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Posts Tagged ‘napoletani’

Dura presa di posizione da parte dei gruppi della curva B di Napoli. In un volantino distribuito in occasione del match casalingo col Cagliari si leggeva:

“02/05/2010 finalmente di nuovo in trasferta, ci verrebbe da dire e da pensare… purtroppo non è cosi!!! Nel rispetto delle nostre tradizioni e delle più elementari norme di libertà, in qualità prima di cittadini, poi di ultras, non parteciperemo alle prossime trasferte, non daremo linfa all’ennesima farsa all’italiana studiata e organizzata dal ministero, dall’Osservatorio, dal Casms. Queste persone possono decidere quanta libertà lasciarci o toglierci, un pò strano per un paese che ama definirsi democratico. Questi signori devono capire che noi non siamo burattini, non possono utilizzarci a loro piacimento, o meglio secondo la loro convenienza. Il tifo con i suoi pro e i suoi contro è la vera essenza del calcio, senza la nostra presenza il calcio è zero. Purtroppo, è un calcio malato, senza via di uscita senza speranza fino a quando ci saranno interferenze che nulla hanno a che vedere con questo mondo, ci riferiamo apertamente all’equità di giudizio che non esiste. Non vogliamo fare del vittimismo, l’ingiustizia di certi provvedimenti è lampante, a noi napoletani per un niente tutto c’è stato vietato, perchè siamo il mostro da sbattere in prima pagina, perchè siamo il marcio da estirpare. A questo gioco non ci prestiamo, e per questi motivi diserteremo le prossime trasferte.”

Ma cosa contestano i napoletani? Proviamo a capirci qualcosa: gli incidenti che hanno contornato il derby di Roma non si sono tradotti, come di consueto, in provvedimenti restrittivi e\o punitivi per le tifoserie capitoline. Un trattamento, ritenuto di favore, che ha di fatto generato una divergenza di giudizio rispetto al metro adottato nei confronti delle altre tifoserie.

Per colmare questa disparità, le autorità competenti hanno riaperto i settori ospiti di tutta Italia. In parole povere: per non imporre divieti alle tifoserie romane e al contempo mostrare una certa equità di giudizio, il Casms ha innescato clamorosamente la retromarcia, arrivando ad annullare decisioni già ratificate (con tanto di proteste da parte dei sindacati di polizia preoccupati di dover modificare in poco tempo i piani di ordine pubblico).

Risultato: laziali presenti a Genova, doriani a Roma, cagliaritani a Napoli, atalantini a San Siro o in Lega Pro, pescaresi a Foggia (col settore ospiti dello Zaccheria ritenuto inagibile fino a poche settimane fa).  Domenica prossima toccherebbe ai napoletani poter andare niente meno che a Verona, sponda Chievo! La curva B ha declinato l’invito…

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A quanto pare l’episodio del tifoso napoletano aggredito all’Olimpico di Torino, di cui abbiamo parlato nel post precedente, non è un caso isolato. Leggete quanto scrive Vincenzo Abbatantuono sul suo blog:


Torno a casa dallo stadio e mi aspetto titoli e articoli sugli incidenti scoppiati durante Juve-Napoli al Comunale. Niente. Zero. Tutti parlano di Hamsik e Amauri, del taglio di Camoranesi e della crisi della Juve.

Troppo comodo. Questa trasferta era stata vietata ai napoletani ma lo stadio ne era pieno, in tutti i settori. Sono arrivato in tram in via Filadelfia e il 4 erano stracolmo di tifosi azzurri raccolti a Porta Nuova e provenienti da Napoli. Onore a loro che hanno sfidato i capoccioni del Viminale smascherandone l’incapacità congenita e l’incocludenza cronica. Il divieto partorisce problemi, le Grandi Menti dell’Osservatorio dispongono, la Digos esegue e poi succedono inevitabilmente casini.

Al terzo gol del Napoli c’è stata persino una mini-invasione di campo, per tutta la partita ci sono stati contatti in tribuna tra tifosi di opposta fede, negli ultimi 15′ minuti la polizia ha eseguito almeno tre arresti sotto la Sud. Non provate a leggere la notizia da qualche parte, sul web finora non vi è traccia alcuna. I giornalisti servi tacciono, del resto cosa dobbiamo aspettarci da gente che conosce i nomi di illustri politici che vanno a troie da vent’anni e non lo scrivono sui loro giornali? La tecnica è quella della dissimulazione, la magia della sparizione di una notizia che, se venisse data, coprirebbe di ridicolo l’assurda gestione del calcio in Italia.

