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“Se pareggiamo entro in campo” dice Derry al suo amico.

Ha solo diciotto anni ma sa già cosa vuol dire essere di parola!

Nei minuti di recupero il Northampton segna e Derry si spinge sulla sua carrozzina elettrica sul terreno di gioco:  invasione di campo!

Un gesto impulsivo che sorprende gli steward e manda in delirio i tifosi del Northampton.

Il video della sua bravata viene postato su youtube e fa il giro del mondo!

Il club pur condannando azioni come queste, ha deciso di chiudere un occhio per questo tifoso speciale…

Un saluto a te Derry e in bocca al lupo al tuo Northampton per una tranquilla salvezza.

Paolo e Federico.

Paolo e Federico non si conoscevano ma avevano una passione in comune: entrambi suonavano il clarinetto.

Il 24 settembre 2005 Paolo è stato massacrato dalla polizia a Verona.  Poche ore dopo, a Ferrara, Federico veniva massacrato da altri poliziotti.

Federico Aldrovandi è stato ucciso dalla polizia italiana.

Paolo Scaroni è rimasto invalido al 100% ed ha perso tutti i ricordi relativi ai suoi primi anni di vita.

“La differenza è che io sono ancora vivo e posso parlare” dice Paolo e continua:  “Oggi la cosa che mi fa più male è che mi hanno cancellato l’infanzia e l’adolescenza. Ho perso tutti i ricordi dei miei primi vent’anni di esistenza”

La procura di Verona, ha chiesto per ben due volte l’archiviazione. Nella prima occasione il giudice delle indagini preliminari ha restituito gli atti al pm perché indagasse ulteriormente. Nella seconda ha imposto la formulazione del capo di imputazione.

Dopo l’ennesimo rinvio la data del processo è fissata per il 23 settembre 2011. Sei anni esatti per avviare un processo, più o meno il tempo per arrivare ad una sentenza definitiva.

A settembre, in occasione dell’udienza Paolo ci sarà.

Sarà presente anche il legale del ministero dell’Interno, il cui titolare Roberto Maroni, non s’è mai degnato di rispondere alla lettera in cui Paolo gli scriveva che “La violenza va condannata e l’omertà va combattuta prima di tutto da chi rappresenta la legge”.

Anche per Paolo dunque, come per Federico, ci sarà un processo. O meglio, speriamo! Secondo il legale di Paolo, il rischio prescrizione è dietro l’angolo.

“Rischiamo una prescrizione che sarebbe vergognosa. Se non c’è certezza della pena per le forze di polizia, come si può pretendere che i cittadini abbiano fiducia nella giustizia? Sulle responsabilità individuali siamo tutti garantisti. Ma qui, dopo tante menzogne, una cosa è certa: un ragazzo inerme è stato ridotto in fin di vita da una squadraccia che indossa ancora la divisa.”


Per i sostenitori della Tessera del Tifoso è proprio un brutto periodo…

Alle critiche mosse da parte degli ultras, si sono aggiunte quelle dei tifosi “normali” che mal sopportano invasioni avversarie nei settori di casa ed altri disservizi.

Anche il garante della privacy ha borbottato, bacchettando le società di calcio.

L’ex prefetto di Roma, Serra, l’ha detinita un fallimento

L’onorevole Cento invece contesta i dati entusiastici forniti dal Ministero, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà ha detto:

“Sono dati oggettivamente taroccati, non perche’ siano dati finti ma perche’ se da questi dati tolgo le tessere che sono state inviate ai sostenitori del Milan E abbiamo gia’ tutta un’altra situazione”

Le tessere del Milan ricordiamo sono quelle inviate a chiunque dalla società rossonera, senza chip nè tanto meno nulla osta della questura (saranno valide?).

Ha poi aggiunto:

‘Il vero dato  e’ quello degli stadi vuoti. E’ un dato incontestabile che gli abbonamenti alle squadre di Serie A e B sono crollati del 30-35%, in alcuni casi anche con punte superiori”

Se la tessera del tifoso fosse un farmaco, non basterebbe il classico foglietto illustrativo per elencare effetti collaterali e controindicazioni.

Inutile, fallimentare, antieconomica, non fornisce concreti vantaggi ai possessori, mette a rischio la privacy e soprattutto l’incolumità dei tifosi!

Per fortuna non provoca sonnolenza nel caso assumeste alcool…

Ma allora a chi conviene questa tessera? Avevamo proprio ragione quando dicevamo che era solo una speculazione a vantaggio delle banche? (rileggetevi il post: “Tessera del Tifoso: chi ci guadagna?“)

Ora ne abbiamo la conferma: la tessera del tifoso è un business da 2 miliardi di euro all’anno!!!
Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter (il “sindacato” dei tifosi fondato un anno fa) e  docente di Marketing dei Servizi alla Luiss, in un convegno promosso in collaborazione con il Codacons quantifica ciò che sospettavamo.

