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Posts contrassegnato dai tag ‘tessera del tifoso’

Per i sostenitori della Tessera del Tifoso è proprio un brutto periodo…

Alle critiche mosse da parte degli ultras, si sono aggiunte quelle dei tifosi “normali” che mal sopportano invasioni avversarie nei settori di casa ed altri disservizi.

Anche il garante della privacy ha borbottato, bacchettando le società di calcio.

L’ex prefetto di Roma, Serra, l’ha detinita un fallimento

L’onorevole Cento invece contesta i dati entusiastici forniti dal Ministero, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà ha detto:

“Sono dati oggettivamente taroccati, non perche’ siano dati finti ma perche’ se da questi dati tolgo le tessere che sono state inviate ai sostenitori del Milan E abbiamo gia’ tutta un’altra situazione”

Le tessere del Milan ricordiamo sono quelle inviate a chiunque dalla società rossonera, senza chip nè tanto meno nulla osta della questura (saranno valide?).

Ha poi aggiunto:

‘Il vero dato  e’ quello degli stadi vuoti. E’ un dato incontestabile che gli abbonamenti alle squadre di Serie A e B sono crollati del 30-35%, in alcuni casi anche con punte superiori”

Se la tessera del tifoso fosse un farmaco, non basterebbe il classico foglietto illustrativo per elencare effetti collaterali e controindicazioni.

Inutile, fallimentare, antieconomica, non fornisce concreti vantaggi ai possessori, mette a rischio la privacy e soprattutto l’incolumità dei tifosi!

Per fortuna non provoca sonnolenza nel caso assumeste alcool…

Ma allora a chi conviene questa tessera? Avevamo proprio ragione quando dicevamo che era solo una speculazione a vantaggio delle banche? (rileggetevi il post: “Tessera del Tifoso: chi ci guadagna?“)

Ora ne abbiamo la conferma: la tessera del tifoso è un business da 2 miliardi di euro all’anno!!!
Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter (il “sindacato” dei tifosi fondato un anno fa) e  docente di Marketing dei Servizi alla Luiss, in un convegno promosso in collaborazione con il Codacons quantifica ciò che sospettavamo.

“Le richieste di adesione al programma sono state 655mila, le tessere effettivamente rilasciate non si sa; trattandosi in effetti di carte di credito ‘revolving’, calcolando una media nazionale di 36 pagamenti l’anno per un importo di 83 euro, si arriva ad una spesa media di utilizzo pari a qualcosa come un miliardo e 958 milioni di euro l’anno. Mentre la sola manutenzione costa 133 milioni ogni dodici mesi in Italia le carte di credito vengano utilizzate al 57% come bancomat, al 39% per pagamenti diretti e solo al 4% come prepagate: incentivare quest’ultima funzione aumenta la circolazione di denaro, a tutto vantaggio delle banche e delle aziende coinvolte a vario titolo nell’operazione”

E anche stavolta, non dite che non ve l’avevamo detto!

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A quanto pare Lecce-Bari sarà una partita memorabile, per lo meno dal punto di vista burocratico.

Dopo la clamorosa decisione di chiudere le porte del via del Mare, si attende un probabile dietrofront per domani. A richiedere a gran voce la revisione di tale provvedimento Maroni in persona. Evidentemente, anche al ministro, questa resa incondizionata è apparsa come un’inaccettabile ammissione di impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico e di totale inutilità della tessera del tifoso.

Che la tessera sia inutile e dannosa però noi lo diciamo da tempo e la riapertura dell’impianto leccese, in occasione del derby del 6 gennaio, non potrà farci cambiare idea. Anzi! Pare che a Bari ci sia stata la corsa alla sottoscrizione della Tessera proprio per assistere alla partita in casa del Lecce. Morale: si attendono fino a 16mila baresi. Non sarà stato questo uno dei motivi di tanta apprensione?

Sì perchè fino a quando la Tessera ce l’hanno pochi è tutto ok! Quando invece ce l’hanno tutti siamo punto e a capo.

Tant’è che viene da pensare: vuoi vedere che anzichè boicottarla, la migliore protesta contro la tessera sarebbe stata la sottoscrizione in massa? (è una battuta, sia chiaro!)