Anche stasera Osservatorio e Casms hanno fallito miseramente, proibire è dannoso, insistere è diabolico.

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Ricetta per evitare disordini all’interno degli stadi:

Tenere separate le tifoserie. Per fare ciò c’è bisogno di un settore ospiti aperto e accessibile a tutti, non solo ai possessori di tessera del tifoso.

Lo capiranno???

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Riportiamo una lettera apparsa su Il Mattino. Un tifoso napoletano racconta un episodio spiacevole, che suo malgrado, l’ha visto protagonista all’Olimpico di Torino, in occasione di Juventus-Napoli. Un assaggio di quanto potrà accadere con l’introduzione della Tessera del Tifoso obbligatoria:

Buongiorno a chi mi leggerà. Sono un NAPOLETANO che vive in provincia di Torino da circa 10 anni e che da tifoso napoletano si reca allo stadio per vedere quando possibile la partita Juventus-Napoli.
Negli ultimi 10 anni ho assistito a circa 6 incontri(campionato di B e di A), in tutti i casi tornando a casa sconfitto tranne ieri 31.10.2009.
In tutte le occasioni precedenti rendevo merito ai vincitori e tornavo a casa con la mia sciarpa azzurra al collo visto dai tifosi juventini con aria di “tolleranza”. Ieri invece le cose erano diverse. Il Napoli vinceva in campo MERITATAMENTE ma evidentemente i tifosi juventini non sono abituati a perdere. Assistitendo alla partita in tribuna, già durante la partita venivo aggredito verbalmente dalle persone presenti in tribuna con frasi razziste; ormai a conoscenza dopo 10 anni del livello intellettivo dei piemontesi sorvolavo. Alla fine della partita però, sul varco dal settore W1 della tribuna, venivo aggredito da supporter juventini e solo la mia stazza fisica mi permetteva di divincolarmi rimettendoci solo la mia sciarpa AZZURRA.
La polizia interveniva solo tardivamente per permettere ai tifosi napoletani che aspettavano all’interno e che dopo il mio episodio si erano fermati di uscire. Tuttavia notavo l’ASSOLUTA ASSENZA di personale di sicurezza della società Juventus F.C. ( i cosiddetti steward) tanto ligi all’inizio della partita nel sequestrare gli accendini (i tifosi juventini fumano in tribuna irrispettosi dei vicini e dei divieti) ma che si erano completamente dissolti quando era necessario che svolgessero il loro compito di sorveglianza chiamando le forze dell’ordine che invece sono state richiamate dal sottoscritto. L’unica presenza “societaria” era un enorme “pupazzone” vestito da calciatore della Juventus con intorno ragazze immagine.
Mi chiedo: ma non era obbligatoria la presenza degli steward per garantire la sicurezza all’interno e sui varchi dello stadio per chiamare quando necessario le forze dell’ordine? Dove erano gli steward preposti al varco W1?
Infine un complimento vivissimo alla sportività della tifoseria juventina, che con cori razzisti ha accolto i tifosi napoletani e la squadra del Napoli per tutta la durata della partita, anche quando la loro squadra era in vantaggio. Se questa è l’Italia in cui ci avrebbero accolti, farò domanda di affiliazione alla Lega Araba invitando con me tutti i Napoletani.
Mi riservo nei prossimi giorni di valutare con i miei legali se l’assenza degli steward che ha reso possibile la mia aggressione può comportare una responsabilità della società Juventus F.C. ed una denuncia all’autorità giudiziaria.

Gaetano Senatore

Evitiamo di gridare allo scandalo per quanto accaduto, non giudichiamo l’episodio in quanto tale, nè le mancanze organizzative all’interno dell’Olimpico e tanto meno lo sfogo della vittima. Proponiamo un’analisi più onesta intellettualmente ed allo stesso tempo più dura e preoccupante.

Le scazzottate sugli spalti sono episodi che hanno caratterizzato le partite sin dagli albori del calcio. Perfino davanti alla tv, può succedere che amici di vecchia data possano mandarsi a quel paese per motivi di tifo calcistico…

Senza scomodare antropologi o sociologi, ci vuole poco a capire che in situazioni di esasperata contrapposizione tra due identità (in questo caso sportive-territoriali) lo scontro è possibile.  Come evitare la degenerazione violenta?

