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Arriva una precisazione per quanto riguarda la vicenda Tessera del Tifoso all’Olimpico:

La Prefettura di Roma ha precisato che la tessera del tifoso’ che entrerà in vigore dal 2010 è riferita esclusivamente al settore ospiti dello stadio Olimpico. Sempre la Prefettura ha precisato che in applicazione delle recenti direttive del Ministero dell’Interno, i tifosi potranno fin da subito acquisire tale documento presso le rivendite o le sedi delle società sportive che, al fine di incentivare l’attuazione di tale misura, stanno vagliando la possibilità di attribuire ai tifosi in possesso della tessera alcuni vantaggi come una distribuzione gratuita fino a fine dicembre 2009. <!– –>

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E’ una decisione destinata a creare un precedente. A partire dal primo gennaio 2010, la tessera del tifoso diventerà un documento indispensabile per accedere allo Stadio Olimpico di Roma. Lo ha stabilito la Prefettura di Roma. Chiunque decida di andare a vedere le gare di Roma e Lazio sarà obbligato ad avere la ‘card’. La decisione è stata presa al termine di “un incontro, presenti il presidente della Figc Abete ed esponenti della Roma, della Lazio e della Cisco”, precisa la Prefettura.

Fonte : Tuttomercatoweb

E gli abbonati che non vorranno sottoscrivere la carta di debito del tifoso?

E gli abbonati che hanno scontato una diffida e pertanto non potranno avere la tessera?

Siamo allibiti, increduli!

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri la segnalazione di un evento che si svolgerà il 7 ,l’8 ed il 9 luglio a Roma.

Si tratta del 1° Memorial Paolo Zappavigna. Gruppi della sud romanista unitamente ai cugini della Nord Laziale, ricorderanno Paolo, leader storico della tifoseria giallorossa.

L’intero ricavato verrà interamente devoluto all’associazione ASI Carcere ed al gruppo Idee di Rebibbia.

La manifestazione si terrà dalle 20.30 di oggi, 7 luglio, presso i Campi Sportivi Trifoglio in via Tor Di Quinto 57\a .

Come riportato sul manifesto, possono partecipare tutti…non è richiesta la tessera del tifoso!

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Il responsabile della Divisione Passeggeri Nazionale e Internazionale delle Ferrovie dello Stato, Pasquale Cammisa, ha inviato una lettera al presidente della Federclubs, Claudio Bisio, complimentandosi per il comportamento dei sostenitori blucerchiati durante la trasferta all’Olimpico di mercoledì scorso: «A conclusione dell’evento che ha visto giungere a Roma così tanti tifosi – è scritto nella lettera -, sento il dovere e il piacere di congratularmi con il vostro club e con tutti i vostri tifosi per il comportamento dimostrato sia durante il viaggio che sul campo di gioco: correttezza, spirito sportivo, civiltà di comportamento sono valori che vanno ben oltre il risultato dell’incontro e che fanno ben sperare per quel patrimonio di civiltà che vogliamo passare anche alle prossime generazioni di cittadini e di tifosi». La Federclubs vuole condividere questo merito della tifoseria organizzata e non con Fedelissimi, Fieri del Fossato, Ultras Tito Cucchiaroni e San Fruttuoso, organizzatori dei convogli.

fonte: il secolo XIX

Ma con chi credevano di avere a che fare? Con dei barbari vestiti di pelli ed elmi con le corna? Il comportamento tenuto dai doriano deve essere la norma!

Possibile che l’assioma ultras = vandalo sia così duro a morire? Peccato, nemmeno un finestrino rotto o un cesso divelto, avrebbero chiesto anche stavolta cinquecentomila euro di danni!

Ci sia permessa la battuta, ma dopo le giornate antirazziste e contro l’omofobia sarà necessario istituire anche quella per il superamento dei pregiudizi nei confronti dei tifosi?

