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Anche stavolta l’Osservatorio gioca a dadi e dispone, tramite il Casms, divieti e limitazioni prive di senso!

Tra le cosiddette misure organizzative di rigore, da cui sono esenti i possessori della “tessera del tifoso” spiccano 

Lazio – Inter (Serie A) del 3/12/2010, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia;

Milan – Brescia (Serie A) del 4/12/2010, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella provincia di Brescia;

In entrambi i casi si tratta di un match a rischio nullo, poichè le tifoserie sono gemellate!!! Si ripete quanto già successo in Parma-Sampdoria.

Ci deve essere sicuramente un errore, penseranno in molti. Anche noi lo crediamo e speriamo che si ponga rimedio subito, anche perchè, in caso contrario, sarebbe una clamorosa ammissione di incapacità a gestire l’ordine pubblico in presenza di due tifoserie gemellate da decenni!

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Halloween è passato ma al Casms sono ancora in vena di scherzi…

Dopo le fantasiose decisioni circa il derby di Roma di cui vi abbiamo già parlato, arriva il divieto di trasferta ai sampdoriani in casa degli storici gemellati del Parma!

I Boys ironizzano:

“Apprendiamo con immensa gioia che la temuta partita Parma-Sampdoria verrà vietata ai tifosi blucerchiati privi della Tessera del Tifoso. Fortunatamente la competenza dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e del CASMS ha evitato un’altra domenica di tensione allo stadio Tardini. Come tutti sapranno tra le due tifoserie vi e’ un accesa rivalità da almeno vent’anni e, ogni anno veniva puntualmente riaccesa da episodi spiacevoli, specialmente fuori dallo stadio.

Impossibile dimenticare le sbandierate a centrocampo (fortunatamente poi vietate), le partitelle a calcio tra i due gruppi ultras sui campetti di periferia, le immense cene o pranzi prima o dopo la partita, le bevute in compagnia al Bar Gianni, le serate in discoteca in cui Parmigiani e Doriani si divertivano insieme, gli scambi di sciarpe fuori dallo stadio; in definitiva episodi che fanno male al calcio e allo sport! Fortunatamente tutto questo non avverrà giovedi prossimo e a questo punto ci sentiamo in dovere di ringraziare l’Osservatorio (per aver indicato Parma-Sampdoria come una partita a rischio) e il CASMS (per aver vietato la vendita dei biglietti in Liguria) per l’alto grado di competenza dimostrato.”

Mentre i parmensi non potranno trascorrere una bella giornata con gli amici doriani, saranno 1.100 i biglietti per i catanesi, provvisti di tessera, che potranno recarsi niente meno che nella odiata Palermo!

Pa…rma, Pa…lermo: ma non è che si sono confusi? Il dubbio è legittimo!

Infine un altro, di quelli che noi definiamo capolavori del surrealismo, il Casms lo realizza per Bologna-Lecce.

Se ne erano dimenticati!

E così il provvedimento di restrizione è arrivato in ritardo ed alcuni tagliandi erano già stati venduti? E ora? Nessun problema:

dal sito del Bologna

“In merito alle disposizioni del CASMS che ha limitato la vendita dei biglietti per la gara Bologna-Lecce ai soli residenti in Emilia Romagna, si rende noto che, come comunicato dalla Questura di Bologna, chi ha acquistato i biglietti prima delle ore 13 di oggi potrà accedere allo stadio anche se non residente in regione.”

Non ci resta che aggiungere: dolcetto o scherzetto?

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Dura presa di posizione da parte dei gruppi della curva B di Napoli. In un volantino distribuito in occasione del match casalingo col Cagliari si leggeva:

“02/05/2010 finalmente di nuovo in trasferta, ci verrebbe da dire e da pensare… purtroppo non è cosi!!! Nel rispetto delle nostre tradizioni e delle più elementari norme di libertà, in qualità prima di cittadini, poi di ultras, non parteciperemo alle prossime trasferte, non daremo linfa all’ennesima farsa all’italiana studiata e organizzata dal ministero, dall’Osservatorio, dal Casms. Queste persone possono decidere quanta libertà lasciarci o toglierci, un pò strano per un paese che ama definirsi democratico. Questi signori devono capire che noi non siamo burattini, non possono utilizzarci a loro piacimento, o meglio secondo la loro convenienza. Il tifo con i suoi pro e i suoi contro è la vera essenza del calcio, senza la nostra presenza il calcio è zero. Purtroppo, è un calcio malato, senza via di uscita senza speranza fino a quando ci saranno interferenze che nulla hanno a che vedere con questo mondo, ci riferiamo apertamente all’equità di giudizio che non esiste. Non vogliamo fare del vittimismo, l’ingiustizia di certi provvedimenti è lampante, a noi napoletani per un niente tutto c’è stato vietato, perchè siamo il mostro da sbattere in prima pagina, perchè siamo il marcio da estirpare. A questo gioco non ci prestiamo, e per questi motivi diserteremo le prossime trasferte.”

