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Posts Tagged ‘giancarlo monni’

La lotta alle “frange estreme del tifo” assume sempre più i connotati tipici della repressione contro i gruppi violenti dell’estremismo politico. Dopo la chiusura degli stadi e le trasferte vietate, ecco il sequestro delle sedi dei gruppi ultras. Il primato, poco invidiabile, di prima sede sequestrata spetta agli Sconvolts Cagliari.

Secondo l’accusa, la sede di via del Collegio ha rappresentato per il gruppo di tifosi “un sicuro punto di riferimento – spiega una nota della Questura – un luogo di aggregazione ove esercitare il proselitismo e un’esternazione della sussistenza di una ‘entita” idonea ad aggregare individui animati dalla stessa mancanza di qualsiasi valore civico. Dalla prepotenza del gruppo non sono riusciti a salvarsi nè i luoghi nè le persone – conclude la Questura di Cagliari – visto che il forte vincolo associativo era in grado di condizionare perfino la partecipazione agli incontri di calcio degli altri cittadini.” ( L’Unione Sarda)

La sede del gruppo cagliaritano era stata chiusa dopo l’aggressione alla scolaresca messinese, scambiata per supporters del Catania. L’episodio, per il quale il gruppo nega ogni responsabilità,  ha ulteriormente esasperato la posizione degli Sconvolts, già nell’occhio del ciclone per  le vicende seguenti l’assurda morte in carcere di Giancarlo Monni, esponente di spicco del gruppo.

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Riportiamo il comunicato dei gruppi organizzati bolognesi, in merito all’ennesima assurda decisione del Casms, su suggerimento del sempre più cieco Osservatorio:

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Questa settimana l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso, in merito alla partita Bologna – Cagliari di domenica 22 marzo, la vendita dei biglietti per i soli residenti nella regione Emilia – Romagna. Detto così, forse il significato della cosa sfugge, o non fa nemmeno più notizia. Ma, tradotto in pratica… l’Osservatorio, ancora una volta, ha di fatto vietato una trasferta: impedisce ai tifosi isolani di seguire la loro squadra. Come Curva Andrea Costa, siamo indignati di fronte a questo ennesimo sopruso, che colpisce la libertà personale e lede i più comuni diritti civili. Ci ritroviamo a fare i conti con una decisione pregiudiziale, arbitraria e senza senso, un’imposizione illogica che non trova nessun riscontro nella realtà, nell’assenza di episodi pericolosi o violenti tra le tifoserie di Bologna e Cagliari. Vorremmo far capire a tutti che quanto avvenuto, ora come in passato, segue un disegno repressivo, cieco e manipolato, che colpisce un po’ dove capita. La cosa ci tocca, direttamente e indirettamente: è in ballo la semplice libertà di tifare e seguire la squadra, le disposizioni dell’Osservatorio picchiano di nuovo e sempre lì. E che siano i nostri diritti o quelli di altre tifoserie a essere mortificati, per noi non fa differenza. Quindi, proprio in occasione di Bologna – Cagliari del 22 marzo, abbiamo deciso di manifestare il nostro sostegno ai tifosi del Cagliari, colpiti a tradimento e senza motivo, e di protestare contro questa e tutte le altre disposizioni dell’Osservatorio. La nostra protesta avverrà all’interno della curva, in cui le nostre ragioni saranno divulgate su supporto cartaceo per fornire un’informazione che venga “da dentro” la realtà dello stadio, e soprattutto con l’astensione dal tifo, dai cori d’incitamento, da parte nostra, per i primi cinque minuti della partita. E’ un gesto simbolico, quello di non tifare per i primi minuti, che per noi significa molto, un sacrificio che siamo disposti a fare proprio per dare visibilità e contestare ingiustizie del genere. Ci piacerebbe che anche chi vive meno in prima persona certe dinamiche legate a tifo, rispettasse la nostra decisione e si unisse a noi. Di fronte a queste disposizioni restiamo senza parole. E allora resteremo senza parole davvero, domenica, a inizio partita, opponendo un fiero e assordante silenzio. Poi, partiremo con il nostro consueto supporto alla squadra, ancora più carico, perché convinti di essere nel giusto.

CURVA ANDREA COSTA

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Ricordiamo che la decisione è presa ” per responsabilità attribuibili alla tifoseria cagliaritana”. Quindi ammettendo che non vi è una rivalità con i bolognesi, tale da giustificare la chiusura del settore ospiti, dovremmo cercare le colpe della tifoseria sarda.

Andando a spulciare tra le decisioni del giudice sportivo in merito alle ultime due gare interne del Cagliari si leggono i seguenti provvedimenti :

Ammenda di € 2.500,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, fatto esplodere due petardi nel proprio settore

Ammenda di € 2.000,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, al 18° del primo tempo, fatto esplodere un petardo nel proprio settore

Dunque, ricapitolando, nessuna rivalità esasperata con i felsinei e 3 petardi nell’ultimo mese,

Non penserete mica che la decisione sia stata presa per la manifestazione degli Sconvolts per l’assurda morte di Giancarlo?

