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E’ costato caro il gesto di un tifoso del Bologna che, durante l’incontro con la Fiorentina allo stadio Franchi di Firenze, nel settore ospiti si è calato i pantaloni e ha mostrato il sedere.

Il supporter del Bologna, identificato tramite le immagini delle telecamere a circuito chiuso, è stato denunciato per atti osceni. Non solo: per lui è scattato il provvedimento di Daspo, e per due anni non potrà frequentare impianti sportivi.

Il provvedimento gli e’ stato notificato in questura, al termine della partita, assieme alla denuncia per atti osceni.

Gesto sicuramente di cattivo gusto quello compiuto dal supporters bolognese ma ben due anni di Daspo ci sembrano quantomeno eccessivi. Non essendo un comportamento violento non capiamo il rischio per l’ordine pubblico di un atto goliardico simile.

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Non è il caso di andare per il sottile. Questa volta il tono polemico e spesso ironico dei nostri post, fa spazio all’indignazione ed alla rabbia! Spiegateci voi, signori del calcio, quando è il caso di fermare il circo del pallone, moralisti e ipocriti sempre pronti a puntare il dito contro chi vi dà da mangiare.

Sabato 23 maggio, Eugenio tifoso del Vicenza, 19 anni cade dagli spalti del Tardini di Parma. E’ in gravi condizioni, i tifosi berici chiedono con chiari gesti la sospensione della partita, quelli del Parma fanno lo stesso. Tra parmigiani e vicentini c’erano stati anche lievi scontri prima della partita, adesso di fronte a questa tragedia le tifoserie sono unite. Lo speaker annuncia che non c’è nulla da fare, Eugenio non è morto, the show must go on…In serata il cuore del giovane vicentino molla, Eugenio muore, la festa promozione del Parma annullata.

Verona 24 maggio, al Bentegodi  il Chievo ospita il Bologna. Quella rossoblu non è certo una tifoseria razzista, Bologna è una delle città più accoglienti d’Italia eppure qualcuno ulula ad ogni tocco di palla di Luciano, brasiliano di colore del Chievo. L’arbitro Farina minaccia la sospensione della gara, l’avvertimento ai felsinei viene scandito anche in questo caso dallo speaker.

Stiamo parlando dello stesso sport, della stessa federazione eppure Parma e Verona sembrano due pianeti distanti anni luce. Una tragedia sugli spalti non ferma il calcio, un coro, per quanto becero e condannabile sì! Falsi, ipocriti!

Vogliamo esprimere tutto il nostro personale dolore per la scomparsa di Eugenio, alla sua famiglia ed alla curva del Vicenza le più sentite condoglianze!

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A dispetto di ogni pregiudizio che dipinge i tifosi  come degli esseri ignoranti ed insensibili, le azioni di solidarietà a favore dei terremotati abruzzesi si sono moltiplicate in poco tempo. Tantissime iniziative da parte delle curve italiane, tra queste ci piace sottolineare quella della curva del Bologna. Di seguito il comunicato dei gruppi della curva A.Costa :

La trasferta più bella
(ovvero da Roma-Bologna a L’Aquila-Bologna
passando per “una partita in casa”…)

Vi chiediamo solo 1 minuto di tempo… 1 minuto per dirvi che Bologna-Siena potrebbe diventare la “trasferta più bella”..

No, non ci stiamo sbagliando, lo sappiamo che, da calendario, è una “partita in casa” ma ci sono giorni ed eventi che cambiano, oltre che i destini delle persone, il senso delle parole…

Domenica scorsa saremmo voluti andare in tanti a Roma per provare a sostenere (come e più del solito) il nostro Bologna.
Domenica scorsa nessuno è potuto andare all’Olimpico perché i soliti “signori” che tutto ormai possono in questo “calcio-finto” e “repressione-vera” hanno deciso di negare, tanto per cambiare, una trasferta…
Fino a domenica scorsa tutto questo ci sembrava “solo” l’ennesima ingiustizia “ultras-calcistica”…

Ma dopo domenica notte, dopo i 20 secondi che hanno cambiato la storia, il presente e il futuro di un’intera regione, la trasferta negata è diventata un’altra cosa, e così ci è sembrato facile (oltre che giusto) decidere una cosa semplice: i soldi che ognuno di noi avrebbe speso per il pullman per Roma potevano essere impiegati per una “trasferta” diversa, potevano andare per un “campo” su cui il Bologna in campionato non ha mai giocato ma dove, da domenica notte, si sta giocando, ogni minuto, una partita difficilissima.

