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Posts Tagged ‘trasferta’

Durante Chievo-Lazio un episodio poco piacevole è avvenuto nel settore ospiti del Bentegodi. Le telecamere di Sky hanno inquadrato più volte il settore biancoceleste, lasciato vuoto dopo pochi minuti dai circa 600 presenti. I gruppi organizzati della Curva Nord laziale al seguito della squadra espongono da sempre i propri vessilli e i propri striscioni, ma manca uno, quello più significativo: quello recante la faccia di Gabriele Sandri. Le forze dell’ordine avrebbero impedito ai supporters biancocelesti di esporlo. I tifosi laziali quindi, una volta appresa la notizia di tale veto, pare abbiano deciso all’unisono di togliere ogni tipo di bandiera e stendardo e di abbandonare la curva a loro riservata.

Fonte: tuttomercatoweb

Ogni commento crediamo sia superfluo. Sempre più spesso ci si confronta con burocrati privi di buon senso e impauriti che applicano con rigore leggi ottuse! E crediamo questo perchè non vogliamo nemmeno pensare che si tratti di cattiva fede…

Finora la commemorazione delle persone scomparse non era stata mai negata a nessuno.

Il popolo dei tifosi è privato anche del diritto alla memoria!

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Nonostante il divieto imposto da Osservatorio e Casms…gli azzurri sono stati sostenuti per tutta la gara da oltre un centinaio di tifosi, tutti evidentemente residenti a Genova e quindi in grado di poter comprare il biglietto per poter assistere alla partita… a fine partita sono dovuti uscire, scortati, attraverso gli spogliatoi del Ferraris. Il pareggio ottenuto dal Napoli in extremis ha infatti aumentato la tensione all’interno dello stadio, e la paura che potesse trasferirsi anche fuori dall’impianto genovese ha indotto le forze dell’ordine a isolare i tifosi azzurri che hanno aspettato un pò, prima di uscire appunto attraverso gli spogliatoi…

fonte : Tutto Mercato Web

Come al solito! Succede tutte le domeniche che il Napoli gioca fuori casa. Settore ospiti chiuso, vendita ai soli residenti della regione del club ospitante, tifosi di casa residenti fuori regione esclusi e manipolo di partenopei tra il pubblico di casa!

Ma ci vuole tanto a capire che è una misura  inefficace, pericolosa e anche incostituzionale?

Se ripercorriamo la storia del tifo in Italia, vediamo che i settori ospiti nacquero proprio per impedire un diretto contatto tra le tifoserie e per prevenire incidenti. Assodato che residenza e fede calcistica non sempre coincidono, non crediamo ci voglia uno stratega militare per capire che la situazione sarebbe più gestibile riaprendo il settore ospiti.

E invece no, le autorità stringieranno i denti fino alla prossima stagione (?) quando tutto sarà risolto: le partite in cui il settore ospiti sarà chiuso, saranno accessibili solo ai titolari di tessera del tifoso! In questo caso nessun tifoso napoletano residente in Liguria sarebbe in possesso della card della Samp!

Peccato che la tessera non piaccia nè alle società nè tantomeno ai tifosi…

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Trai provvedimenti settimanali del Casms spiccano i divieti di trasferta imposti a napoletani e bolognesi rispettivamente a Genova e Roma. Vi è poi, come al solito, un elenco lungo di inibizioni inflitte a tifoserie delle serie inferiori.

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, pare sia stato il divieto imposto alla tifoseria del Potenza, impegnata nella trasferta di Sorrento. Riportiamo integralmente il comunicato degli Ultras Potenza, maggiore gruppo della curva Ovest lucana.

Alla Luce dell’assurda decisione del casms di vietare la trasferta dei sostenitori del Potenza a Sorrento, gli ultras Potenza esprimono il proprio sdegno e il proprio disappunto nei confronti di tale illogico provvedimento.
Un provvedimento arbitrario e smisurato che non tiene assolutamente conto dei rapporti tra le due tifoserie, dei precedenti e soprattutto di una situazione di pericolo pari a zero. Un provvedimento che non solo limita la passione e il calore di noi ultras ma anche quello di una intera tifoseria composta anche da famiglie e da semplici sportivi.
Un provvedimento che limita la libertà del cittadino.
Un provvedimento figlio del calcio moderno sempre più piegato alle tv, ai soldi ed interessi di parte.
E’ chiaro ormai che a Potenza come in tutte le altre città d’Italia gli ultras sono considerati il nemico pubblico numero uno e la causa dei mali e dei problemi della nostra società, ma forse a Potenza ultimamente tale considerazione è diventata smisurata, morbosa, ossessiva. Stadi sempre più vuoti senza calore e colore, diffide senza motivo, restrizioni illogiche e soprusi sono il risultato di questa repressione che sta colpendo indistintamente tutte le curve e centinaia di ragazzi colpevoli solo di amare la propria squadra di calcio.
Denunciamo all’ opinione pubblica e alle istituzioni tutto ciò che ci sta accadendo affinchè si prenda coscienza di tale fenomeno che sta portando alla distruzione del calcio vero.
Chiediamo inoltre al sindaco di impegnarsi per far valere i diritti di una città civile come Potenza, in grado di ospitare tranquillamente qualsiasi tifoseria e di recarsi altrettanto tranquillamente fuori casa.
Con tale divieto la città viene mortificata e la cosa più incredibile è che tale decisione, sia derivata dalle sollecitazioni poste in essere dalla questura di Potenza.
Non vogliamo essere vittime , le nostre colpe le ammettiamo e le abbiamo sempre e profumatamente pagate sulla nostra pelle, ma chiediamo rispetto per la nostra passione, la nostra dignità. La nostra libertà.