Ma la notizia più importante è che le certezze cominciano a vacillare. Ci si è accorti che, da quando è stata introdotta la tessera, il caos regna sovrano all’interno degli stadi italiani con i tifosi mischiati in tribuna e i pochi tesserati nei settore ospiti vuoti.  A tal proposito è previsto per fine gennaio, un incontro al Viminale in cui si discuterà, speriamo, di correggere il tiro.

Noi la ricetta ce l’abbiamo: tessera non obbligatoria, che non sia una carta di credito (esempio card del Chievo) e settori ospiti aperti anche ai non tesserati!

Non essendo imposta le società dovranno fornire concreti vantaggi per invogliare i tifosi a sottoscriverla (diritti di prelazione, sconti ecc.) Non essendo una carta di credito, il tifoso non spenderà un centesimo in commissioni. Settori ospiti accessibili anche ai non tesserati per evitare che questi vadano ad occupare i posti dei tifosi di casa. Ci vuole tanto?

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Gli amici del sito “La Padova Bene” lanciano una campagna di mailbombing alla Uefa per protestare contro le restrizioni e i divieti che settimanalmente vengono imposti alle tifoserie italiane.

“Stanchi dei continui divieti imposti dall’Osservatorio e dal Casms, spesso con intenti punitivi e non preventivi, anche in partite che non vedono problemi per l’ordine pubblico o che addirittura vedono sfidarsi due tifoserie gemellate (sono i casi recenti di Parma-Sampdoria, Lazio-Inter o Milan-Brescia) e senza che vi sia uno straccio di spiegazione per i provvedimenti che vengono presi, abbiamo deciso di lanciare un’iniziativa mirata, informando di volta in volta l’Uefa (da sempre contraria ai “sistemi italiani” di gestire l’ordine pubblico) via mail ogni volta che escono le disposizioni dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive. Per far ciò è semplicissimo: basta copiare il testo qui sotto riportato (in inglese) ed inviarlo all’indirizzo info@uefa.com
Ma informare l’Uefa non basta! Il “tam-tam” mediatico deve essere martellante anche nei confronti di chi vede e finge di non vedere: i giornalisti dei principali quotidiani (sportivi e non) italiani ed i politici! Considerata l’atavica difficoltà del nostro popolo con le lingue, a loro bisognerà scrivere in Italiano! Basta inviare loro il testo che si manda all’Uefa, giusto perché siano informati…”

Questo il testo della mail inviata a info@uefa.com all’attenzione di Michel Platini:

“Signor Platini, ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d’accordo con il suo progetto della “tessera del tifoso” (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio.Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali. Chievo/Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come “partita a rischio”, cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti. Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la “tessera del tifoso” non sono soliti recarsi in trasferta, cosìcché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio. Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma/Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso. Se paragona l’affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo.Lazio/Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico. Stiamo scrivendo questo per suggerire all’UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono. Noi crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1896 fino al 2008.
Con i migliori saluti.”

http://www.lapadovabene.it/StopDivieti/stopdivieti.html

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Derby Lazio-Roma: il Casms si supera!

Libero accesso alla curva Sud per i tifosi giallorossi, in barba alle disposizioni che prevedono l’acquisto del settore ospiti ai soli possessori della tessera del tifoso.

Vendita libera in Monte Mario.

Capolavoro surrealista in tribuna Tevere: ingresso consentito solo a donne, over 60 e bambini!

Per dirla alla Di Pietro: siamo di fronte ad uno “stupro della Costituzione!”

Art.3 : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

A voi ogni tipo di commento…


 

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Fatta la legge trovato l’inganno! E per una volta aggiungiamo anche per fortuna!

In occasione di Udinese-Juventus, settore ospiti, ovviamente, dedicato agli juventini possessori di tessera del tifoso. Curva sud  concessa ai sostenitori della vecchia signora privi di tessera, ma guardati a vista da un numero consistente di steward!

Siamo di fronte alla prima creazione di un settore ospiti bis per non tesserati per evitare che questi possano mescolarsi ai tifosi locali! I biglietti di curva sud, saranno acquistabili presso le filiali piemontesi e lombarde di un noto istituto bancario.

Viene così ufficializzato quanto già successo all’Olimpico di Roma durante Roma-Cesena. Provvedimento geniale nella sua semplicità e che al contempo segna un punto di rottura tra società e Viminale.

