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Posts Tagged ‘atalanta’

“Ennesima restrizione senza motivazione…Per voi è solo una partita, per noi una ragione di vita!”

Questo il messaggio dei tifosi atalantini, scritto su uno striscione esposto all’esterno dello stadio Friuli di Udine.

Ai tifosi bergamaschi era stata vietata la trasferta, nonostante tale provvedimento hanno deciso di seguire la propria squadra nella città friulana e seguire la partita alla radio dall’esterno dell’impianto udinese.

Quattro ore di viaggio all’andata ed altrettante al ritorno per cantare la propria passione e la propria rabbia, nel freddo piazzale dello stadio Friuli.

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Qualche giorno fa aveva avuto grande eco l’annuncio dello scioglimento della curva dell’Atalanta. Il motivo? L’ennesima diffida inflitta a Bocia, il leader della tifoseria orobica. Proprio lui, decide di spiegare, in una lunga intervista rilasciata a BergamoNews,  i motivi di questa decisione, dando una previsione circa il futuro della curva Pisani.

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Sampdoria – Atalanta, partita stimolante dal punto di vista del tifo. Due delle realtà più belle d’Italia e soprattutto da sempre in prima linea nella difesa dei valori Ultras e nella dura battaglia contro le aberrazioni del calcio moderno. Tifoserie un tempo gemellate e che attualmente si limitano a rispettarsi reciprocamente.

Nessun pericolo per l’ordine pubblico eppure il prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri precedentemente prefetto proprio a Bergamo, impone la chiusura del settore ospiti e limita la vendita dei tagliandi degli altri settori del Ferraris ai soli residenti della regione Liguria. Increduli i tifosi di entrambe le squadre.

Navigando per i siti e i forum ci si imbatte in  commenti di questo tipo :

“ma noooo…viene un mio amico da milano che siamo a casa mia per le vacanze..e lo avevo convinto a venire pure alla partita! cioè adesso io cosa faccio? gli dico aspettami 90 minutifuori dallo stadio?!?!?
osservatorio del bip!”

Ma i bergamaschi sono gente tosta, si sa, e prendono una decisione singolare: i supporter della Dea arrivano a Genova in 100 unità e posizionatisi fuori la gradinata Nord cantano per 90 minuti per Doni e compagni. Problemi di ordine pubblico? Zero! Anzi, i blucerchiati espongono fuori lo stadio striscioni di solidarietà agli orobici e contro le leggi speciali.

Ma perchè s’era creato allarme per questa partita? Quali sono i criteri che segue l’Osservatorio?

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È finita in archivio la posizione di 58 tifosi della Lazio che furono coinvolti in un’inchiesta avviata a seguito del ritrovamento il 23 settembre del 2007 nei pressi di piazza Vescovio, tra l’altro, di coltelli, pugni di ferro, bastoni, manganelli, cacciaviti, machete. Per questi ultras, che quel giorno si trovavano nella piazza capitolina per andare a Bergamo ad assistere alla partita Atalanta-Lazio furono per questo denunciati e poi indagati per violazione della legge sulle armi e della legge in materia di sicurezza sugli stadi, la vicenda giudiziaria si è ora conclusa. Proseguiranno invece le indagini per quanto riguarda la posizione di altre cinque persone indagate nell’ambito di questa stessa vicenda. A chiedere l’archiviazione è stato lo stesso pm Elisabetta Ceniccola «infondatezza delle notizia di reato», ritenendo che «gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio». Sulle armi furono infatti trovate impronte papillari latenti che a seguito di accertamenti risultarono inutilizzabili per i confronti, non potendo così ricondurre la disponibilità di tali arnesi ai singoli indagati. Ad accogliere la richiesta di archiviazione è stato il gip Giovanni De Donato, ritenendo appunto tale istanza «fondata», che ha disposto anche la confisca e la distruzione degli oggetti sequestrati. Archiviazione alla mano, ora i difensori dei 58 archiviati andranno dal questore per chiedere la revoca del Daspo cui i loro assistiti sono stati sottoposti, visto che sono due anni che hanno il divieto di assistere alle manifestazioni sportive. Le armi furono trovate dagli agenti del Commissariato Vescovio nell’ambito dei servizi di osservazione e prevenzione disposti in occasione degli incontri di calcio a rischio di scontri tra tifoserie. Dagli accertamenti emerse che i giovani radunati nella piazza appartenevano alla tifoseria ultras della Lazio che, in possesso dei relativi biglietti, erano in procinto di partire alla volta di Bergamo per assistere alla partita Atalanta-Lazio, in programma nella medesima giornata. Durante i controlli gli agenti trovarono in terra, come emerge dalla richiesta d’archiviazione del pm, una busta contenente due coltelli di notevoli dimensioni, due cacciaviti, due stiletti, due artifizi pirotecnici, uno striscione riportante l’emblema della Lazio, uno zaino contente uno sfollagente metallico retrattile, una bandana, un copricapo in lana con il logo della Lazio, un pugno di ferro, un copri volto, un astuccio contenente tre involucri con sostanza stupefacente e una tavoletta salvagente.

