra il rischio di un’ennesima tragedia. Per fortuna i danni sono stati limitati e la curva giallorossa è rimasta, con un’inaspettata saggezza, al posto suo e non c’è stato nessun ferito !!! Nonostante non si sia fatto male nessuno e le notizie relative alle intemperanze siano state decisamente ridimensionate, curve chiuse a Napoli e trasferte vietate fino a fine anno ai partenopei.

La demagogia impazza in Tv e si parla di far tornare le famiglie allo stadio. Queste favole raccontatele pure alla proverbiale casalinga di Voghera. Noi che in uno stadio ci siamo cresciuti le famiglie non ce le abbiamo mai viste, nemmeno negli anni in cui non esistevano gli ultras. La composizione sociale delle curve è attualmente molto più variegata rispetto a venti anni fa, quando una ragazza sarebbe stata vista come un’aliena.

Le famiglie allo stadio non verranno mai, a noi basterebbe che fosse possibile farci tornare i tifosi!

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di Antonio Corbo

http://corbo.blogautore.repubblica.it

Sta per concludersi una bella storia italiana. Paga chi non ha commesso nulla: innanzitutto gli abbonati delle Curve, poi i tifosi che hanno meno soldi e speravano di acquistare il biglietti dei settori un tempo definiti popolari, infine il Napoli.

Non paga la città di Napoli, perchè i suoi prezzi sono molto più alti, e diversi. E’ governata da politici che si sono rincorsi nel diffondere anche stavolta dichiarazioni banali. Fondate sul vento. Qualcuno ha anche dichiarato che è stata sporcata l’immagine della città. Davvero? E chi per 14 anni la stessa città ha sepolto sotto lo scandalo dei rifiuti?

Bene, dopo giorni di manovre e giravolte, di notizie gonfiate e fuorvianti, in un divertente carosello per coprire errori e responsabilità, si arriva quasi alle conclusioni.

1) Gli Ultras, presentati come diavoli, rischiano la beatificazione. Evitatemi almeno questo choc.

Ci si accorge che non hanno mai devastato il treno, dopo averne atteso per 5 ore la partenza; che hanno viaggiato come sui vagoni diretti ai lager nazisti, in 4mila dove c’era posto per meno di mille; che hanno subìto di tutto, dallo stop di 14 minuti in un tunnel ed una serie di fermate impreviste e inspiegabili. Si sarebbero ribellate anche le stigmatine, le orsoline e le sorelle di Cristo Re. Si scopre che le aste apparsee in tv non erano spranghe ma asticelle di plastica delle bandiere. Che all’Olimpico sono stati fatti passare senza il controllo dei biglietti, all’inizio del secondo tempo.

2) Trenitalia che aveva denunciato le devastazioni e 500mila euro di danni non ha ancora presentato il treno distrutto. L’Intercity Modigliani è sparito? O le sue carrozze, nonostante i 500mila euro di danni, possono svolgere regolare servizio?

3) Il Napoli deve giocare in uno stadio semichiuso, anche perché il suo legale ha impostato il ricorso su un presunto errore di forma nella sentenza. In punto di diritto trascurando il merito. Non ha smontato le accuse. Che andavano invece verificate in una indagine difensiva. Un penalista di medio livello avrebbe svolto la sua parte con migliore esito. Possibile che i blog dei tifosi non abbiamo suggerito almeno un dubbio?

4) La camorra non c’entra, ha lealmente dichiarato il procuratore Lepore. Ancora una volta la camorra era stata usata come alibi. Si scopre che su 3.096 persone 800 hanno precedenti penali. E allora? E’ la media che più o meno si rileva se andiamo in pizzeria, a teatro o in chiesa. Napoli è questa. Non risulta però che siano sfasciati forni, palcoscenici e altari. Bisogna dire che cosa hanno combinato gli Ultras. Ma la verità. Punto per punto. Non basta dire che c’erano i camorristi tra i tifosi per sostenere un bilancio tragico di devastazioni e incidenti.

Dopo tanti articoli sul teppismo, contro hooligan e Ultras,non avrei immaginato di doverli un giorno difendere. In un calcio e in una società che non vogliono cambiare. Chi dirige è sempre nel giusto, nonostante errori, omissioni, complicità. Chi è Ultras invece delinque sempre, per definizione.

E’ la storia di un’Italia sottosopra. Almeno questa. Ma ho esagerato?