Piccolo appunto: negli Udinese Point e nelle filiali della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia non si potranno acquistare i biglietti per i settori Curva Sud e Settore Ospiti…e se fossi uno juventino di Trieste dove vado?

Apprezziamo comunque gli sforzi dei dirigenti dell’Udinese.

Le società ora sono portate a inventarsi degli escamotage per eludere regole imposte, palesemente errate e soprattutto pericolose.

Che s’adda fa’ per campà…

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I timori della vigilia si sono rivelati più che fondati. Tutto è andato come previsto e facilmente prevedibile: il derby Salernitana-Paganese  si è trasformato in battaglia sugli spalti.

Facilmente prevedibile, dicevamo. In settimana i paganesi privi di tessera avevano deciso di acquistare i biglietti del settore distinti dello stadio Arechi, proprio dove di solito ci sono famiglie e sportivi di fede granata. A quel punto anche i possessori di tessera del tifoso, optano per acquistare i tagliandi dei distinti e non quelli del settore ospiti. Il risultato è davvero un bel colpo d’occhio: un migliaio di supporters azzurrostellati nell’anello inferiore, proprio di fronte alle telecamere di Rai Sport 1 che trasmette la diretta della partita.

Le due tifoserie erano legate da un vecchio gemellaggio, raffreddatosi poi col tempo, ma il rapporto tra salernitani e paganesi era comunque caratterizzato da rispetto reciproco e amicizie personali, forse maldigerite dalle nuove generazioni…Ma seppure fossero state ancora gemellate le due tifoserie, quando ci sono mille ultras ospiti trai tifosi di casa bastano poche teste calde a far scoppiare il caos: è un po’ come mettere la paglia vicino al fuoco: alla prima scintilla si brucia! E difatti:

“Pare che la miccia l’abbia accesa l’assalto di una frangia di paganesi al bar dei distinti: distrutta la bouvette e picchiato il gestore del bar. E’ l’intervallo di un derby soporifero, quando i distinti si trasformano in un territorio di battaglia. L’aggressione al gestore del bar fa presto il giro dello stadio, sospinta dal passaparola di decine di salernitani presenti in quel momento.
Comincia la rappresaglia: gruppi di salernitani prima s’avvicinano alla porta antisfondamento che separa la gradinata dal campo e poi escono dalla curva sud e raggiungono l’anello inferiore dei distinti, percorrendo cento metri. La polizia carica i facinorosi, tanti paganesi provano ad uscire dallo stadio per tornare a casa, via dal derby che diventa all’improvviso pericoloso. C’è una vera e propria caccia ai paganesi, frange granata col volto coperto tentano l’assalto.”

fonte La città

Su siti e i forum dei tifosi, in settimana, erano molti che già paventavano ciò che sarebbe successo. Nessuno se n’è voluto rendere conto. Ma cosa si poteva fare? Semplice! Concedere ai paganesi il settore di curva Nord contiguo a quello ospiti! E invece, si prosegue ostinatamente nel solco tracciato con l’introduzione della tessera del tifoso: i tifosi ospiti sono costretti a mischiarsi a quelli di casa!

A questo punto dopo i fatti dell’Arechi, di Ascoli-Modena, degli scontri tra avellinesi e brindisini, di Cava de’ Tirreni e chissà quanti altri episodi minori o che non sono sfociati in atti di violenza per un soffio, ci chiediamo “cui prodest?

A chi giova questo caos? Ci risulta davvero complicato pensare che le previsioni di un qualsiasi tifoso possano essere più attendibili di quelle di un questore o dell’Osservatorio.

Perchè nessuno dice che questa tessera, così come è concepita, mette a rischio l’incolumità di tutti?

Perchè non c’è stata ancora alcuna interrogazione parlamentare, per chiedere al ministro Maroni di riferire su quanto sta accadendo negli stadi italiani dopo l’introduzione della SUA tessera?

Ieri alla fine si sono contati quattro feriti e le famiglie del settore distinti dell’Arechi sono andate via atterrite. Non vogliamo assolutamente giustificare chi si rende protagonista di atti di violenza, la colpa è loro, certo! Ma tra tante persone è inevitabile che ci sia la testa calda o l’esaltato e allora prevenire sarebbe la cosa più saggia. La ricetta è semplice: tessera del tifoso facoltativa e possibilità di accedere al settore ospiti a tutti i tifosi!