Ma cosa contestano i napoletani? Proviamo a capirci qualcosa: gli incidenti che hanno contornato il derby di Roma non si sono tradotti, come di consueto, in provvedimenti restrittivi e\o punitivi per le tifoserie capitoline. Un trattamento, ritenuto di favore, che ha di fatto generato una divergenza di giudizio rispetto al metro adottato nei confronti delle altre tifoserie.

Per colmare questa disparità, le autorità competenti hanno riaperto i settori ospiti di tutta Italia. In parole povere: per non imporre divieti alle tifoserie romane e al contempo mostrare una certa equità di giudizio, il Casms ha innescato clamorosamente la retromarcia, arrivando ad annullare decisioni già ratificate (con tanto di proteste da parte dei sindacati di polizia preoccupati di dover modificare in poco tempo i piani di ordine pubblico).

Risultato: laziali presenti a Genova, doriani a Roma, cagliaritani a Napoli, atalantini a San Siro o in Lega Pro, pescaresi a Foggia (col settore ospiti dello Zaccheria ritenuto inagibile fino a poche settimane fa).  Domenica prossima toccherebbe ai napoletani poter andare niente meno che a Verona, sponda Chievo! La curva B ha declinato l’invito…

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Quando non è l’Osservatorio a dare indicazioni discutibili ci pensano i prefetti ad adottari provvedimenti quanto meno strani.

Parliamo di Fiorentina-Roma. Tra viola e capitolini più volte si sono registrati incidenti, proprio come durante l’ultimo incontro svoltosi al Franchi, nell’aprile 2009.

Sappiamo ormai come funziona: l’Osservatorio valuta i rischi legati alle manifestazioni sportive e dà indicazioni al Casms e alle autorità locali, che poi dovranno valutare le misure da adottare in virtù dei “suggerimenti” dell’Osservatorio.

Nonostante i precedenti e l’ulteriore criticità dovuta all’orario notturno di svolgimento della partita, l’Osservatorio dà il via libera ai tifosi romanisti pur ritenendo la gara a rischio. Leggiamo dalla determinazione dell’Osservatorio

Per l’incontro “Fiorentina – Roma” (serie A) considerato a rischio, il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) è invitato a valutare l’opportunità di suggerire provvedimenti volti a farli disputare con la partecipazione di entrambe le tifoserie, ma con restrizioni nella vendita dei biglietti.
Inoltre, gli organismi sportivi interessati e le Autorità di P.S. di Firenze e Roma sono invitate ad adottare, ciascuno per la parte di propria competenza le seguenti misure:
1. il rafforzamento del servizio di stewarding nelle attività di filtraggio e di controllo sistematico del documento d’identità nei settori a specifico rischio;
2. la contestuale implementazione dell’impiego di operatori di Polizia in appoggio agli steward, per le esigenze di filtraggio e controllo documentale;
3. controllo sistematico degli acquirenti dei tagliandi residenti nel Lazio;
4. adeguata campagna di informazione;
5. lo stretto raccordo tra i responsabili degli organi della Giustizia sportiva e dei servizi di Ordine Pubblico per l’attuazione di una compiuta attività cognitiva, che consenta di registrare tanto gli accadimenti quanto le misure organizzative pianificate ed efficacemente attuate dalla Società, prevedendo anche l’incremento da parte dell’Ufficio Indagini della F.I.G.C. degli ispettori presenti allo stadio “Franchi” di Firenze.