Neglia anni ’70 e ’80 gli scontri sugli spalti erano frequenti, il movimento ultras era in pieno fermento e la presenza di una tifoseria in trasferta era vista quasi come un atto di sfida dai supporters di casa. Poi ci fu un’invenzione geniale: il settore ospiti!

Tifoserie separate, minori occasioni di contrasti:  scontri ALL’INTERNO DEGLI STADI quasi definitivamente spariti.

Cosa succederà con l’introduzione della tessera del tifoso? Il timore è che in Italia si possa fare un passo indietro, in termini di sicurezza negli stadi, di almeno 30 anni!

Quanto successo al sig. Gaetano Senatore potrà succedere sistematicamente in tutti gli stadi d’Italia!

La stragrande maggioranza dei tifosi occasionali, quelli che come il sig.Gaetano vanno 1 o 2 volte all’anno a vedere la propria squadra in trasferta, difficilmente saranno in possesso della tessera che apre le porte dei settori ospiti. Saranno dunque COSTRETTI a mischiarsi ai tifosi di casa…Non solo, la tessera non potrà essere rilasciata ai tifosi sottoposti a daspo negli ultimi 5 anni: in pratica costoro non sono degni di comprare un tagliando per il settore ospiti ma potranno tranquillamente posizionarsi trai tifosi avversari!!!

Ah, finalmente! Ora sì che le famiglie potranno andare negli stadi! Pensate, potreste portare il vostro bambino e farlo sedere a fianco ad un ex diffidato della squadra avversaria!

In conclusione: con l’introduzione dei settori ospiti erano spariti gli scontri negli stadi, con l’organizzazione di massa delle trasferte erano diminuiti quelli fuori. Ora, destrutturando il tifo organizzato e mandando i tifosi in trasferta  con auto o mezzi pubblici il risultato si è ottenuta una maggiore ingestibilità dell’ordine pubblico sulle strade e fuori dagli impianti sportivi; con l’introduzione della tessera del tifoso riusciranno a riportare la violenza anche sugli spalti.

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Nonostante il divieto imposto da Osservatorio e Casms…gli azzurri sono stati sostenuti per tutta la gara da oltre un centinaio di tifosi, tutti evidentemente residenti a Genova e quindi in grado di poter comprare il biglietto per poter assistere alla partita… a fine partita sono dovuti uscire, scortati, attraverso gli spogliatoi del Ferraris. Il pareggio ottenuto dal Napoli in extremis ha infatti aumentato la tensione all’interno dello stadio, e la paura che potesse trasferirsi anche fuori dall’impianto genovese ha indotto le forze dell’ordine a isolare i tifosi azzurri che hanno aspettato un pò, prima di uscire appunto attraverso gli spogliatoi…

fonte : Tutto Mercato Web

Come al solito! Succede tutte le domeniche che il Napoli gioca fuori casa. Settore ospiti chiuso, vendita ai soli residenti della regione del club ospitante, tifosi di casa residenti fuori regione esclusi e manipolo di partenopei tra il pubblico di casa!

Ma ci vuole tanto a capire che è una misura  inefficace, pericolosa e anche incostituzionale?

Se ripercorriamo la storia del tifo in Italia, vediamo che i settori ospiti nacquero proprio per impedire un diretto contatto tra le tifoserie e per prevenire incidenti. Assodato che residenza e fede calcistica non sempre coincidono, non crediamo ci voglia uno stratega militare per capire che la situazione sarebbe più gestibile riaprendo il settore ospiti.

E invece no, le autorità stringieranno i denti fino alla prossima stagione (?) quando tutto sarà risolto: le partite in cui il settore ospiti sarà chiuso, saranno accessibili solo ai titolari di tessera del tifoso! In questo caso nessun tifoso napoletano residente in Liguria sarebbe in possesso della card della Samp!