A cosa dobbiamo arrivare per renderci conto che BISOGNA RIAPRIRE I SETTORI OSPITI ?

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Fortunatamente non sempre succede quanto descritto nel post precedente. La maggiorparte delle volte i tifosi ospiti, privi di tessera, si mescolano pacificamente agli sportivi locali e tutto fila liscio. Ma qualcuno comincia a porsi delle domande…

I mugugni stavolta non provengono da un gruppo ultras, ma da spettatori tranquilli, magari abbonati e tesserati, che mal digeriscono la condivisione del proprio settore con gli ultras avversari.

Siamo a Varese, la città del ministro Maroni. La squadra locale è neo promossa in serie B. I biancorossi ospitano l’Empoli. Diverse testate e blog hanno dato risalto a quanto accaduto sugli spalti dello stadio Ossola. Un esempio, la lettera di un tifoso indirizzata al direttore di Varese News:

Egregio direttore,
ieri mi sono recato presso lo stadio “Franco Ossola” di Masnago per assistere alla partita del terzo turno della seria cadetta Varese-Empoli. Avevo già acquistato il biglietto in prevendita, ma mi sono comunque recato allo stadio alle 14.00, un ora prima dell’inizio della gara, per non avere problemi nel trovare un posto auto. Già a quell’ora i parcheggi erano esauriti e le auto sostavano dove potevano, quindi su prati e marciapiedi. Ho avuto la fortuna di trovare un posto a più di un chilometro dallo stadio e appena arrivato nei pressi dello stadio ho notato la prima stranezza: I parcheggi della curva sud erano praticamente vuoti, erano presenti soltanto 5 auto di tifosi toscani.
La macchina organizzativa della questura ha tenuto chiuso il più grande parcheggio per una manciata di auto che avrebbero potuto trovare un altra sistemazione in un parcheggio più piccolo. Bene, almeno i vigili saranno stati felici nel dare un pò di multe alle auto dei tifosi locali che non hanno trovato altra sistemazione che sui maciapiedi.
All’ingresso dello stadio coda per i tornelli e controlli serrati, nei quali si doveva esibire un documento e si era sottoposti alla perquisizione.
Bene, sarà frutto della tolleranza zero voluta del ministro dell’interno?
Appena entrato allo stadio ho visto il settore ospiti vuoto…
Peccato, ho pensato, con tutti quei quattrini spesi per tornelli, messa a norma del settore, reti divisorie innalzate e gabbia di deflusso esterna costruita a norma per gli ospiti e non c’è nessuno…
A dieci minuti dall’inizio è successo il fatto più strano. Una cinquantina di ultras Empolesi sono entrati nel settore “distinti”, proprio dove sono sistemati i tifosi più tranquilli del Varese e le famiglie. La cosa ha destato lo stupore generale del pubblico e degli stewart: “Ma come? Si parla di tolleranza zero, si costruiscono da vent’anni gabbie per gli ospiti con reti sempre più alte e robuste, e poi gli ultras vengono sistemati facendo sloggiare le famiglie di tifosi locali?”
L’impressione che il pubblico sbigottito ha avuto è cosa ben diversa che questa sia la fantomatica “tolleranza zero” tanto decantata dal Ministro Maroni. Mettere ultras tra le famiglie pacifiche di tifosi locali è follia allo stato puro. Perchè danneggiare le famiglie per via del fenomeno degli ultras?
Fortunatamente ieri il buonsenso è prevalso e non è successo nulla.
Quando a breve arriveranno centinaia di tifosi di Novara e Livorno verranno ancora fatte sgombrare le famiglie di Varese?  E se dovesse mai succedere qualcosa la colpa sarà dei teppisti o di chi, essendo distante dalla realtà, ha permesso che accadano queste stranezze?
Finita la partita, ho notato l’ultima cosaa strana: strade chiuse per permettere il deflusso degli ultras ospiti…, Ultras che sino a cinque minuti pima stavano tra i tifosi varesini, senza reti o barriere di polizia, ma guardati da dei ragazzotti vestiti di giallo spaventati dal peggio che sarebbe potuto accadere in quella situazione.
Auguriamoci che prevalga il buonsenso anche da parte del ministero, cosa che ieri al “Franco Ossola” e in molti stadi di Italia non si è visto.
Un piccolo appunto al lettore di Varese News: a danneggiare le famiglie allo stadio non è il fenomeno ultras, ma il metodo con cui si cerca di arginarlo…
La realtà è ormai evidente, anche i tifosi più sportivi si stanno scontrando con gli inconvenienti causati dall’introduzione della tessera. La speranza è che se ne rendano conto anche le autorità competenti, prima che sia troppo tardi!