In linea con quanto determinato dall’Osservatorio il prefetto di Firenze Andrea De Martino a adotta una serie di limitazioni:

“per il settore ospiti e’ stata disposta la vendita di un solo biglietto, esclusivamente ai residenti della regione Lazio, e l’incedibilita’ del titolo. I tagliandi per tutti gli altri settori, ugualmente incedibili ad esclusione degli abbonamenti, saranno venduti ai soli residenti nella provincia di Firenze fino alle 19 di sabato 6 febbraio. Questi biglietti  potranno essere comprati solamente presso le rivendite della provincia di Firenze individuate dalla Questura e dalla Fiorentina Calcio. Infine e’ stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi attraverso i siti internet”

Quindi i violenti risiedono tutti al di fuori dei confini laziali e della provincia di Firenze. Non saranno mica i cinesi che vivono a Prato i tifosi viola più scalmanati? E che dire dei pericolosissimi Roma club dell’Umbria e della Toscana!  Saranno sicuramente stati loro a picchiarsi le altre volte! O forse si temono attacchi kamikaze da parte dei turisti giapponesi che tra una visita al Duomo ed una agli Uffizi vorrebbero entrare al Franchi imbottiti di tritolo? E come la mettiamo con i tifosi viola residenti nel Lazio ai quali sarà concesso solo l’acquisto di tagliandi del settore ospiti? Ma soprattutto…

QUESTI DOVE LI METTIAMO???

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Qualche settimana, pubblicammo un post:  Buone notizie per i tifosi di tutta Italia: tornano striscioni e coreografie.

A quanto pare si tratta di una balla giornalistica clamorosa. Riportiamo quanto scritto sul sito dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive:

Chiarimento sugli striscioni

In relazione a difformi notizie apparse su alcuni organi di informazione locali si conferma la procedura di autorizzazione per gli striscioni ed il divieto di accesso per tutti i materiali già indicati precedentemente, in occasione delle gare dei campionati calcistici di serie A, B, lega pro (I e II Divisione), Tim Cup, Coppa Italia Lega Pro e delle competizioni internazionali, comprese le amichevoli, senza alcuna distinzione relativa alla capienza degli impianti, di cui alla determinazione nr. 14 del 8 marzo 2007

Anche l’Associazione Difesa Consumatori Sportivi ha precisato lo stato della trattativa con il Viminale.

“A seguito di una specifica richiesta avanzata dall’ Associazione Difesa Consumatori Sportivi nel corso di un incontro avvenuto nei giorni scorsi, il Dott. Ieva, Presidente dell’Osservatorio della Sicurezza Avvenimenti Sportivi del Ministero degli Interni ed il suo vice Dott. Masucci si sono dimostrati disponibili a ridiscutere la circolare che attualmente vieta ai tifosi l’introduzione di striscioni e tamburi all’interno degli stadi. L’incontro è stato considerato da tutte le parti soddisfacente per la disponibilità al confronto tra le diverse realtà – sia associative che istituzionali – rimarcando il ruolo strategico che può rivestire la stessa ADCS nel raccogliere le istanze del mondo del tifo.

A questo proposito la Presidente dell’Associazione Difesa Consumatori Sportivi Antonella Bellucci, ha inoltrato ieri, 25 novembre 2009, formale richiesta al Ministro Maroni e all’Osservatorio, affinchè gli intenti di dialogo e confronto tra le parti si traducano in una Circolare attuativa che recepisca le modifiche sopra indicate, in considerazione anche del responsabile comportamento tenuto dalle tifoserie giunte a Roma il 14 novembre scorso in occasione della Marcia di protesta nei confronti dell’introduzione della tessera del tifoso”