Abbiamo cercato di capirci qualcosa in più rispetto a questa vicenda. Tramite ricerche effettuate sul web, apprendiamo che in settimana nulla lasciava presagire un divieto per la tifoseria rossoblu. Infatti la prevendita dei biglietti era stata già avviata sul circuito Etes.

A questo punto andiamo a leggere le motivazioni apportate dall’Osservatorio, tali da suggerire al Casms la chiusura del settore ospiti :

“Sorrento – Potenza” (1^ Div.), per responsabilità attribuibili ad entrambe le tifoserie e per carenze strutturali dell’impianto.

Responsabilità di cosa?

Assodato che i rapporti tra le tifoserie sono buoni,cerchiamo le “responsabilità” nelle sentenze del giudice sportivo e notiamo che il Potenza Sc questa settimana si è beccato 6500 euro di multa

…perchè propri sostenitori, prima dell’inizio della gara, lanciavano sul terreno di gioco numerose palle di neve all’indirizzo del portiere della squadra ospite che veniva raggiunto in più parti del corpo; quest’ultimo, nella circostanza, veniva a contatto con dirigenti della squadra ospitante che erano intervenuti per invitare i tifosi a desistere dal loro comportamento; ne nasceva un principio di zuffa prontamente sedata, il tutto causava ritardo sull’orario d’inizio della gara; i medesimi sostenitori proseguivano il lancio di palle di neve sul terreno di gioco, e una delle quali colpiva l’arbitro in piena fronte senza conseguenze; gli stessi sostenitori, per tutta la durata della gara, intonavano cori offensivi verso il portiere della squadra avversaria e verso un assistente arbitrale al quale indirizzavano, inoltre, ripetuti e numerosi sputi che lo raggiungevano in più parti del corpo…

Tifosi del Potenza responsabili di lancio di palle di neve! Ah, il portiere era tale Soviero che citando Wikipedia è “più noto per il suo comportamento disdicevole in campo ed il poco rispetto verso avversari, arbitri e guardalinee, che per la sua abilità tra i pali”. Tant’è che sul muro del sito Ultraspotenza.net diversi utenti denunciano le provocazioni del portiere stabiese. Ecco il filmato…

Non giustifichiamo comunque il comportamento della Ovest potentina ma nemmeno quello dei tesserati in campo!

Andiamo avanti e vediamo di trovare le “responsabilità” sorrentine…

Nulla! Nell’ultimo incontro in occasione di Cavese-Sorrento ci sono state solo aggressioni da parte di tesserati cavesi a danno di quelli sorrentini. I tifosi rossoneri impeccabili. Guardate cosa succede.

Ma l’Osservatorio parlava anche di carenze dell’impianto. I potentini l’anno scorso raggiunsero in massa Sorrento, era la prima trasferta in c1 dopo la promozione!

Potentini a Sorrento 2007\2008

Potentini a Sorrento 20078

Cosa è successo a questo stadio in un anno? Niente a giudicare dalla foto dell’invasione cavese a Sorrento in questa stagione.

cavesi a sorrento 20089

cavesi a sorrento 20089

E allora diciamola tutta, due palle di neve tirate ad un portiere irriverente sono costate la trasferta ai tifosi potentini.

Ma perchè l’Osservatorio imbastisce tutte quelle motivazioni assurde, fantomatiche e parla di non chiarite responsabilità di entrambe le tifoserie e soprattutto carenze strutturali di stadi fino all’altro giorno adeguati?

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Dopo i bergamaschi a Genova, i tifosi del Parma a Modena.

I Boys Parma che avevano già emesso un duro comunicato contro il divieto di trasferta a Modena completano la protesta recandosi in mattinata al Braglia, appendendo davanti al settore ospiti, lo striscione: “No al calcio senza tifosi“.

Anche i giocatori crociati coinvolti nella protesta, sono stati infatti invitati ad indossare una maglietta riportante lo stesso slogan dello striscione.

Lucarelli con la maglietta confezionata dai Boys

Lucarelli con la maglietta confezionata dai Boys

Quello dei Boys Parma è l’esempio di come dimostrare, in maniera civile, la disapprovazione nei confronti di chi sempre più spesso pone limiti alle libertà personali dei cittadini.