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I poliziotti della Digos di Cagliari hanno denunciato 19 tifosi appartenenti al gruppo ‘Sconvolts’ di Cagliari che, il 6 marzo scorso, assieme ad un’altra quarantina di ultras, presero d’assalto il carcere di Buoncammino inscenando una protesta in ricordo del capo curva Giancarlo Monni, gia’ detenuto per reati comuni, e deceduto in ospedale per una polmonite. Diciassette di questi sono pregiudicati. I tifosi, con sciarpe e bandiere e uno striscione con su scritto ‘Giancarlo vive’, avevano fatto alcune scritte con delle bombolette spray sul muro della casa circondariale e sulle auto di alcuni agenti di custodia ritenuti, secondo alcuni slogan scanditi, in qualche modo responsabili del decesso di Monni.

fonte : libero news

Domanda : si avvierà mai un’indagine sulle presunte responsabilità in merito alla morte di Giancarlo?

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Ci eravamo occupati di Giancarlo, ultras cagliaritano, morto di broncopolmonite per la negligenza del personale del carcere Buoncammino, del capoluogo sardo. Il clamore mediatico non era scaturito dalla assurda morte di un giovane di 35 anni,  quanto dalla reazione dei suoi amici, protagonisti di un presunto “assalto” al carcere.  Alla rivista on line Sportpeople è giunta la seguente lettera, che chiarisce ulteriormente la vicenda:

In merito all’articolo comparso anche sul vostro sito riguardante la scomparsa di Giancarlo degli Sconvolts Cagliari, è giusto fare delle precisazioni, dato che ci sono delle inesattezze… Il ragazzo aveva la febbre a 40 quando sono andati ad arrestarlo a casa sua. Stava male ma hanno usato i loro soliti metodi per prelevarlo. Lui, come suo solito, ha reagito, e lì sono piovuti i primi colpi. In carcere nessuno l’ha curato, anzi, il freddo e l’umido hanno peggiorato la situazione. Lamentava dolori fortissimi al petto e i secondini hanno continuato a lasciarlo perdere, costringendolo alle docce gelate (ovviamente questo trattamento non è riservato solo a lui). E’ arrivata così, anche a causa dell’assenza di anticorpi, la broncopolmonite e per 8 giorni Giancarlo non ha ricevuto nessuna cura, anche perché i magistrati non davano nessuna autorizzazione al trasporto in ospedale (nel carcere di Buoncammino non c’è un medico fisso, c’è una saletta scandalosa che funge da clinica… e si vedono i risultati). Quando ormai era troppo tardi è stato autorizzato il suo trasferimento all’ospedale dove è morto dopo poche ore. E’ stata fatta l’autopsia dopo alcuni giorni ed è stata confermata la morte per broncopolmonite. I funerali, rinviati ulteriormente a causa di un’autorizzazione dimenticata dall’ospedale, si sono svolti ben 10 giorni dopo il decesso, e in seguito a questi, i suoi amici sono andati sotto il carcere a manifestare la propria voglia di giustizia per questo omicidio. I carcerati stessi hanno iniziato a cantare ed inveire contro i loro carcerieri. Nei giornali si è parlato di assalto al carcere nel tentativo di dimostrare che la morte sia avvenuta per motivazioni diverse dalla broncopolmonite. Giancarlo è stato fatto morire, e non bisogna far calare il lenzuolo bianco anche sulla verità perché i colpevoli, chiunque essi siano, devono pagare. Fuori la verità e giustizia per Giancarlo, così come per Valery Melis… Nella Nord il tuo destino… canta in cielo Giancarlino!

Con gli occhi sbarrati ed i brividi non possiamo aggiungere ulteriori commenti!

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Giancarlo Monni, di 35 anni è morto in ospedale, dove era stato trasferito dal penitenziario Buoncammino di Cagliari. Gli Sconvolts, gruppo storico della curva sarda,  non sono convinti che il suo decesso  sia stato causato da una broncopolmonite, come stabilito dall’autopsia. Venerdì, dopo essere usciti dalla loro sede storica, si sono diretti verso il carcere per protestare duramente. Dal gruppo di tifosi è partita una sassaiola e molte pietre sono finite all’interno del cortile del carcere. Sono state imbrattate diverse vetture di agenti e secondini in sosta. Non si sono fatte attendere diverse pattuglie della Squadra mobile e della Digos che hanno fronteggiato i tifosi.

Nessun giornale, che riporta la notizia, tenta di comprendere il gesto degli Sconvolts, come mai  ritengono responsabili gli agenti di custodia della morte di Giancarlo, quanto possano aver inciso sulla sua salute le condizioni di vita in carcere.

L’attenzione si sposta subito sulle indagini per stanare i colpevoli dell’assalto al carcere, dimenticando completamente che  è assurdo morire di broncopolmonite, nel 2009, in Italia e che c’è da fare chiarezza sul decesso di un uomo di soli 35 anni.

Striscione foggiani saluta Giancarlo

Striscione dei foggiani per Giancarlo

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