E’ così che Roma-Bologna ha iniziato a diventare L’Aquila-Bologna o meglio, Abruzzo-Bologna. Molti di noi, che vi stiamo scrivendo, hanno già dato la loro “quota-pullman”… ma perché la “trasferta” diventi veramente “la più bella delle trasferte”, c’è bisogno anche di tutti voi e della vostra generosità, ma davvero vorreste “restare a terra” e perdervi questa occasione? Ma davvero non vorreste essere “uno dei quindicimila” di questa incredibile trasferta?

Basta poco (che poi improvvisamente diventa tanto): a tutti gli ingressi dello stadio ci saranno gli addetti e le cassette per la raccolta fondi, ci prendiamo già da ora l’impegno di pubblicizzare l’intero ricavato e l’organizzazione di destinazione del versamento che faremo e che, con grande orgoglio, scriveremo: eseguito da: “Bologna e i suoi tifosi”. Vi ricordiamo che per le vittime dello tsunami siamo stati la seconda tifoseria in Italia a raccogliere più fondi.

Dai, ammettilo: impensabile non far parte di questa “trasferta”, impossibile non aver voglia di contribuire!

Grazie in anticipo, perché sappiamo già che sarete in tanti… anzi che saremo in tantissimi!

I gruppi ultras della Curva Andrea Costa e il Centro Bologna Club


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Riportiamo il comunicato dei gruppi organizzati bolognesi, in merito all’ennesima assurda decisione del Casms, su suggerimento del sempre più cieco Osservatorio:

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Questa settimana l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso, in merito alla partita Bologna – Cagliari di domenica 22 marzo, la vendita dei biglietti per i soli residenti nella regione Emilia – Romagna. Detto così, forse il significato della cosa sfugge, o non fa nemmeno più notizia. Ma, tradotto in pratica… l’Osservatorio, ancora una volta, ha di fatto vietato una trasferta: impedisce ai tifosi isolani di seguire la loro squadra. Come Curva Andrea Costa, siamo indignati di fronte a questo ennesimo sopruso, che colpisce la libertà personale e lede i più comuni diritti civili. Ci ritroviamo a fare i conti con una decisione pregiudiziale, arbitraria e senza senso, un’imposizione illogica che non trova nessun riscontro nella realtà, nell’assenza di episodi pericolosi o violenti tra le tifoserie di Bologna e Cagliari. Vorremmo far capire a tutti che quanto avvenuto, ora come in passato, segue un disegno repressivo, cieco e manipolato, che colpisce un po’ dove capita. La cosa ci tocca, direttamente e indirettamente: è in ballo la semplice libertà di tifare e seguire la squadra, le disposizioni dell’Osservatorio picchiano di nuovo e sempre lì. E che siano i nostri diritti o quelli di altre tifoserie a essere mortificati, per noi non fa differenza. Quindi, proprio in occasione di Bologna – Cagliari del 22 marzo, abbiamo deciso di manifestare il nostro sostegno ai tifosi del Cagliari, colpiti a tradimento e senza motivo, e di protestare contro questa e tutte le altre disposizioni dell’Osservatorio. La nostra protesta avverrà all’interno della curva, in cui le nostre ragioni saranno divulgate su supporto cartaceo per fornire un’informazione che venga “da dentro” la realtà dello stadio, e soprattutto con l’astensione dal tifo, dai cori d’incitamento, da parte nostra, per i primi cinque minuti della partita. E’ un gesto simbolico, quello di non tifare per i primi minuti, che per noi significa molto, un sacrificio che siamo disposti a fare proprio per dare visibilità e contestare ingiustizie del genere. Ci piacerebbe che anche chi vive meno in prima persona certe dinamiche legate a tifo, rispettasse la nostra decisione e si unisse a noi. Di fronte a queste disposizioni restiamo senza parole. E allora resteremo senza parole davvero, domenica, a inizio partita, opponendo un fiero e assordante silenzio. Poi, partiremo con il nostro consueto supporto alla squadra, ancora più carico, perché convinti di essere nel giusto.

CURVA ANDREA COSTA

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Ricordiamo che la decisione è presa ” per responsabilità attribuibili alla tifoseria cagliaritana”. Quindi ammettendo che non vi è una rivalità con i bolognesi, tale da giustificare la chiusura del settore ospiti, dovremmo cercare le colpe della tifoseria sarda.

Andando a spulciare tra le decisioni del giudice sportivo in merito alle ultime due gare interne del Cagliari si leggono i seguenti provvedimenti :

Ammenda di € 2.500,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, fatto esplodere due petardi nel proprio settore

Ammenda di € 2.000,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, al 18° del primo tempo, fatto esplodere un petardo nel proprio settore

Dunque, ricapitolando, nessuna rivalità esasperata con i felsinei e 3 petardi nell’ultimo mese,

Non penserete mica che la decisione sia stata presa per la manifestazione degli Sconvolts per l’assurda morte di Giancarlo?

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