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di Carmelo Pennisi*

C’è una notizia che circola in questi giorni per tutto il BelPaese: sembra che la Carta o Tessera del tifoso sia stata qualcosa inventata all’interno della polizia italiana. La fonte della notizia è di quelle autorevoli, trattandosi del Ministro dell’Interno Roberto Maroni. In una sua intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, si apprende che la pratica “Tessera del Tifoso” era già sul tavolo del ministro, quando Maroni è arrivato al Viminale. Il ministro di fresca nomina, cioè Roberto Maroni, colpito da questa idea (“idea non mia”, ha tenuto a precisare il ministro), non ha dovuto far altro che lavorare per metterla in pratica. Queste, in estrema sintesi, sono le dichiarazioni di Maroni al Quotidiano Rosa. Dichiarazioni sorprendenti e prudenti, come è nel
costume di un politico navigato e consumato, quale è Roberto Maroni. Il leader lumbard non ha precisato (prudentemente) quale percorso filosofico e pratico è stato fatto dalla polizia di stato, per giungere ad elaborare un’idea innovativa come la tessera del tifoso. Da quale tipo d’osservazione i professionisti del mantenimento dell’ordine pubblico, siano partiti per concludere che ci voleva un mezzo rapido e sicuro per tentare di debellare il fenomeno della violenza negli stadi. La cosa è strana, ad essere franchi, poiché ogni idea, ogni invenzione parte sempre da un’osservazione di un fenomeno empirico della realtà. Ricordate la mela che cadde dall’albero sulla testa di Newton, e che permise al celebre scienziato inglese di spiegarci molte cose sulla forza di gravità? Ecco, nelle vicende della tessera del tifoso del Ministero dell’interno, è proprio questa mela di Newton che manca. Ma andiamo indietro nel tempo, e cerchiamo di chiarire il mistero come se fossimo in un qualche celebre racconto del Commissario Montalbano. Partiamo dal primo indizio. Nell’estate del 2005 una serie di attentati di matrice islamica devastano Londra, città dove vive da sempre una numerosissima enclave italiana. Infatti quel giorno, pochi minuti dopo l’attentato, al Ministero dell’Interno, c’è un attivismo frenetico nel tentativo di avere qualche comunicazione telefonica con la capitale inglese, nelle speranza di avere notizie di prima mano sulla sorte dei cittadini italiani residenti nella Perfida Albione. Il caso vuole (il caso si preoccupa di dare sempre tracce e significati agl’accadimenti) che proprio quel giorno ci sia un cittadino inglese in uno dei tanti uffici ovattati del Viminale: l’ufficio del sottosegretario Alfredo Mantovano. Il cittadino inglese è Anthony Weatherill che, mentre nel monitor televisivo in dotazione dell’ufficio di Mantovano scorrono le drammatiche immagini che giungono da Londra, tenta di illustrare al sottosegretario agl’interni la validità di una piccola idea, che gli era venuta qualche anno prima: l’idea della Carta del Tifoso. Mantovano, con un occhio al monitor televisivo e un altro a Weatherill, ascolta la storia di questo bizzarro signore inglese, tifoso del Manchester United e nipote di Sir Matt Busby. Weatherill racconta come Matt Busby insistesse sempre molto sul rispetto che le società di calcio devono avere verso i propri tifosi, che dovrebbero essere sempre più coinvolti nelle vicende della propria squadra del cuore. Il tifoso, diceva Matt Busby, è il cuore pulsante del calcio, non il semplice acquirente di un  biglietto per entrare allo stadio per assistere ad uno spettacolo. Il calcio, sosteneva il fondatore del mito del Manchester United, non è uno spettacolo di opera lirica, ma è uno splendido racconto che ci parla di passione e di generazioni che passano. Da queste parole del celebre parente, spiega Weatherill a Mantovano, era partita la sua intuizione. Il tifoso non doveva più essere un corpo estraneo delle società di calcio, ma doveva essere incluso in modo attivo nelle loro vicende. Ma come ciò poteva avvenire? Weatherill ci aveva pensato per anni, finché non gli cadde la sua mela sulla testa. Ci voleva qualcosa che rappresentasse in modo pratico e veloce, la voglia di partecipazione dei tifosi. Questo qualcosa Weatherill lo aveva individuato in una card plastificata tipo normale carta di credito bancaria, contenente un chip, un magico chip. Quel chip sarebbe stata la chiave di volta, il simbolo pratico della partecipazione di ogni tifoso alle vicende del calcio. Ecco la prima parola chiave: partecipazione. Mantovano ascoltò con attenzione le parole di Weatherill, e promise di girare il dossier  carta del tifoso, presentato da Weatherill, all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e agl’organi competenti del Ministero dell’Interno. Secondo indizio. Perché Weatherill si recò a parlare con Alfredo Mantovano? Nel 2005 i problemi della violenza nel calcio si erano fatti sempre più pressanti e, tra la totale confusione e mancanza di idee, una piccola idea stava cominciando a farsi largo tra le autorità competenti: sostituire il biglietto cartaceo di ingresso allo stadio, con un biglietto elettronico. Con il dichiarato intento di poter controllare meglio le masse dei tifosi e, così, arginare i violenti. Di questo parlavano tutti i giornali nell’estate del 2005, poco prima dell’inizio della nuova stagione calcistica. Weatherill, che aveva  compreso come un biglietto elettronico  sarebbe diventato subito, agl’occhi dei tifosi, uno strumento da stato di polizia, voleva mettere al servizio della Lega Calcio e degli organi competenti la sua idea di Carta del Tifoso. Un’idea che, come detto, aveva come base il coinvolgimento dei tifosi nella sua gestione. Un cambiamento culturale, quindi, nei rapporti tra istituzioni calcistiche e tifosi. Una carta, quindi, che non nasceva per essere biglietto elettronico, ma che poteva essere messa anche al servizio della causa del biglietto elettronico. Da quel momento né Mantovano, né  l’Osservatorio, né nessuno si fecero più vivi con Weatherill, che andò avanti per la sua strada, poiché non era certo il biglietto elettronico il core business della sua idea. Terzo indizio. Perché ignorare Weatherill e la sua carta del tifoso? Perché rischiare una causa dagli esiti certi con la società che gestisce il suo marchio di Carta del Tifoso e di Tessera del Tifoso? Weatherill ha da anni attivato una collaborazione con Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio (FISCC), a cui ha messo a disposizione il know how della sua Carta del Tifoso. Perché Maroni non ha mai cercato un contatto con FISCC? Perché si sostiene che Maroni non ha avuto come controparte nessuna organizzazione dei tifosi, affermando che non esiste nessuna organizzazione dei tifosi italiani? Eppure basterebbe cercare su internet il loro sito ufficiale…Insomma tutti indizi e domande, che ancora oggi rimangono senza risposta. E intanto la rivolta dei tifosi contro la Tessera del Tifoso del Ministero dell’Interno aumenta. Anche perché i tifosi, come già detto, sono anni che lavorano sulla realizzazione di una propria tessera autonoma, che li farebbe sentire tifosi e non possibili delinquenti schedati come se stessero per entrare in un carcere, piuttosto che in uno stadio. In conclusione, una domanda sorge spontanea: ma è così semplice, in Italia, stravolgere il senso di un’idea? Dalla storia di Anthony Weatherill, parrebbe di sì.