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Tutto ciò che una persona dotata di buon senso ha sospettato fin dall’inizio e che solo ora hanno il coraggio di mostrare…

GIORNALISTI = TERRORISTI !

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I buchi neri dell´inchiesta. La squalifica provocata da un chirurgo, 007 per hobby. Lepore smentisce un piano dei clan “Non c´è legame tra la vicenda e i camorristi tifosi”
di Antonio Corbo
Ultrà del Napoli alla stazione Termini di Roma

Viaggia con 500 mila euro di danni a bordo. Ma dov´è? Introvabile il treno che gli ultras del Napoli avrebbero distrutto. Dal 31 agosto, giorno di Roma-Napoli, i vagoni dell´Intercity Plus “Modigliani” sono inafferrabili. Come la verità di quella domenica. È l´ultimo mistero di una già nebulosa ricostruzione: per ora, pagano il Napoli e i suoi tifosi, penalizzati dalla chiusura delle curve per tre gare interne. Ma la vicenda promette un finale diverso: indaga la Procura di Napoli. L´inchiesta può dimostrare che i disordini furono enfatizzati, magari per coprire errori e responsabilità. Sarà troppo tardi, Napoli-Fiorentina esclude domani i tifosi delle curve, 11 mila abbonati hanno pagato per non vederla.

Il dirigente della Digos Antonio Sbordone ha consegnato una informativa al pm Antonello Ardituro. Una relazione accurata, con foto e riscontri. Il magistrato, specialista di camorra e ordine pubblico, ha subito derubricato l´ipotesi di reato: da “devastazioni” al più lieve “danneggiamenti”. Rintracciato dalla polizia il ferroviere «aggredito e ferito». Neanche un graffio. La Scientifica, diretta da Fabiola Mangoni, doveva esaminare il treno danneggiato. Impossibile. Solo quattro vagoni sarebbero a Napoli, gli altri in viaggio. Sono più veloci gli inventari che i treni. Il 31 agosto, i tg del pomeriggio riferivano già la stima dei danni: 500 mila euro. Gli Ultras, in un reportage di “Repubblica” nel covo di via Venezia, promettono di risarcire con una colletta l´azienda. Neanche loro hanno più visto il treno. «Girano solo tre foto, sempre le stesse». Possibile che sia tornato a viaggiare un treno devastato per 500 mila euro? Se lo chiede anche la Procura. Il conto di solito va allo Stato. Pagano i contribuenti.
«Si indaga ad ampio raggio», osserva il procuratore capo, Giovandomenico Lepore. Sembra sorpreso, però. «Il treno è partito a mezzogiorno, con ampio ritardo. I tifosi aspettavano dalle 7.

Qualcuno avrà perso la pazienza, comprensibile. E i benpensanti, vista la bolgia, sono scesi. Finora però non risulta un disegno criminoso della camorra. Molti camorristi sono tifosi. Difficile però cogliere nell´insofferenza di quella domenica un piano preordinato. Comunque, indaghiamo su tutto». Chiusura prudente, ma svanisce nelle equilibrate parole di Lepore l´ombra dei clan. Roberto Maroni ha invece rimarcato la presenza di 27 affiliati e 800 pregiudicati tra i tremila tifosi. Si sa c´erano tanti tifosi con precedenti penali. Ma nessuno sa che cosa abbiano davvero combinato. A Napoli niente, così sembra. Le spranghe viste in tv a Roma Termini erano asticelle delle bandiere. Di plastica.

I primi resoconti dei tg hanno creato un clima di forte suggestione. Si riflette nei rapporti al giudice sportivo Tosel su quanto sarebbe accaduto allo stadio. Gli inviati federali all´Olimpico erano Carmine Rossi, funzionario civile dello Stato, e uno 007 per hobby. Un chirurgo. L´omonimia ha fatto pensare che fosse un ufficiale della Finanza, Francesco Mattana. È invece Claudio Mattana, 53 anni, nato a Vittorio Veneto, parente di Antonio Gava. Lavora al “Gemelli” di Roma, reparto Decimo L. con brillante curriculum: specializzato a Napoli alla scuola di Zannini, 2500 interventi a retto e colon negli ultimi 23 anni. Ma di camorra e ordine pubblico sente parlare solo in tv. Mattana e Rossi hanno ispirato prima Tosel, poi la Corte federale. Descrivono steward e carabinieri “leggermente feriti”, petardi esplosi senza chiarire le traiettorie. È qui che il Napoli poteva attenuare la sentenza sportiva. Una “indagine difensiva” di bravi penalisti poteva dimostrare l´eventuale labilità dei rapporti. Ingigantire i dubbi. Il bolognese Mattia Grassani, avvocato dello sport, si è aggrappato ad un presunto «errore nella sentenza». Ma ha tentato di ridimensionare le accuse? Ha puntato sul diritto e non sul merito. Il Napoli paga un´atmosfera, non «gravi atti di violenza». Ma ora è troppo tardi, peccato.

(13 settembre 2008)

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