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Posts Tagged ‘tifosi’

Hoolikopter, titola con un certo humour teutonico la Bild, mostrando le immagini di un elicottero radiocomandato che, armato di telecamera, potrebbe aiutare ad identificare i tifosi particolarmente agitati nelle partite della Bundesliga.

fonte: Crime Blog

In Inghilterra hanno i cavalli, in Germania gli elicotteri… il governo italiano mosso da spirito di competizione potrebbe scatenare caccia bombardieri sugli stadi, con la solita scusa de “l’adeguamento al resto d’Europa”. Siamo davvero alla psicosi collettiva!

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Il modello inglese visto da vicino da Vincenzo, Ultras bianconero in trasferta a Londra per Chelsea-Juventus. Questo il racconto pubblicato sul suo blog, uno dei più interessanti e aggiornati della blogosfera italiana sul tema ultras.

Avevo davvero tanta voglia di vedere Londra dopo oltre vent’anni di thatcherismo e di thatcherismo senza Thatcher, quella forma subdola di autoritarismo che ha trasformato la vecchia potenza coloniale in un fortino assediato nel quale persino uno sport popolare è diventato palestra per l’esibizione di politiche muscolari. Per Chelsea-Juventus ho deciso di visitare il più importante laboratorio della repressione esistente e, devo dire, le ricerche hanno avuto buon fine, nonostante siano state sovente interrotte dalle doverose visite ai pubs con conseguente versamento di innumerevoli rivoli di birra nel gagarozzo. L’aereoporto low cost è già un presidio militare, agenti con giubbotto anti-proiettile e mitra spianato, controlli asfissianti e ripetuti, una commedia dell’assurdo che testimonia i sensi di colpa di questo gigante imperiale dall’armadio zeppo di scheletri. La città resta sempre straordinaria, viva, veloce, forse troppo per un “campagnìn” come me abituato a ritmi carioca. Il melting pot culturale è incoraggiante, le strade sono un Palazzo di Vetro ambulante, ogni etnia è degnamente rappresentata, gli italiani li riconosci da come guardano i tacchi a spillo vintage e le gambe che su di essi mostrano spesso spettacoli assai edificanti. I pub sono pieni di white collars dal bicchiere sempre pieno, qualcuno ha esagerato e sonnecchia ruminando, a spillare dell’ottima birra sempre fanciulle bellissime. Da ultras si gira per Londra senza difficoltà, la gente ascolta i nostri cori che rimbombano sulla metro platealmente sbalordita dopo che le politiche securitarie lib-lab hanno sciolto nell’acido la controcultura hooligan, relegandola in genere in qualche bel film di Hollywood. Piccadilly diventa un bastione bianconero, i telefonini passano la voce, la grande adunata è questione di minuti. Dal primo pomeriggio nei pressi del Trocadero si animano italiani di ogni dove con la Juve nel cuore, i Tradizione, mentre i Bravi Ragazzi, eroici reduci da 18 ore di pullman, vengono sbarcati direttamente a Stamford Bridge. Alla fine ci saranno tutti, Drughi,Viking e Nucleo. Qualche giornalista non perde occasione per esercitarsi al gioco dell’esecrazione democratica contro gli ultras “neofascisti”, dimenticandosi dell’apologia delle peggiori dittature sudamericane praticata dal loro padrone di Arcore. Entrare in quello stadio mi ha ricordato le mie esercitazioni militari a Cassino, una delle pagine più dramamtiche della mia vita. A parte il corteo di sbirri cavallerizzi, agenti in borghese con scritto sbirro sulla fronte e agenti in divisa appiedati, scorgo un esiguo drappello di Digos subalpini del tutto pleonastici in siffatto dispiegamento di forze armate di cavalleria e fanteria. Vengo perquisito tre volte da tre energumeni di colore che mi palpano persino i testicoli ma non si accorgono che ho