* Sceneggiatore film: ‘Ora e per sempre’

fonte : Toronews

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Roma, 25 mar. – (Adnkronos) – Settore ospiti chiuso in occasione di Roma-Bologna e Sampdoria-Napoli, partite di serie A in programma il 5 aprile e considerate a rischio. Lo ha deciso il Casms, Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive, nella riunione di questa mattina. Per le partite in questione sara’ consentito l’accesso al settore ospiti ad alcune categorie di spettatori quali le famiglie, i ragazzi delle scuole, le associazioni di anziani. In apertura dei lavori il Comitato si e’ soffermato sui fatti avvenuti nel corso dell’incontro Napoli-Milan di domenica scorsa. Nel corso della riunione si e’ preso atto di quanto espresso dall’Osservatorio, che ieri ha definito “fatti gravi” quelli accaduti al San Paolo. Al tempo stesso l’organo collegiale ha ribadito “l’estrema importanza del programma tessera del tifoso che, in presenza delle doverose attivita’ di gestione e di controllo, consentira’ ai tifosi di vivere la partita in maniera gioiosa e sportiva”.

Dunque i tifosi del Milan, che nonostante la tessera si sono resi protagonisti di episodi di violenza e vandalismo, sono stati malgestiti? Oppure non è stata controllata l’emissione della Tessera? Ma perchè non dicono la verità? Serve una schedatura di tutti i frequentatori degli stadi italiani e sarà fatta passare per un’operazione di fedelizzazione del tifoso. Il tutto verrà condito da una buona dose di sponsor. Nel caso della card Cuore Rossonero, funge anche da carta di credito prepagata (…)!

Ci sia consentita la battuta : sbagliare è umano, perseverare è…diabolico!