armi

Quello che ci preme sottolineare in questo caso è che per due anni,  per 58 persone c’è stata un’ingiusta limitazione della libertà personale. Il Daspo non è un semplice divieto di accesso agli eventi sportivi, perchè l’obbligo di recarsi in questura a firmare, in concomitanza delle partite della propria squadra, comporta un pesante condizionamento della vita di un individuo!

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Si è consumata al Sant’Elia di Cagliari l’ennesima vicenda assurda ai danni dei tifosi, sempre più vittime delle cosiddette norme antiviolenza. 105 bergamaschi al seguito dell’Atalanta in quel di Cagliari, con regolare biglietto, rispediti a casa senza la possibilità di vedere la partita! Di seguito il  comunicato della Curva Nord di Bergamo.

Per l’ennesima volta, l’approssimazione e la superficialità delle Autorità competenti (vedi Osservatorio delle manifestazioni sportive, Cams e prefetture), a cui si è aggiunta l’incapacità del Cagliari Calcio e della Ticket one, la società che ha in gestione la vendita dei tagliandi dello stadio Sant’Elia, è ricaduta sui tifosi. Giornate intere di viaggio, ferie, centinaia di euro spesi, per poi vedersi impedito l’ingresso allo stadio.

I fatti:
martedì 3/2: l’Osservatorio delle manifestazioni sportive dispone il “blocco della vendita dei biglietti destinati alla tifoseria ospite”, ovvero la chiusura del settore ospiti: nè il sito del Cagliari Calcio, né sulla stampa viene riportato che è vietata la vendita di biglietti ai non residenti in Sardegna.
Venerdì 6 – sabato 7/2: nelle rivendite Ticket one in provincia di Bergamo (MediaWorld, Iper, Dentico dischi) vengono regolarmente messi in vendita i biglietti per la partita Cagliari-Atalanta, escluso il settore ospiti. Un centinaio di tifosi atalantini, documenti alla mano, provvede al regolare acquisto del tagliando di curva Sud.
Domenica 8/2: 105 tifosi atalantini si presentano ai cancelli della Curva Sud del Sant’Elia, muniti di biglietto; trenta di loro entrano regolarmente, poi, una volta all’interno, i responsabili delle Forze dell’Ordine si accorgono che non sono cagliaritani e impediscono così l’ingresso al resto del gruppo. A quel punto, anche i bergamaschi già in curva decidono di uscire. Risulta vano, di fronte all’arrogante diniego dei responsabili delle Forze dell’Ordine, ogni tipo di spiegazione e ragionamento. Il gruppo di atalantini, tra numerosi attestati di solidarietà da parte della tifoseria cagliaritana con la quale da tempo esiste un rapporto di rispetto, resta così all’esterno del Sant’Elia ad “ascoltare” la partita.

Di fronte a questi fatti, i tifosi hanno deciso di far valere i propri diritti. Gli errori dell’Osservatorio, Prefettura, Cagliari calcio e Ticket One non possono essere pagati dai supporters atalantini. E’ per questo che la Curva Nord ha dato mandato ai propri legali di presentare un esposto al Giudice di Pace nei confronti di Ticket One e Cagliari Calcio, responsabili diretti della vendita dei biglietti, per chiedere il rimborso oltre che dei 105 tagliandi, pari a 1.690 euro, anche delle spese di viaggio: circa 9.000 euro suddivise tra i 75 tifosi in auto e traghetto (circa 5.400 euro) e i 30 in aereo (circa 3.600 euro).

E’ andata diversamente ai tifosi genoani presenti all’Olimpico in occasione di Roma – Genoa. Il settore ospiti era stato chiuso dal Casms, i seguaci del grifone rossoblu hanno aggirato il divieto acquistando i biglietti di curva nord a Civitavecchia. Posizionatisi tra i tifosi giallorossi, è stato di seguito aperto loro il settore ospiti. A volte il buon senso è più utile di leggi e decreti.


Due episodi opposti, una totale mancanza di uniformità di comportamento. Per chi non lo sapesse, Roma e Cagliari sono due città appartenenti allo stesso stato e pertanto sottoposte alle stesse leggi, la cui applicazione tuttavia è sempre più improvvisata ed estemporanea, in balia dell’ampia discrezione concessa all’autorità locali.

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