“Le richieste di adesione al programma sono state 655mila, le tessere effettivamente rilasciate non si sa; trattandosi in effetti di carte di credito ‘revolving’, calcolando una media nazionale di 36 pagamenti l’anno per un importo di 83 euro, si arriva ad una spesa media di utilizzo pari a qualcosa come un miliardo e 958 milioni di euro l’anno. Mentre la sola manutenzione costa 133 milioni ogni dodici mesi in Italia le carte di credito vengano utilizzate al 57% come bancomat, al 39% per pagamenti diretti e solo al 4% come prepagate: incentivare quest’ultima funzione aumenta la circolazione di denaro, a tutto vantaggio delle banche e delle aziende coinvolte a vario titolo nell’operazione”

E anche stavolta, non dite che non ve l’avevamo detto!

Dopo più di due anni torniamo a parlare degli scontri di Potenza-Perugia 2008. Ce ne occupammo all’epoca in un post che intitolammo “Disinformazione di serie C”.

Gli incidenti portarono a diffide e denunce. Ma sta volta una delle denunce è a carico di un poliziotto da parte di un diffidato. Riportiamo l’articolo odierno tratto dal Quotidiano della Basilicata, in cui si parla dei clamorosi sviluppi che ha avuto questa vicenda.

POTENZA – Hanno firmato tutte le domeniche per un anno e due mesi. Anche d’estate quando non giocavano i rossoblù. Hanno dovuto segnalare tutti i loro spostamenti perchè i fatti di quella maledetta domenica al Viviani erano costati il daspo anche a tre tifosi che non avevano niente a che vedere con gli scontri, ma erano finiti nel registro degli indagati per istigazione alla violenza. Ieri mattina il gip Luigi Spina li ha assolti dalle accuse con formula piena, ed è probabile che Erminio Zaccardo, Sergio Pizzichillo e Maurizio Vignola, adesso cercheranno di rivalersi per il danno che hanno sofferto, ma non sembra che ci siano molti precedenti in materia.
Resterà alla sbarra, invece, il poliziotto che li ha inguaiati. L’ispettore Giovanni Papalia, all’epoca in servizio col reparto celere di Taranto, si è beccato un’imputazione coatta per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Il pm Francesco Basentini per due volte aveva chiesto l’archiviazione, e per due volte l’avvocato Sebastiano Flora si era opposto, così alla fine c’ha pensato il gip Gerardina Romaniello, senza andare troppo per il sottile.
La denuncia contro l’agente era partita da Erminio Zaccardo, fedelissimo del Potenza, dopo aver letto la nota di servizio a corredo del Daspo che gli era stato recapitato.
Tra potentini e perugini le ruggini risalivano all’anno prima, quando la squadra lucana con in testa il suo presidente Giuseppe Postiglione accusò i giocatori biancorossi di averli aggrediti al rientro negli spogliatoi del Curi. La partita era finita 0-1 per gli ospiti, e a distanza di qualche mese i grifoni si erano presi la loro vendetta espugnando il Viviani per 1-2.
All’uscita i supporters delle due squadre si erano incontrati e da uno scontro verbale si era passati velocemente ai fatti, con un assalto al pullman perugino a forza di sassi lanciati per aria. Solo l’intervento della polizia in assetto antisommossa era riuscito a placare gli animi, ma il pullman ripartito in direzione Perugia portava ben visibili i segni della sassaiola.
Dopodichè gli agenti sarebbero tornati davanti al Viviani. Cosa sia successo lì non si può dire ancora con certezza, ma Zaccardo ha denunciato che sarebbe stato il poliziotto a accendere la mischia tirando un ceffone a Maurizio Vignola. A questo punto lui e l’amico, Sergio Pizzichillo, si sarebbero avvicinati per dirgli di aver visto quello che era appena successo, e che sarebbero stati disposti a testimoniare. L’agente avrebbe visto la mala parata e si sarebbe reso conto del suo gesto, correndo subito ai ripari denunciando un’aggressione ai suoi danni organizzata da quei due che avrebbero potuto inchiodarlo per l’errore appena commesso.
Prima il gip Gerardina Romaniello, poi il gup Luigi Spina devono aver creduto a questa versione. Tant’è che l’ispettore è imputato di falso e abuso d’ufficio, mentre Zaccardo (che è stato sempre presente in aula durante le udienze), Pizzichillo e Vignola sono stati assolti. Le motivazioni verranno rese note solo nei prossimi giorni.

fonte: il quotidiano della Basilicata

La curva Ovest di Potenza

A quanto pare Lecce-Bari sarà una partita memorabile, per lo meno dal punto di vista burocratico.

Dopo la clamorosa decisione di chiudere le porte del via del Mare, si attende un probabile dietrofront per domani. A richiedere a gran voce la revisione di tale provvedimento Maroni in persona. Evidentemente, anche al ministro, questa resa incondizionata è apparsa come un’inaccettabile ammissione di impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico e di totale inutilità della tessera del tifoso.