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«Ho provato a fare un gesto come per farli fermare, il gesto istintivo di alzare il braccio o tutti e due, non ricordo. Mi sono reso conto che il colpo è partito quando ho sentito il rumore». Lo ha detto il poliziotto Luigi Spaccarotella stamani durante l’udienza in Corte d’Assise ad Arezzo per il processo che lo vede imputato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Prima che parlasse l’agente, uno dei difensori, Francesco Molino, ha detto che avrebbe fatto solo dichiarazioni spontanee. Quando Spaccarotella ha iniziato a parlare, il padre e la madre di Gabriele sono usciti dall’aula. L’agente ha quindi spiegato di non saper precisare se quando il colpo è partito era a fine corsa o se si era già fermato. «Ho visto l’auto partire – ha aggiunto Spaccarotella – e ho pensato: è andata bene. Non mi sarei mai aspettato nella vita di causare la morte di nessuno». L’agente ha più volte ribadito: «Non c’era la volontà di provocare la morte. Non mi aspettavo succedesse niente di tutto questo».
Ricostruendo le fasi dello sparo che uccise Sandri, Spaccarotella ha detto: «Sono arrivato affannato, anche per l’asma che mi perseguita da quando avevo 16 anni. Erano momenti concitati: lo stress, la corsa, l’asma». A quel punto una persona dal pubblico ha urlato: «Dicci la verità». La voce è stata zittita dal presidente della Corte d’Assise Mauro Bilancetti. Spaccarotella ha quindi continuato dicendo: «Non è stata una cosa volontaria, non volevo uccidere nessuno». Poi, riferendosi da quanto dichiarato dai suoi colleghi che nelle scorse udienze hanno detto che lui disse loro di aver sparato il colpo in aria, Spaccarotella ha spiegato: «Intendevo che non era rivolto contro niente e nessuno». Prima di raccontare la fase cruciale dello sparo, l’agente ha detto che aveva notato una zuffa dall’altra parte dell’ autostrada, di aver sparato un primo colpo in aria perchè lo scontro non cessava nonostante la sirena accesa, di aver visto spranghe e di aver pensato che fosse qualcosa di più grave di una zuffa e di aver quindi inseguito parallelamente il gruppo di giovani che poi sono saliti in auto partendo.

DANIELA SANDRI: “SBAGLIATO NON INTERROGARE L’AGENTE” «Sono rimasta sconcertata a non sentirlo interrogare. Se fosse onesto direbbe: ‘Ho sbagliato, pagò». Così Daniela Sandri, madre di Gabriele, il tifoso ucciso l’11 novembre 2007 ad Arezzo, ha commentato la decisione dei legali del poliziotto Luigi Spaccarotella di fargli rilasciare solo dichiarazioni spontanee, evitando così il controesame in aula. «Poteva rispondere – ha aggiunto Daniela Sandri – si doveva difendere, non mi sembra un uomo. Ho sentito dichiarazioni nelle quali si è contraddetto». Per il padre di Gabriele, Giorgio, Spaccarotella «ha voluto evitare di dire per l’ennesima volta delle bugie. Se io fossi innocente vorrei affrontare il tribunale per far capire che quello di cui sono accusato non è vero. Invece lui ha parlato di bronchite asmatica e stress, come se con questo fosse possibile difendersi». Uno dei difensori dell’agente, Federico Bagattini, ha spiegato ai giornalisti che quella delle dichiarazioni spontanee è stata una scelta dei difensori «sulla base di una valutazione sia umana, sia tecnica. Umana perchè Spaccarotella è una persona di grandissima fragilità emotiva, quindi, probabilmente non avrebbe retto il controesame. Tecnica, perchè secondo noi il processo ha offerto spunti positivi per la difesa e non ci sembrava che fosse necessario destabilizzarlo, sottoponendo l’imputato al controesame».