Peccato che la tessera non piaccia nè alle società nè tantomeno ai tifosi…

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L'”aggressione ad Adriano Galliani” nel dopo Napoli-Milan non sarebbe stata opera di tifosi partenopei, ma di sostenitori milanisti. E’ quanto avrebbero sostenuto alcuni collaboratori dell’amministratore delegato rossonero, l’ipotesi è riportata in un articolo apparso su “Il Riformista”. “Dodici per la precisione” si legge sul quodiano diretto da Antonio Polito “Senza sciarpe né alcun altro simbolo di riconoscimento. Per una spedizione punitiva in piena regola. Tanto che questi stessi dodici (tra loro pare ci fossero coloro che fecero l’incursione alla trasmissione tv Controcampo per protestare contro il caro biglietti) si sarebbero allontanati qualche minuto prima dalle tribune per tendergli l’agguato”. Galliani ha parlato di “15 minuti bruttissimi”, una situazione dalla quale è riuscito a venire fuori “solo grazie all’intervento dei coraggiosi uomini della squadra mobile, ragazzi fantastici. Ma non voglio enfatizzare la vicenda” ha aggiunto “in questo modo si da solo importanza agli autori del gesto”.

fonte: Excite.it

Ovviamente è ancora da verificare la veridicità della notizia, se così fosse oltre all’ennesima ingiusta colata di fango sulla tifoseria del Napoli, l’aspetto che più colpisce è che al San Paolo vi erano solo milanisti in possesso dell’utilissima (?) Tessera del Tifoso

Ricordiamo inoltre che all’interno dello stadio le due tifoserie si sono affrontate a colpi di torce e fumogeni. Infatti è stato “individuato e denunciato uno dei tifosi rossoneri responsabili del lancio di fumogeni verso la curva in occasione di Napoli-Milan. Si tratta di un uomo di 40 anni, che sara’ denunciato all’autorita’ giudiziaria: nei suoi confronti verra’ emesso un provvedimento di Daspo. Poco prima dell’incontro, secondo gli agenti del commissariato San Paolo e gli steward presenti nel settore ospiti dello stadio, il tifoso aveva dato il via al lancio dei fumogeni verso la tifoseria napoletana.” fonte: ansa

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Napoli-Milan decisamente gara a rischio. L’Osservatorio consiglia, il Casms decide. Ma il Milan non è una società come le altre, è da sempre il club più all’avanguardia, in tutto. La società rossonera infatti ha già provveduto ad emettere la Tessera del Tifoso ( Cuore Rossonero). Il Casms che caldeggia l’adozione di simile iniziativa per tutti i club, con l’avallo degli organi calcistici, ovviamente non può tirarsi indietro e autorizza la vendita dei biglietti per Napoli-Milan ai tifosi rossoneri possessori della tessera.Un test importante in vista dell’adozione obbligatoria della suddetta tessera da parte delle società italiane.

Com’è andata dunque al San Paolo? Nella sezione Napoli di  Tutto Mercato Web leggiamo :

…I tifosi del Milan che si sono recati al San Paolo scortati dalla polizia e che sono entrati nello stadio solo dopo alcuni minuti dopo il fischio d’inizio hanno sfondato alcuni vetri di auto parcheggiate in Via Marconi dove i vigili urbani lì hanno accompgnati verso i varchi d’accesso…

e ancora

…i supporters rossoneri fanno il loro ingresso in un San Paolo stracolmo, esattamente quando la partita è iniziata da cinque minuti. Striscioni, bandiere, ma non solo. Appena entrati infatti, iniziano a lanciare una serie di razzi all’indirizzo della parte confinante della Curva A, che risponde subito pan per focaccia, iniziando una sorta di competizione con i “colleghi” rossoneri. La rete metallica posta a protezione del settore ospite, protegge a dovere i milanisti, che guardano la partita praticamente sotto un lancio continuo di bengala provenienti dal settore dove sono presenti i tifosi azzurri…

Fortunatamente

…i tifosi milanisti presenti al San Paolo erano la parte virtuosa della tifoseria rossonera…

A quanto pare l’esperimento è fallito. Ma pur volendo pensare che sia possibile dotare di tessera solo tifosi non violenti, cosa succederà quando questi incontreranno qualche testa calda della tifoseria opposta? Tireranno fuori la tessera?

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Riportiamo volentieri un articolo di Marco Travaglio :

Un sondaggio commissionato su 2 mila persone dall’Ordine dei giornalisti Lombardia rivela che gl’italiani hanno un’immagine pessima (32%) o cattiva (23%) dei giornalisti. Ma va? Il 31 agosto, prima giornata di campionato, tg e giornali annunciarono che un’orda di ultras napoletani in partenza per Roma avevano assaltato l’Intercity “Modigliani” Napoli-Torino devastandolo, malmenando i controllori e sequestrando decine di passeggeri terrorizzati. Unica fonte della presunta notizia: un comunicato di Trenitalia che parlava di “treno interamente vandalizzato, danni ingenti a 11 carrozze, azionato più volte il freno d’emergenza, prima stima dei danni circa 500 mila euro”. Meglio del Vangelo.