due accendini. Gli steward sono tutti neri, i loro capi bianchi. Colto da un attacco di bronchite che mi affligge da giorni sono costretto ad affrontare le strettoie del tornello, un buco metallico che si trasformerebbe in un letto di morte per un cardiopatico medio. Quando riesci a guadagnare il tuo posto, sollecitato da altri energumeni in pettorina che si sentono evidentemente intoccabili, ti viene offerto lo zuccherino della estrema vicinanza al campo di gioco a parziale risarcimento del percorso di guerra affrontato. Non sento di solito particolare emozione nel vedere un maschio in mutande, preferirei una bella donna in topless ma pazienza. Ognuno ha le eiaculazioni che merita. Gli steward gridano, ti toccano, “get down” se hai una videocamera, “sit down” se stai in piedi, poi si portano via un paio di ragazzi che si accendono incautamente una sigaretta e che vengono puniti col divieto di assistere alla partita dopo 18 ore di bus o trecento euro spesi per il ticket. Stamford Bridge ha un pubblico, absit iniuria verbis, di scimmie ammaestrate, voglio dire di spettatori con un compitino preciso da eseguire senza contributi originali. Sembrano tutti uguali, gente da teatro, seduta bene, vestita bene, roba da diabete. Ognuno ha la sua maglietta ufficiale, sciarpa ufficiale, i cori sono rari, “Come on Chelsea”, di tanto in tanto qualcuno di manda a cagare prudentemente, senza che il bidello-steward se ne accorga o che il Grande Fratello lo riprenda, “frame and shame”,filma e sputtana la scheggia impazzita alla recita corale. Io punto un inglese, il più vicino, pelato e simpatico, cerco di esasperarlo con vituperi politici riferiti alla sua “gracious queen” della quale metto in dubbio la fedeltà e il pudore, insinuando dimensioni miniaturizzate del suo organo sessuale ( suo, non dell’androgina sovrana ) e abitudini erotiche inquietanti della donna accanto che sembra sua moglie, poverino. Solo dopo un’ora di tortura psicologica riesco ad estorcergli una minaccia di morte che mi lancia quasi sottovoce proteggendosi la bocca. Allargo le braccia per festeggiare quel raggio di sole beluino che rischiara questa cappa di buonismo snervante. Sic transit gloria mundi, a questo siamo. Lo stadio si riempie solo dei nostri cori, il loro gol viene salutato da un isterico “yeeeessss”, neanche una parolaccia a suggellare un coito, nulla di nulla. Non si può festeggiare con un “si” un orgasmo, c’è il rischi che l’altro/a ci rimanga male o che l’atto si risolva in una fredda pratica notarile. E’ un pubblico frigido, presumibilmente sobrio, a tratti oserei dire astemio. Fuori lo stesso spettacolo, centinaia di cavalli e fantini, fanti su fanti, transenne, telecamere, un’ossessione securitaria degna di migliori cause. Siamo stanchi, stremati, la birra si scioglie in torrenti di piscio senza muri su cui rimbalzare, dio non voglia che qualche telecamera ci inquadri il pistolino, meglio tenere tutto in saccoccia e bivaccare all’aeroporto dove per fumare siamo costretti a battere un area di 2000 mq prima di trovare una smoking area. Bye bye London, see ya soon. Se riuscissimo ad evitare esiti british nel nostro malandato calcio forse non sarebbe male per tutti, anche per gli ultras. Vincenzo

Quando anche negli stadi italiani troveremo la medesima situazione, la domenica noi andremo al mare…

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Domenica 19 ottobre Stadio Liberati di Terni : Ternana – Perugia. Il Casms ha chiuso le porte del settore ospiti ai tifosi del grifo. Proteste da entrambe le parti, riportiamo di seguito il comunicato degli Ultras 07 Terni ma soprattutto il duro comunicato del Perugia Calcio che si riserva ulteriori azioni a tutela dei propri sostenitori.

