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Posts Tagged ‘pistoiese’

Qualche settimana fa ci occupammo di un giornalista di Pistoia protagonista di un’uscita davvero di pessimo gusto nei riguardi dei tifosi del Potenza, presenti in trasferta nella città toscana (leggi). Come spesso facciamo, abbiamo allegato il video relativo al post.

Siamo stati contattati dalla Direzione Editoriale di VideoNewsTV, la quale ci ha invitato a togliere  il video in questione in quanto la riproduzione e diffusione non era stata autorizzata da loro, editori e detentori di copyright.

Abbiamo provveduto alla rimozione, come richiesto.Non era nostra intenzione capeggiare una crociata contro il signor Gianni Zei ed è nostro dovere rimanere nella legalità, dato che i richiami alla Costituzione sono frequenti nel nostro blog!

Tuttavia ci rallegriamo di un fatto: la nostra voce ha avuto un’eco insperata.

Sul loro sito hanno caricato una versione del servizio rivisitata,  o meglio, autocensurata. La frase “antipatica” è sparita! A quanto pare, copyright a parte, i signori di VideoNewsTV si sono resi conto che la battuta era quanto meno infelice.

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Signori abbiamo trovato un nuovo fenomeno! Mentre tutti si affannano a condannare e reprimere il razzismo dei tifosi, spunta un presunto giornalista toscano, tale Gianni Zei, che nel suo editoriale su Pistoiese-Potenza se ne esce con la seguente affermazione:  ” …si notano parecchi sostenitori del Potenza, città che dista 648 km dalla città toscana, si vede che il lunedi tutti questi tifosi avevano ben poco da lavorare“!

Qualunquismo antimeridionale mischiato ad una buona dose di invidia. Il Potenza, ultimo in classifica in C1, muove oltre 350 supporters per circa 1300 km, su e giù per lo stivale, ma non è la passione, l’attaccamento alla maglia o alla città che spinge tutti questi tifosi a raggiungere la Toscana bensì il loro status di fannulloni perdigiorno e disoccupati…

Riportiamo il filmato, la perla è al minuto 2.10 circa! Speriamo che l’ordine dei giornalisti toscani prenda atto della professionalità dell’esimio collega!

P.S. : il video non è più disponibile, leggete QUI i motivi.

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La denuncia di un sessantenne che cammina grazie all’uso del bastone. Gli steward non volevano farlo entrare al Bentegodi perché aveva il bastone In suo aiuto i carabinieri I tornelli regolamentano l’accesso allo Stadio. Non avere la certezza del poter fare affidamento sulle proprie gambe è già frustrante di suo. Se poi questo tuo handicap diventa umiliante perché c’è chi dovrebbe essere in grado di fare dei distinguo e non li fa, la situazione peggiora. Abbiamo raccolto lo sfogo di un invalido civile, il signor Piergiuseppe, sessantenne che da sette anni è costretto a utilizzare un bastone per tenersi in piedi. Domenica, Beppe, come lo chiamano gli amici, s’è recato allo stadio. E la giornata gli è stata rovinata da uno dei ragazzi che stanno di controllo ai tornelli. «Da sette anni sono costretto a utilizzare un bastone», dice l’anziano, «senza non mi sento tranquillo perché rischio di cadere a terra. Domenica allo stadio dopo il primo tornello un ragazzino mi ha detto che non potevo entrare con il bastone. Gli ho detto che non sono in grado di stare senza e che mi avrebbe dovuto accompagnare al mio posto se l’avessi lasciato lì. Lui ha insistito e alla fine io sono stato costretto a chiamare in mio aiuto un carabiniere che ha evidenziato al ragazzo che stava sbagliando. Ma l’umiliazione è stata tanta. Ma come», dice l’anziano, «mi presento allo stadio con un’ora di anticipo proprio perché ho paura di essere spintonato, che se cado non mi rialzo più. Si vede che ho la mia età e non sono un ultrà scatenato. Tra l’altro vado in poltronissima proprio per stare tranquillo e debbo essere umiliato così da un ragazzino che non conosce l’educazione? Che ci chiedano la tessera di invalidità se vogliono essere sicuri che non siamo teppisti travestiti da invalidi. Sarebbe un’umiliazione in più, ma sempre meno che dover questionare all’ingresso dello stadio per poter entrare con il bastone». Conclude Beppe: «I tempi sono davvero cambiati. Quando io ero ragazzo se non avessi ceduto il posto su un autobus a un anziano o a una donna, i miei mi avrebbero dato un ceffone che mi avrebbe fatto girare per 15 giorni. Oggi abbiamo questi ragazzi che non distinguono un invalido anziano da un ultrà e che lo umiliano davanti a decine di persone».