Tg1: “Intercity per Roma, a bordo solo ultras: danni per 500 mila euro”. Tg2: “Caos alle stazioni di Napoli e Roma: i tifosi partenopei assaltano treno”. Tg3: “Tifosi del Napoli padroni del treno, inferno nella stazione di Napoli, 300 passeggeri in ostaggio, devastate le stazioni”. Studio Aperto: “Guerriglia, panico tra i passeggeri cacciati dal treno, 4 ferrovieri feriti”. Corriere della sera: “Assalto ultrà ai treni: danni e caos”. La Repubblica: “Assalto ultrà al treno, passeggeri cacciati dai tifosi”. Il Mattino: “Napoli, assalto ultrà al treno”. La Stampa: “Gli ultras distruggono il treno”. L’Unità: “Il treno della paura: Intercity in ostaggio dei tifosi napoletani”. Il Giornale: “Ultrà napoletani ‘rubano’ il treno: c’è la partita, cacciati i passeggeri” (segue commento: “Gomorra pallonara”). Qualcuno parla addirittura di “bombe carta” esplose all’arrivo alla stazione Termini. Poi governo e Polizia, sommersi dalle critiche per non aver saputo prevenire un evento piuttosto prevedibile, buttano lì che gli ultras erano camorristi travestiti e dediti al “terrorismo”. Altri titoloni a fotocopia: “200 pregiudicati sul treno degli ultras”. “Non ultras, ma camorristi e terroristi”. “Che fanno i giudici?”. “Tolleranza zero”.”Certezza della pena”. Il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese propone di arrestarne qualche migliaio e recluderli direttamente negli stadi, come faceva il buon Pinochet.

Che ne è di quel po’ po’ di casino a un mese di distanza? L’ha spiegato l’altra sera, in un’illuminante inchiesta dal titolo “La bufala campana”, l’inviato di Rainews24 Enzo Cappucci sulla scorta delle conclusioni del pm che segue il caso, Antonello Ardituro. Tanto rumore per nulla. Nessun arresto, nessuna devastazione. Solo alcuni episodi di danneggiamento. Nessuna bomba carta, al massimo qualche petardo e bengala. Delle lesioni ai controllori, per ora, nessuna traccia: Rainews ha chiesto invano i referti medici. Delle 11 carrozze “vandalizzate”, Trenitalia ne ha messe a disposizione degl’inquirenti solo 4: le altre continuano tranquillamente a viaggiare. E i “danni per 500 mila euro”? Nemmeno l’ombra. Digos e Carabinieri parlano di 80 tendine danneggiate, qualche sedile tagliato, due vetri rotti e un water divelto (ma che abbiano fatto tutto gli ultras è da provare, viste le condizioni in cui versano i treni anche senza ultras): roba da qualche migliaio di euro, non di più.

E gli “assalti alle due stazioni?”. Altra bufala: normali immagini di ordinaria tifoseria domenicale. Rainews mostra le sequenze dei tifosi veronesi che lasciano Napoli un paio d’anni fa, insultando poliziotti e napoletani nella solita nuvola di fumogeni (allora, però, sui giornali non uscì nemmeno un trafiletto). Cappucci intervista alcuni testimoni oculari. Tommaso Delli Paoli, segretario generale del sindacato di polizia Silp-Cgil: “Gli ultras non sono angioletti, ma non è accaduto niente di quel che si è voluto raccontare. Normali tensioni tra gli ultras con biglietti e documenti, che volevano raggiungere lo stadio di Roma, e i responsabili di Trenitalia che han bloccato il treno prima in stazione e poi di nuovo in aperta campagna. Non credo che abbiano tirato il freno d’emergenza, avevano fretta di arrivare a Roma. Pare che il treno mostrato in tv non fosse quello vero”. Violenze sul personale, sugli agenti e sui passeggeri? Due giornalisti sportivi austriaci, anch’essi sul treno incriminato, non han visto “nessuna violenza o scontro. Devastazioni? No, il treno era troppo pieno perché qualcuno potesse muoversi. L’unica paura è stata quella di perderci la partita, visto che il treno non partiva”. E la camorra? E il terrorismo? Qualche decina di pregiudicati c’erano: meno comunque di quelli presenti in Parlamento. Magari finirà con Trenitalia che ringrazia gli ultras: i loro cori potrebbero aver messo in fuga le zecche e i pidocchi.

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