IL PUBBLICO GRIDA: “ASSASSINO” Al termine dell’udienza di stamani in Corte d’Assise d’Appello ad Arezzo, dopo che l’imputato Luigi Spaccarotella, accusato dell’omicidio di Gabriele Sandri, aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, chiusa l’udienza, prima che l’agente lasciasse il suo banco, dal pubblico qualcuno gli ha urlato: «Vergognati, verme, assassino». Anche durante l’esposizione dell’agente, una persona del pubblico aveva gridato: «Dicci la verità», ma era stata subito zittita dal presidente della Corte Mauro Bilancetti, che qualche minuto prima aveva invitato ad uscire una persona che stava mostrando una foto di Gabriele Sandri. Prima delle dichiarazioni spontanee dell’agente, avevano parlato due colleghi di Spaccarotella e poi il medico legale di parte civile, Costantino Cialella. Quest’ultimo aveva spiegato che analizzando i fori di ingresso del proiettile nel collo di Gabriele Sandri e il foro del vetro, oltre alla velocità con cui viaggiava lo sparo, si deduceva che prima di raggiungere Sandri il colpo aveva impattato solo contro il vetro dell’auto e la catenina che Gabriele portava al collo, escludendo di fatto la deviazione della rete dell’autostrada. Davanti al tribunale sono stati appoggiati in terra tre striscioni con scritto: «Bronchite asmatica + stress = il vostro certificato per uccidere. Vergognatevi».

fonte: Leggo online


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Campionato di serie A, il meglio ed il peggio della trentaquattresima giornata, sul palco di San Siro, in occasione di Inter-Lazio.

Spesso le prodezze dei giocatori in campo, coincidono con episodi incresciosi e da stigmatizzare con protagonisti i tifosi. Questa volta siamo di fronte all’esatto contrario. La curva interista dedica una coreografia a Gabriele Sandri, Ibrahimovic segna ed esulta sotto la Nord facendo gesti abbastanza eloquenti.

Da un lato i valori dell’amicizia, del ricordo di chi non è più tra noi, la passione disinteressata.  Dall’altro il comportamento becero e volgare di un presunto fuoriclasse, che guadagna milioni di euro a stagione e che non ha rispetto per il proprio datore di lavoro: il pubblico. Sì, perchè senza i tifosi, il calcio non avrebbe alcun valore, tantomeno economico.

Il mercenario Zlatan, modello di tanti giovanissimi si permette il lusso di oltraggiare la tifoseria e tutti coloro che hanno, con onore,  indossato la maglia dell’Inter, in primis il compianto Giacinto Facchetti, vero campione dentro e fuori dal campo.

A peggiorare la situazione Mourinho che anche stavolta perde l’occasione di stare zitto : “Il gesto non è dei più felici, un minimo di comprensione va però data a chi ha fatto tanto per l’Inter … fa un lavoro incredibile e non meritava i fischi. I tifosi non devono chiedere scusa a Ibra, che a sua volta non deve chiedere scusa ai tifosi. Il gol sancisce la pace” Altro che comprensione, la società dovrebbe multare pesantemente Ibra ed obbligarlo a chiedere umilmente perdono ai  tifosi dell’Inter!

Di fronte alla coreografia per Gabriele ed al gesto di Ibrahimvic, possiamo con maggior forza affermare che la parte sana del calcio sta sugli spalti!

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La prossima giornata di serie A sarà la domenica del campionato spezzatino! Questo il programma: una gara alle 13 (Atalanta-Fiorentina), una alle 19 (Udinese-Inter), una alle 21 (Milan-Lecce) e sette gare alle 15.
Parliamoci chiaro, il calcio di inizio per tutti alle 15, sarebbe un’utopia visto lo strapotere televisivo. Ma una volta tanto vogliamo essere una voce fuori dal coro: a noi lo spezzatino non dispiace. O almeno è il male minore.
Meglio di domenica alle 13 che di sabato alle 18! Alle 19 è anche abbastanza comodo come orario, il posticipo serale ormai è un classico. Ben venga lo spezzatino purchè domenicale!
Alle 17 del settimo giorno, inseriremmo volentieri anche tutta la serie B anzichè relegarla al sabato con anticipi di venerdì e vergognosi posticipi di lunedi sera!
Se lo spezzatino non ci risulta indigesto, quello che appare davvero difficile da digerire sarebbe l’abbacchio di Pasquetta.
Non parliamo di battaglie animaliste ma della scandalosa proposta di giocare il derby di Roma il lunedì dopo Pasqua! Per fortuna la Lazio ha declinato l’invito, la motivazione ufficiale sarebbero gli  impegni di calendario che vedono i biancocelesti affrontare il sabato seguente un’altra gara di campionato. A noi piace pensare che una volta tanto il calcio non si sia piegato alle follie della pay tv e che Pandev, Zarate e compagni abbiano preferito una sana gita fuori porta!

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