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I buchi neri dell´inchiesta. La squalifica provocata da un chirurgo, 007 per hobby. Lepore smentisce un piano dei clan “Non c´è legame tra la vicenda e i camorristi tifosi”
di Antonio Corbo
Ultrà del Napoli alla stazione Termini di Roma

Viaggia con 500 mila euro di danni a bordo. Ma dov´è? Introvabile il treno che gli ultras del Napoli avrebbero distrutto. Dal 31 agosto, giorno di Roma-Napoli, i vagoni dell´Intercity Plus “Modigliani” sono inafferrabili. Come la verità di quella domenica. È l´ultimo mistero di una già nebulosa ricostruzione: per ora, pagano il Napoli e i suoi tifosi, penalizzati dalla chiusura delle curve per tre gare interne. Ma la vicenda promette un finale diverso: indaga la Procura di Napoli. L´inchiesta può dimostrare che i disordini furono enfatizzati, magari per coprire errori e responsabilità. Sarà troppo tardi, Napoli-Fiorentina esclude domani i tifosi delle curve, 11 mila abbonati hanno pagato per non vederla.

Il dirigente della Digos Antonio Sbordone ha consegnato una informativa al pm Antonello Ardituro. Una relazione accurata, con foto e riscontri. Il magistrato, specialista di camorra e ordine pubblico, ha subito derubricato l´ipotesi di reato: da “devastazioni” al più lieve “danneggiamenti”. Rintracciato dalla polizia il ferroviere «aggredito e ferito». Neanche un graffio. La Scientifica, diretta da Fabiola Mangoni, doveva esaminare il treno danneggiato. Impossibile. Solo quattro vagoni sarebbero a Napoli, gli altri in viaggio. Sono più veloci gli inventari che i treni. Il 31 agosto, i tg del pomeriggio riferivano già la stima dei danni: 500 mila euro. Gli Ultras, in un reportage di “Repubblica” nel covo di via Venezia, promettono di risarcire con una colletta l´azienda. Neanche loro hanno più visto il treno. «Girano solo tre foto, sempre le stesse». Possibile che sia tornato a viaggiare un treno devastato per 500 mila euro? Se lo chiede anche la Procura. Il conto di solito va allo Stato. Pagano i contribuenti.
«Si indaga ad ampio raggio», osserva il procuratore capo, Giovandomenico Lepore. Sembra sorpreso, però. «Il treno è partito a mezzogiorno, con ampio ritardo. I tifosi aspettavano dalle 7.

Qualcuno avrà perso la pazienza, comprensibile. E i benpensanti, vista la bolgia, sono scesi. Finora però non risulta un disegno criminoso della camorra. Molti camorristi sono tifosi. Difficile però cogliere nell´insofferenza di quella domenica un piano preordinato. Comunque, indaghiamo su tutto». Chiusura prudente, ma svanisce nelle equilibrate parole di Lepore l´ombra dei clan. Roberto Maroni ha invece rimarcato la presenza di 27 affiliati e 800 pregiudicati tra i tremila tifosi. Si sa c´erano tanti tifosi con precedenti penali. Ma nessuno sa che cosa abbiano davvero combinato. A Napoli niente, così sembra. Le spranghe viste in tv a Roma Termini erano asticelle delle bandiere. Di plastica.

I primi resoconti dei tg hanno creato un clima di forte suggestione. Si riflette nei rapporti al giudice sportivo Tosel su quanto sarebbe accaduto allo stadio. Gli inviati federali all´Olimpico erano Carmine Rossi, funzionario civile dello Stato, e uno 007 per hobby. Un chirurgo. L´omonimia ha fatto pensare che fosse un ufficiale della Finanza, Francesco Mattana. È invece Claudio Mattana, 53 anni, nato a Vittorio Veneto, parente di Antonio Gava. Lavora al “Gemelli” di Roma, reparto Decimo L. con brillante curriculum: specializzato a Napoli alla scuola di Zannini, 2500 interventi a retto e colon negli ultimi 23 anni. Ma di camorra e ordine pubblico sente parlare solo in tv. Mattana e Rossi hanno ispirato prima Tosel, poi la Corte federale. Descrivono steward e carabinieri “leggermente feriti”, petardi esplosi senza chiarire le traiettorie. È qui che il Napoli poteva attenuare la sentenza sportiva. Una “indagine difensiva” di bravi penalisti poteva dimostrare l´eventuale labilità dei rapporti. Ingigantire i dubbi. Il bolognese Mattia Grassani, avvocato dello sport, si è aggrappato ad un presunto «errore nella sentenza». Ma ha tentato di ridimensionare le accuse? Ha puntato sul diritto e non sul merito. Il Napoli paga un´atmosfera, non «gravi atti di violenza». Ma ora è troppo tardi, peccato.

(13 settembre 2008)

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