A.V. su L’Arena

Una macchina di tortura medievale? No, i tornelli per entrare negli stadi!

Avevamo già riportato la notizia di un episodio simile, avvenuto in questa stagione allo stadio di Arezzo, in occasione del derby con la Pistoiese a danno di un tifoso arancione portatore di handicap.  Durante la scorsa stagione un tifoso del Pisa fu diffidato per aver introdotto nello stadio le stampelle, in quanto infortunato…Potremmo ampliare l’elenco di episodi assurdi, causati solo da un’applicazione estremamente zelante delle norme anti tifo, in totale assenza di buon senso.  Riportiamo testualmente dal My Space di Cristiano Militello :

Segnalo la vicenda di una ragazza veneziana, alla quale viene fatta togliere una t-shirt con la scritta “Ultras unisce… razzismo divide” (sic!);
Sempre in laguna viene tolto un berretto con scritta a una donna di 50 anni e viene negato l’ingresso a uno striscione di carta incitante un ragazzo handicappato;
A Roma viene negato l’accesso a uno striscione con la scritta “Addio Vanessa”, la ragazza uccisa in metropolitana giorni prima;
A Rimini viene negato il permesso di commemorare con uno striscione un noto tifoso morto dieci anni fa;
Numerosi i casi di bandiere sequestrate a bambini in lacrime;
A Piacenza bandiera sequestrata a un 79enne;
A Torino un tifoso affetto da sclerosi multipla deve rinunciare a portare dentro l’impianto la sua quarantennale bandiera (all’uscita dello stadio non la troverà più);
A Pisa cinque ragazzi sono diffidati per lancio di carta igienica durante una coreografia (peraltro autorizzata) con la motivazione che recita: “è infiammabile”; Trenta tifosi del Monza diffidati per avere composto con delle magliette una scritta di dissenso verso le nuove norme.
A Roma negato l’accesso a numerosissimi stendardi: “Passione di cuoio” (perché , testuale, “il cuoio è un richiamo alle cinghie”), “Ovunque spavaldi” e addirittura “Amo Spalletti perché non ha neanche un capello”!
E chiudo momentaneamente con la grottesca storia di un tifoso cesenate al quale a Rimini è stato negato l’accesso per avere indosso la casacca – oltretutto autografata – di un ex calciatore bianconero la cui colpa è quella di chiamarsi Riccardo Bocchini.
E anche questa lista, purtroppo continua…

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Riportiamo la toccante lettera di un tifoso della pistoiese pubblicata sul sito ufficiale del club arancione, esprimiamo a Cristiano tutta la nostra solidarietà.

Dal sito : http://www.acpistoiese.net/

“Mi chiamo Cristiano Gori, sono portatore di handicap alle gambe dalla nascita e sono tifosissimo della Pistoiese. Con questo mio comunicato vorrei essere testimone di quello che mi è accaduto domenica 12 ottobre 2008 in occasione della partita Arezzo-Pistoiese. Seguo la Pistoiese da sempre, in casa non ne perdo una, quando posso vado al campo ad assistere agli allenamenti e spessissimo vado in trasferta assieme ai miei amici del club di cui faccio parte, quello di Badia a Pacciana.

 Come dicevo sono portatore di un handicap dalla nascita che non mi permette di camminare se non con le stampelle e per accedere agli impianti sportivi ho bisogno di un accompagnatore che mi aiuti a salire gli scalini, perché è mia volontà assistere alle partite degli arancioni dal settore ospiti insieme a tutti gli sportivi Pistoiesi. Da sempre sono potuto entrare negli stadi senza biglietto per me e per il mio accompagnatore ma quello che mi è accaduto domenica ad Arezzo ha del grottesco.