COMUNICATO ULTRAS 07 TERNI
Decisioni inutili ed incomprensibili, demagogiche e populiste, quelle che domenicalmente prendono le nuove generazioni degli organismi preposti alla tutela dell’ ordine pubblico alle manifestazioni sportive. Dalle porte chiuse, ai soli abbonati, dai biglietti per i soli residenti ( si penalizzano soprattutto i tifosi di casa che non hanno la residenza ), al divieto per i tifosi ospiti, bisogna trovare qualcuno da penalizzare, ma non si capisce quale ordine pubblico tutelino certe imposizioni, e quale sia il criterio con cui viene calcolato il rischio di certe gare.
Un risultato devastante comunque viene raggiunto ed è la distruzione della passione, da sempre la linfa del calcio, che privata della rivalità diventa una scatola vuota, un semplice rincorrersi tra 22 giocatori che per la quasi totalità non ha né spirito di appartenenza, né amore per i colori, né legami tradizionali con la città, un prodotto da vendere alle televisioni, un mezzo per bieche speculazioni.
E’ altrettanto vergognoso che si obblighino comuni e società a rendere gli stadi simili a campi di concentramento per poi vietare l’ accesso totale o parziale ai tifosi.

Noi da “ Ultimi della classe “ possiamo solo prendere qualche decisione di protesta per rendere pubblico il nostro dissenso, quindi domenica 12/Ottobre e domenica 19/ Ottobre in occasione delle partite con il Taranto e con il perugia osserveremo 15 minuti di silenzio, inoltre per il derby con il perugia rinunceremo alla coreografia già programmata. Coreografia studiata senza bisogno di autorizzazioni né dalle società né dalle questure. Entreremo comunque allo stadio, anche se il nostro istinto ci suggeriva di rimanere all’ esterno, ma i nostri rivali al derby regionale non meritano tanta attenzione visto che si dilettano nel divulgare inqualificabili comunicati (2005) o a provocare a km. di distanza con “tanto di foto al monte di S. Erasmo” e con scritte da “baby gang” negli angoli nascosti degll’ autogrill, mentre noi sfilavamo in corteo contro la decisione del derby a porte chiuse del 2007, primo frutto velenoso del decreto Amato. Quindi tutti allo stadio per sostenere i nostri colori, per esprimere dissenso verso i padroni del calcio, senza cadere nella sgradevole tentazione di insultare chi non c’è.

GLI ULTIMI DELLA CLASSE

COMUNICATO PERUGIA CALCIO

“Il Perugia Calcio SpA., in seguito alla decisione del Casms, del 7 Ottobre 2008, con la quale viene proibito ai tifosi del Perugia di assistere al derby Ternana-Perugia del 19 p.v., esprime il più profondo dissenso e manifesta la propria incredulità.La tifoseria perugina è conosciuta e rispettata in tutta Italia per la sua sportività e correttezza; si fa presente, inoltre, che gli ultimi derby tra Ternana e Perugia si sono svolti senza incidenti di rilievo.Tale provvedimento oltretutto appare ancor più assurdo dopo la “Campagna congiunta contro la violenza negli stadi”, promossa dalla Regione dell’Umbria, dal Comitato Umbro della Federcalcio, dai Comuni di Perugia, Terni e Foligno e dalle tre società calcistiche umbre, diretta a diffondere a livello nazionale il messaggio di un calcio diverso, fondato sulla sicurezza negli stadi, sulla non violenza e sul ritorno ai sani ed autentici valori del tifo sportivo, come per altro già dimostrato nel recente derby Ternana-Foligno.Nei prossimi giorni il Perugia Calcio si adopererà, insieme alle istituzioni locali e regionali, per tutelare i propri tifosi e per far modificare questo provvedimento.

Non ha senso organizzare dei campionati privilegiando i derby e poi negarli ai tifosi”.

Non possiamo che sottoscrivere in pieno il comunicato degli Ultras ternani nelle parti in cui si sottolinea lo snaturamento del gioco del calcio nel momento in cui diviene mero prodotto televisivo, facendo sparire il legame tra squadre e città. La nota lieta di questa vicenda, tuttavia, proviene dal comunicato del Perugia Calcio, prima società a ribellarsi alle logiche imposte a società e tifosi, da questo nuovo modo di gestire e concepire l’ordine pubblico. La speranza è che anche l’industria calcio si renda conto del patrimonio, non solo economico, rappresentato dai tifosi!