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Riportiamo il comunicato dei gruppi organizzati bolognesi, in merito all’ennesima assurda decisione del Casms, su suggerimento del sempre più cieco Osservatorio:

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Questa settimana l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso, in merito alla partita Bologna – Cagliari di domenica 22 marzo, la vendita dei biglietti per i soli residenti nella regione Emilia – Romagna. Detto così, forse il significato della cosa sfugge, o non fa nemmeno più notizia. Ma, tradotto in pratica… l’Osservatorio, ancora una volta, ha di fatto vietato una trasferta: impedisce ai tifosi isolani di seguire la loro squadra. Come Curva Andrea Costa, siamo indignati di fronte a questo ennesimo sopruso, che colpisce la libertà personale e lede i più comuni diritti civili. Ci ritroviamo a fare i conti con una decisione pregiudiziale, arbitraria e senza senso, un’imposizione illogica che non trova nessun riscontro nella realtà, nell’assenza di episodi pericolosi o violenti tra le tifoserie di Bologna e Cagliari. Vorremmo far capire a tutti che quanto avvenuto, ora come in passato, segue un disegno repressivo, cieco e manipolato, che colpisce un po’ dove capita. La cosa ci tocca, direttamente e indirettamente: è in ballo la semplice libertà di tifare e seguire la squadra, le disposizioni dell’Osservatorio picchiano di nuovo e sempre lì. E che siano i nostri diritti o quelli di altre tifoserie a essere mortificati, per noi non fa differenza. Quindi, proprio in occasione di Bologna – Cagliari del 22 marzo, abbiamo deciso di manifestare il nostro sostegno ai tifosi del Cagliari, colpiti a tradimento e senza motivo, e di protestare contro questa e tutte le altre disposizioni dell’Osservatorio. La nostra protesta avverrà all’interno della curva, in cui le nostre ragioni saranno divulgate su supporto cartaceo per fornire un’informazione che venga “da dentro” la realtà dello stadio, e soprattutto con l’astensione dal tifo, dai cori d’incitamento, da parte nostra, per i primi cinque minuti della partita. E’ un gesto simbolico, quello di non tifare per i primi minuti, che per noi significa molto, un sacrificio che siamo disposti a fare proprio per dare visibilità e contestare ingiustizie del genere. Ci piacerebbe che anche chi vive meno in prima persona certe dinamiche legate a tifo, rispettasse la nostra decisione e si unisse a noi. Di fronte a queste disposizioni restiamo senza parole. E allora resteremo senza parole davvero, domenica, a inizio partita, opponendo un fiero e assordante silenzio. Poi, partiremo con il nostro consueto supporto alla squadra, ancora più carico, perché convinti di essere nel giusto.

CURVA ANDREA COSTA

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Ricordiamo che la decisione è presa ” per responsabilità attribuibili alla tifoseria cagliaritana”. Quindi ammettendo che non vi è una rivalità con i bolognesi, tale da giustificare la chiusura del settore ospiti, dovremmo cercare le colpe della tifoseria sarda.

Andando a spulciare tra le decisioni del giudice sportivo in merito alle ultime due gare interne del Cagliari si leggono i seguenti provvedimenti :

Ammenda di € 2.500,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, fatto esplodere due petardi nel proprio settore

Ammenda di € 2.000,00 : alla Soc. CAGLIARI per avere suoi sostenitori, al 18° del primo tempo, fatto esplodere un petardo nel proprio settore

Dunque, ricapitolando, nessuna rivalità esasperata con i felsinei e 3 petardi nell’ultimo mese,

Non penserete mica che la decisione sia stata presa per la manifestazione degli Sconvolts per l’assurda morte di Giancarlo?

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Grazie al servizio “La Bufala Campana“  mandato in onda da a Rai News 24, la Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sull’assalto al treno che avrebbe condotto i tifosi del Napoli a Roma per la prima  di campionato.  I giornalai che scrivono sulla carta stampata del nostro miserabile paese, unitamente con gli sciacalli dei tg, dedicarono risalto all’accaduto, parlando di violenze ai danni dei passeggeri del treno, costretti a scendere dai vagoni dai tifosi napoletani. Non solo, presero per Vangelo le dichiarazioni di Trenitalia, che  quantificò i danni in 500mila euro.  Risultato:  il Ministro degli Interni, leghista,  Maroni vietò le trasferte ai tifosi del Napoli per l’intero Campionato, limitazione tuttora in corso.

La polizia giudiziaria,ispezionò in seguito  i 4 vagoni dannaeggiati  del treno Napoli-Torino, valutando i danni in soli 4.500 euro.

Il Magistrato Ardituro pone dunque l’accento sulle “responsabilità organizzative a carico di Trenitalia che ha rifiutato l’allestimento di un treno speciale, limitandosi ad indicare i normali treni in viaggio tra Napoli e Roma”. Una condotta definita “superficiale e deresponsabilizzante”.