Domenica sono partito in macchina con altri 3 amici. Due miei amici erano provvisti di regolare biglietto acquistato presso la prevendita ticket one. Io e il mio accompagnatore non avevamo i biglietti. Già intorno a mezzogiorno eravamo ad Arezzo, abbiamo cercato e trovato un ristorante e abbiamo pranzato. Siamo arrivati allo stadio attorno alle 14.30, eravamo tra i primi. Il piazzale antistante l’entrata del settore era transennato, praticamente eravamo solo noi, pochi Stewart, alcuni tra carabinieri e polizia. Ci siamo avviati all’entrata ma siamo stati bloccati dagli Stewart in quanto non avendo il biglietto non potevamo passare dai tornelli. Siamo stati comunque rassicurati dalle forze dell’ordine presenti che il problema sarebbe stato risolto anche se la responsabilità di carabinieri e polizia era solo per quello che succedeva al di fuori dello stadio e non per gli accessi e che dovevamo parlare con qualche dirigente dell’Arezzo Calcio. Quindi abbiamo chiamato il segretario della Pistoiese che prontamente è arrivato all’ingresso del settore ospiti e parlando con gli addetti alla sicurezza ci ha offerto i suoi biglietti di entrata che però erano nominativi e di tribuna laterale, quindi non adatti a farmi entrare con il mio accompagnatore nel settore ospiti. E’ stato quindi chiamato un addetto dell’Arezzo che ha ordinato ad uno Stewart di risolvere il problema procurando due biglietti presso la rivendita sotto la tribuna dello stadio. A questo punto il mio accompagnatore ha preso i suoi ed i miei documenti e insieme all’addetto si è recato alla biglietteria. Il tempo passava, la partita stava iniziando e in quella giornata faceva anche caldo. Mi sono potuto sedere in terra, appoggiato ad un lampione e non ho potuto fare altro che aspettare il biglietto che mi consentisse di entrare ad assistere alla partita tra lo sdegno e l’imbarazzo delle stessi carabinieri presenti. Per telefono il mio amico mi faceva sapere che alla biglietteria c’erano tantissime persone in coda e che nemmeno lo Stewart riusciva a farsi fare i biglietti in quanto le persone addette avevano problemi tecnici ai computer che stampavano i titoli. Intanto arrivavano altri tifosi da Pistoia e assistevo ad un altro paradosso. Alcuni ragazzi di Pistoia, sono stati bloccati dagli addetti in quanto volevano entrare nel settore ospiti con biglietti di tribuna. Gli Stewart spiegavano che non era possibile e che dovevano entrare nel settore descritto sul biglietto. A nulla è valsa l’insistenza dei ragazzi che non hanno potuto fare altro che entrare in tribuna laterale, dove sono presenti anche i tifosi dell’Arezzo. Dopo pochissimo tempo ho visto partire la celere verso proprio quel settore dove si erano recati i tifosi pistoiesi e sono stati riportati nel piazzale accanto a dove ero io. Non nascondo di avere avuto un po’ di paura e ho chiamato il ragazzo che era alla biglietteria per avvertirlo di quello che era accaduto e consigliargli di tornare indietro e che se non avessero fatto i biglietti sarei stato pronto per tornarmene a casa. Solo dopo quasi un’ora di attesa il mio amico è tornato con una grande sorpresa per me. La responsabile della biglietteria aveva fatto solo un biglietto gratuito al mio accompagnatore e per lo più della curva dei sostenitori dell’Arezzo e per me nessun titolo. Siamo stati comunque accompagnati dagli Stewart all’entrata. A me hanno aperto un cancello per entrare nel settore e al mio accompagnatore hanno sbloccato il tornello perché con il biglietto che aveva poteva accedere alla curva sud e non alla nord. Ho potuto così assistere al secondo tempo della partita.

 Con questa testimonianza non voglio certo fare polemica perché se esistono delle regole sono il primo che dice che queste vanno rispettate. Ma a volte serve anche un po’ di umanità. Non possiamo avere la colpa di essere tifosi di calcio! 

Cristiano Gori – Pistoia”

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