Occorre fare repentinamente marcia indietro!!!

La tessera del tifoso deve essere facoltativa, chi non ce l’ha deve comunque poter acquistare i biglietti dei settori ospiti!!!

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Seconda giornata con la tessera del tifoso in vigore. La serie A è ferma per gli impegni della Nazionale, si è giocato in B e Lega Pro.

Sugli spalti degli stadi minori cominciano a vedersi i primi nefasti effetti della tessera del tifoso: scontri a Cava de’ Tirreni prima e durante Cavese-Cosenza; incidenti in Brindisi-Avellino.

Si è in pratica ripetuto quanto successo la settimana scorsa al Del Duca di Ascoli, con i tifosi del Modena: supporters ospiti privi di tessera vengono sistemati trai sostenitori di casa. A quel punto basta una piccola scintilla per far scoppiare un incendio.

A Cava i disordini si sono verificati già da fuori lo stadio. Circa venti supporters del Cosenza, giunti in treno e scortati sin dalla stazione ferroviaria dagli uomini della polizia,vengono aggrediti da un gruppo di cavesi con conseguente lancio di sassi, petardi, fumogeni, bastoni e aste di bandiere. Due i che poliziotti subiscono lesioni, tre tifosi della Cavese sono arrestati e un cosentino denunciato. Dopo gli scontri i cosentini, privi di tessera del tifoso, acquistano i biglietti della tribuna scoperta, mischiandosi ai tifosi metelliani…

Non appena vengono esposti vessilli rossoblu, riaffiora la tensione. La polizia crea un cordone per separare i due gruppi ma con scarsi risultati. I cosentini a questo punto vengono  accompagnati fuori dallo stadio Lamberti dagli agenti della polizia.

Fatti altrettanto incresciosi si sono verificati al Fanuzzi di Brindisi, dove si trovavano di fronte due tifoserie non certo divise da una storica rivalità.

Anche in questo caso, probabilmente, senza l’introduzione della tessera del tifoso tutto sarebbe filato liscio, poichè 200 avellinesi non avrebbero assistito al match nei distinti gomito a gomito con i tifosi brindisini (per lo più famiglie).

Qualche gesto di troppo, un coro poco amichevole e via con gli scontri. Un carabiniere è rimasto ferito e si attendono strascichi giudiziari per i tifosi coinvolti.

Confermati anche questa settimana i timori espressi su questo blog da un anno a questa parte; era l’agosto del 2009 quando titolammo un post “La tessera del tifoso è pericolosa“. Perdonate la ridondanza ma non ci stancheremo mai di ripeterlo!!!

Ma il week end appena trascorso sarà ricordato anche per l’esordio, negli stadi italiani, dei Back Drop.

Cosa sono è presto detto: raffigurazioni di tifosi festanti, per coprire le tribune vuote! Ieri  il Nereo Rocco di Trieste si presentava così

Quelli che vedete assiepati nella gradinata sono una riproduzione della tifoseria triestina…Per risparmiare sulla gestione dello stadio, la società alabardata ha deciso di chiudere la gradinata Colaussi e ridurre la capienza dell’impianto. Ovviamente l’impatto visivo per le tv sarebbe stato desolante e così hanno pensato a questa triste soluzione.

Come dire, gli stadi vuoti sono brutti, ma in mancanza di tifosi possiamo sempre sopperire con delle sagome.

Il prossimo passo, forse, sarà il tifo finto preregistrato (modello play station) dagli altoparlanti!

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Com’è andata la prima giornata di campionato con la Tessera del Tifoso?

Per fortuna tutto bene! Le proteste contro l’introduzione della card maroniana si sono svolte in maniera civile ed ordinata.

Tutta l’apprensione per i tifosi ospiti non tesserati, presenti in settori dello stadio generalmente riservati al pubblico di casa, si è rivelata infondata. Ma siamo sicuri che è andata proprio come vorrebbe il ministro?

A sentire le voci che ci giungono pare proprio di no. Il buon senso, spesso ha prevalso sulla linea dura auspicata dal titolare del Viminale, e i risultati sono stati più che positivi.