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I buchi neri dell´inchiesta. La squalifica provocata da un chirurgo, 007 per hobby. Lepore smentisce un piano dei clan “Non c´è legame tra la vicenda e i camorristi tifosi”
di Antonio Corbo
Ultrà del Napoli alla stazione Termini di Roma

Viaggia con 500 mila euro di danni a bordo. Ma dov´è? Introvabile il treno che gli ultras del Napoli avrebbero distrutto. Dal 31 agosto, giorno di Roma-Napoli, i vagoni dell´Intercity Plus “Modigliani” sono inafferrabili. Come la verità di quella domenica. È l´ultimo mistero di una già nebulosa ricostruzione: per ora, pagano il Napoli e i suoi tifosi, penalizzati dalla chiusura delle curve per tre gare interne. Ma la vicenda promette un finale diverso: indaga la Procura di Napoli. L´inchiesta può dimostrare che i disordini furono enfatizzati, magari per coprire errori e responsabilità. Sarà troppo tardi, Napoli-Fiorentina esclude domani i tifosi delle curve, 11 mila abbonati hanno pagato per non vederla.

Il dirigente della Digos Antonio Sbordone ha consegnato una informativa al pm Antonello Ardituro. Una relazione accurata, con foto e riscontri. Il magistrato, specialista di camorra e ordine pubblico, ha subito derubricato l´ipotesi di reato: da “devastazioni” al più lieve “danneggiamenti”. Rintracciato dalla polizia il ferroviere «aggredito e ferito». Neanche un graffio. La Scientifica, diretta da Fabiola Mangoni, doveva esaminare il treno danneggiato. Impossibile. Solo quattro vagoni sarebbero a Napoli, gli altri in viaggio. Sono più veloci gli inventari che i treni. Il 31 agosto, i tg del pomeriggio riferivano già la stima dei danni: 500 mila euro. Gli Ultras, in un reportage di “Repubblica” nel covo di via Venezia, promettono di risarcire con una colletta l´azienda. Neanche loro hanno più visto il treno. «Girano solo tre foto, sempre le stesse». Possibile che sia tornato a viaggiare un treno devastato per 500 mila euro? Se lo chiede anche la Procura. Il conto di solito va allo Stato. Pagano i contribuenti.
«Si indaga ad ampio raggio», osserva il procuratore capo, Giovandomenico Lepore. Sembra sorpreso, però. «Il treno è partito a mezzogiorno, con ampio ritardo. I tifosi aspettavano dalle 7.

Qualcuno avrà perso la pazienza, comprensibile. E i benpensanti, vista la bolgia, sono scesi. Finora però non risulta un disegno criminoso della camorra. Molti camorristi sono tifosi. Difficile però cogliere nell´insofferenza di quella domenica un piano preordinato. Comunque, indaghiamo su tutto». Chiusura prudente, ma svanisce nelle equilibrate parole di Lepore l´ombra dei clan. Roberto Maroni ha invece rimarcato la presenza di 27 affiliati e 800 pregiudicati tra i tremila tifosi. Si sa c´erano tanti tifosi con precedenti penali. Ma nessuno sa che cosa abbiano davvero combinato. A Napoli niente, così sembra. Le spranghe viste in tv a Roma Termini erano asticelle delle bandiere. Di plastica.