Che la tessera sia inutile e dannosa però noi lo diciamo da tempo e la riapertura dell’impianto leccese, in occasione del derby del 6 gennaio, non potrà farci cambiare idea. Anzi! Pare che a Bari ci sia stata la corsa alla sottoscrizione della Tessera proprio per assistere alla partita in casa del Lecce. Morale: si attendono fino a 16mila baresi. Non sarà stato questo uno dei motivi di tanta apprensione?

Sì perchè fino a quando la Tessera ce l’hanno pochi è tutto ok! Quando invece ce l’hanno tutti siamo punto e a capo.

Tant’è che viene da pensare: vuoi vedere che anzichè boicottarla, la migliore protesta contro la tessera sarebbe stata la sottoscrizione in massa? (è una battuta, sia chiaro!)

Ma la notizia più importante è che le certezze cominciano a vacillare. Ci si è accorti che, da quando è stata introdotta la tessera, il caos regna sovrano all’interno degli stadi italiani con i tifosi mischiati in tribuna e i pochi tesserati nei settore ospiti vuoti.  A tal proposito è previsto per fine gennaio, un incontro al Viminale in cui si discuterà, speriamo, di correggere il tiro.

Noi la ricetta ce l’abbiamo: tessera non obbligatoria, che non sia una carta di credito (esempio card del Chievo) e settori ospiti aperti anche ai non tesserati!

Non essendo imposta le società dovranno fornire concreti vantaggi per invogliare i tifosi a sottoscriverla (diritti di prelazione, sconti ecc.) Non essendo una carta di credito, il tifoso non spenderà un centesimo in commissioni. Settori ospiti accessibili anche ai non tesserati per evitare che questi vadano ad occupare i posti dei tifosi di casa. Ci vuole tanto?

LECCE – Si è concluso il vertice in Prefettura sul derby Lecce-Bari del 6 gennaio. La partita si giocherà a porte chiuse ed è il primo caso in Italia dall’inizio del campionato. Questo l’esito del vertice svoltosi in Prefettura stamattina a Lecce e terminato pochi minuti fa. La decisione è assolutamente clamorosa, in quanto mai nel corso di questo campionato era stata presa una decisione tanto severa. «Di fronte alla situazione prospettata dagli organi tecnici preposti alla sicurezza e all’ordine pubblico – afferma il prefetto Mario Tafaro – non si poteva che adottare tale provvedimento al fine di garantire il controllo della manifestazione».

IL PARERE – La riunione si è resa necessaria per organizzare l’ordine pubblico in vista di una partita ritenuta ad alto rischio. L’osservatorio sulle manifestazioni sportive, prima di Natale, aveva indicato alla prefettura di Lecce il suo orientamento: vietare l’accesso a tutti i tifosi del Bari, in conseguenza degli scontri che si verificarono nel maggio del 2008 a margine del derby di serie B e per i quali il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, definì gli ultras biancorossi dei barbari scatenando un vespaio di polemiche. Ma la prefettura di Lecce è andata oltre la decisione dell’Osservatorio ed ha disposto le porte chiuse per la sfida salvezza del prossimo 6 gennaio.

Fonte: il corriere del mezzogiorno

Rileggiamo quanto dice il prefetto: “non si poteva che adottare tale provvedimento al fine di garantire il controllo della manifestazione” tradotto significa che non avevano alternative e che in Italia non siamo in grado di garantire la sicurezza durante un Lecce-Bari.

Un’ammissione di inadeguatezza e incompetenza a dir poco sconcertante!!!

Se alzano bandiera bianca in occasioni come questa, possiamo avere fiducia nelle stesse istituzioni quando sono impegnate in ben altri ambiti? Davvero un pessimo segnale!

Esattamente un anno fa pubblicavamo un post titolato “Ieri agli ultrà oggi in tutta la città” in cui riferivamo degli  inquietanti propositi, del ministro Maroni, di estendere alle manifestazioni pubbliche le leggi speciali in vigore per contrastare i tifosi violenti.

Gli incidenti di piazza del 14 dicembre hanno risvegliato questi istinti autoritari e addirittura c’è chi pensa ad un Daspo per le manifestazioni di piazza.

A dire il vero la prima volta che sentimmo parlare di una cosa simile fu grazie alla proposta di Azione Universitaria, nel marzo 2009.

Certamente non abbiamo inventato noi il concetto dello stadio come laboratorio della repressione, ma possiamo dire di esserne dei convinti assertori, da tempo. Rinfrescatevi la memoria con questo post.

NB: una piccola precisazione visto il clima di questi giorni. Evitate di condividere in maniera politicamente strumentale il presente post. Avremmo assunto le stesse posizioni nei riguardi di governi di altra parte politica, che d’altronde in passato, su queste  tematiche, non si sono dimostrati molto diversi dall’attuale esecutivo.

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