Qualche esempio:

Quelli che vedete in questa foto sono i tifosi del Napoli presenti all’Artemio Franchi di Firenze. Le preoccupazioni legate a questa partita erano davvero tante. L’accesso al settore ospiti era riservato ai soli supporters napoletani in possesso di tessera. Per limitare l’arrivo di tifosi azzurri inoltre era stato imposto il divieto di vendita di tagliandi degli altri settori del Franchi, ai non residenti in Toscana. Ovviamente i partenopei che vivono nell’ex Gran Ducato sono tanti, e così era scattato l’allarme: si attendevano seimila napoletani sparsi sui gradoni dell’impianto fiorentino.

Alla fine i biglietti venduti per il settore ospiti risultano 500.

Vi sembrano 500 quelli in foto? Cos’è successo allora? Pare che molti partenopei possessori di tagliando di curva Ferrovia e distinti, per sicurezza, siano stati fatti accomodare nel settore ospiti. Pur non avendo la tessera non è morto nessuno! Fantastico!

Ventiquattro ore prima, più o meno, lo stesso barlume di lungimiranza aveva pervaso le menti degli addetti alla sicurezza dello stadio Olimpico di Roma. Guardate la foto

Sono i tifosi del Cesena. Notate nella parte alta sulla sinistra, un gruppo oltre la vetrata: sono i bianconeri non tesserati. Dopo essere riusciti a comprare biglietti di altri settori (si dice in una ricevitoria di Terni per dare meno nell’occhio…), sono stati sistemati di fianco allo spicchio degli ospiti, pazienza se così facendo il biglietto nominale perda totalmente di significato, l’importante era evitare che “Romagna mia” potesse confondersi con “Grazie Roma”…

In serie B il settore ospiti dello stadio del Cittadella si presentava così:

Ma dove sono finiti i tifosi del Toro???

Eccoli!!! In grande spolvero, trai supporters del Cittadella, in gradinata Est. Se non li distinguete è solo perchè anche i veneti sono granata…

Come volevasi dimostrare: la tessera non serve a nulla!

Per fortuna, a volte, trai responsabili dell’ordine pubblico ci sono delle menti lucide che riescono ad evitare il peggio e a mettere una pezza, laddove cervollotiche circolari ministeriali potrebbero mettere a repentaglio l’incolumità di tante persone.

Continua…

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Ma con la tessera del tifoso, non si dovevano riportare le famiglie allo stadio? Non si dovevano evitare quei divieti tanto antipatici?

Il campionato di A comincerà questo week end. Serie B e lega Pro hanno già giocato la prima.

In barba all’introduzione di questo straordinario strumento, risolutore di ogni problema di ordine pubblico, domenica scorsa la trasferta di Sorrento è stata vietata ai supporters della Salernitana. Restando in Campania, domenica prossima porte chiuse al S.Francesco di Nocera in occasione del derby Nocerina-Cavese (sempre nonostante le tessere sottoscritte dai tifosi delle due squadre campane).

Ma il vero e proprio capolavoro surrealista è il caso dell’Atletico Roma, terza squadra della capitale impegnata in Prima Divisione di Lega Pro (ex c1).

La compagine capitolina infatti, disputa le proprie partite casalinghe nello splendido stadio Flaminio. Impianto da 24.000 spettatori, sempre gremito quando l’Italia di rugby gioca le partite del “6 nazioni”.

Bene, questo stesso stadio, tempio nazionale per gli amanti della palla ovale, per il calcio è ritenuto inadeguato!!!

Secondo il questore di Roma non sussistono al momento i requisiti minimi disposti dalle direttive del ministero dell’Interno e dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dunque in attesa del completamento degli adempimenti necessari, per l’incontro di calcio Atletico Roma-Taranto Sport in programma sabato, verra’ consentito l’accesso ai soli possessori della Tessera del Tifoso.

Ma non è tutto. A rendere questa situazione ancor più grottesca c’è il caso del Pomezia Calcio. La cittadina pontina s’è vista catapultata in 2 Divisione, grazie ad un ripescaggio della squadra locale, ed essendo sprovvista di un impianto adeguato (in questo caso è vero) ha chiesto asilo presso l’altrettanto indegno (?) stadio Flaminio!

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