I primi resoconti dei tg hanno creato un clima di forte suggestione. Si riflette nei rapporti al giudice sportivo Tosel su quanto sarebbe accaduto allo stadio. Gli inviati federali all´Olimpico erano Carmine Rossi, funzionario civile dello Stato, e uno 007 per hobby. Un chirurgo. L´omonimia ha fatto pensare che fosse un ufficiale della Finanza, Francesco Mattana. È invece Claudio Mattana, 53 anni, nato a Vittorio Veneto, parente di Antonio Gava. Lavora al “Gemelli” di Roma, reparto Decimo L. con brillante curriculum: specializzato a Napoli alla scuola di Zannini, 2500 interventi a retto e colon negli ultimi 23 anni. Ma di camorra e ordine pubblico sente parlare solo in tv. Mattana e Rossi hanno ispirato prima Tosel, poi la Corte federale. Descrivono steward e carabinieri “leggermente feriti”, petardi esplosi senza chiarire le traiettorie. È qui che il Napoli poteva attenuare la sentenza sportiva. Una “indagine difensiva” di bravi penalisti poteva dimostrare l´eventuale labilità dei rapporti. Ingigantire i dubbi. Il bolognese Mattia Grassani, avvocato dello sport, si è aggrappato ad un presunto «errore nella sentenza». Ma ha tentato di ridimensionare le accuse? Ha puntato sul diritto e non sul merito. Il Napoli paga un´atmosfera, non «gravi atti di violenza». Ma ora è troppo tardi, peccato.

(13 settembre 2008)

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NARDO’ – Il giudice monocratico della sede distaccata del Tribunale di Nardò, Giuseppe Biondi, ha assolto con la formula «perché il fatto non costituisce reato», i due supporters della squadra di calcio del Casarano che milita nel campionato di Eccellenza. Si erano resi “colpevoli” dell’accensione di due fumogeni. Le solite cose all’italiana: prima del fattaccio di Catania (l’uccisione di Raciti) nello stadio potevi fare di tutto: da invadere il campo a sputare e insultare arbitri e agenti; da fare una rissa a portare sugli spalti artiglieria pesante. Ora non puoi nemmeno gettare i coriandoli. E’ chiaro, poi, che capitano corto-circuiti come questo. Ma agli ultras e alla polizia bisogna dire CHIARAMENTE come comportarsi. Altrimenti saremo sempre punto e daccapo. Ora gli ultras sanno che non succede nulla se fanno una cosa espressamente vieteta dalla legge; gli agenti di polizia, per evitare la frustrazione di veder vanificato il proprio lavoro, che faranno? Guarderanno dall’altra parte? Non porteranno più le videocamere?

I due tifosi vennero arrestati il 18 gennaio scorso perché riconosciuti, nelle riprese effettuate durante il derby col Nardò (la partita venne giocata due giorni prima, di mercoledì), come gli autori del lancio di fumogeni in campo.
Si tratta di Mirko Manco, 26 anni, che per tre anni era stato allontanato dagli stadi per una Daspo (il divieto era comunque scaduto ben prima del derby) e di Mauro De Matteis, di 31 anni.
D’intesa con l’autorità giudiziaria, i due supporter vennero arrestati dagli agenti della della Digos.
La nuova legge sulla violenza negli stadi prevede l’arresto, entro le 48 ore dall’accadimento dei fatti, anche quando i fumogeni detenuti da chi si trova negli stadi o vicino ad essi sono spenti. E nel caso di quelli contestati ai due supporter del Casarano, non solo erano accesi ma vennero anche lanciati. L’assoluzione è stata accolta con soddisfazione negli ambienti della tifoseria casaranese
.

Scritto da Biagio Valerio

su portadimare.it

Il fatto non costituisce reato…chi pagherà per questo ingiusto arresto? E soprattutto, visto che non costituisce reato, potremo tornare ad accendere i fumogeni, elemento essenziale ed innocuo, per le coreografie delle curve italiane? Quando finirà il clima di caccia alle streghe nei confronti dei tifosi? Quando è che le forze dell’ordine riceveranno indicazioni precise onde evitare arbitrarie interpretazioni delle legge?

 

catanzaro1.jpg

 

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Tifo e Web2.0

Un interessante articolo circa le potenzialità creative dei tifosi , che grazie agli strumenti del web2.0 possono generare veri e propri fenomeni e tormentoni!

http://blog.theblogtv.it/2008/01/21/254/

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