Rimproverato da Ardituro anche l’ Osservatorio. Quest’organo consultivo sempre pronto ad indicare le partite a rischio, impedendo di fatto le trasferte anche delle tifoserie di 3a categoria,  in quel caso si dimenticò di una partita tra scapoli e ammogliati: Roma – Napoli,  autorizzando la trasferta più pericolosa d’Europa!

Il Casms, organo che rende escutive le indicazioni dell’Osservatorio è  “gestito”  dai  Servizi Segreti, escludendo l’ipotesi che i nostri 007 possano essere  tifosi del Napoli, perchè mai avrebbero autorizzato questa trasferta?

Non facendoci tentare dai soliti complottisti e ci allineiamo col pensiero dell’Ainc (associazione Napoli Club) che  “ritiene non utile individuare le responsabilità di chi ha voluto creare un can can mediatico assolutamente sporoporzionato e fazioso rispetto a ciò che realmente è successo. Necessario è dare, a nostro avviso, la possibilità ai tifosi azzurri di potere tornare a seguire le trasferte della squadra. Condizione necessaria per ristabilire un clima di non esclusione come è avvenuto. finora. Chiediamo che cadano veti e pregiudizi e che non si applichi la mano pesante sempre e solo nei nostri confronti”

Non sappiamo se sia possibile promuovere una  class action nei confronti di Trenitalia e Ministero degli Interni, ma non sarebbe una cattiva idea. Potrebbe portare ad un riconoscimento dei danni morali, di immagine ed economici subiti da Napoli, dal Napoli calcio, dai tifosi azzurri e dai napoletani tutti.

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Anomalie e contraddizioni. Il calcio moderno non sembra poterne fare a meno, soprattutto in materia di tifo. E a Parma ne sappiamo qualcosa dato che negli ultimi anni è successo un po’ di tutto, compresa la tragica morte di Matteo Bagnaresi. Divieti di trasferta, tessere del tifoso, tornelli, steward, biglietti nominali, striscioni censurati, diffide e telecamere a circuito chiuso. La lista dei provvedimenti anti-violenza è lunga e articolata, ma i risultati non sono eccellenti, perchè malgrado la dimunizone degli scontri tra tifoserie e forze dell’ordine, il malessere continua ad essere vivo e soprattutto gli stadi italiani assomigliano a delle gabbie di massima sicurezza. Brutture di un calcio che preferisce la linea della repressione a quella del dialogo, diementicando colpevolmente che al centro di tutto ci sono i tifosi. Perchè il calcio è dei tifosi e delle loro tradizioni. Giusto punire chi trasgredisce alle regole, ma sarebbe giusto premiare anche chi coltiva la cultura del tifo sano e genuino; quello da tramandare ai bambini e alle loro famiglie. E allora proviamo a spedire al Casms. il comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, l’ennesima cartolina da Parma, sperando che oltre ai divieti e alle punizione (giuste o sbagliate che siano), una volta tanto ci sia spazio anche per i premi e i riconoscimenti. Sì, perchè l’iniziativa promossa da Settore Crociato che andrà in scena domani nella curva Nord dello stadio Tardini non deve passare inosservata: “Una bandiera per amica” quinta edizione. Di cosa si tratta? Ingresso gratuito per i bambini accompagnati da un genitore, la maglia crociata in regalo (offerta dallo sponsor Erreà) e un animatore provvederà a truccare i visi dei bambini di giallo e blu. «Lo scopo della proposta – spiega Settore Crociato – è di contribuire ad alimentare, nelle nuove generazioni, il senso di appartenenza alla squadra di pallone che rappresenta la nostra città e a riportare le famiglie nel settore più popolare dello stadio, la curva, facendo crescere e arricchendo una sana e spontanea cultura del tifo». A tutto questo bisogna aggiungere che gli under 14 grazie al Parma Fc, possono entrare gratuitamente allo stadio, se accompagnati da un adulto pagante (o abbonato). Inoltre mercoledì è stato stipulato un accordo tra Comune e Parma Fc che permette a tutti i dipendenti comunali di accedere allo stadio a solo 1 euro. Scusate se è poco. La passione dei tifosi non ha limiti. Una passione tutta gialloblù che parte dalla curva Nord e si espande in tutto lo stadio. Una spinta non indifferente per tornare in serie A. Quelli del Casms dovrebbero pensarci a lungo e capire che il dialogo e la valorizzazione di queste idee sono l’unica strada percorribile per trasformare gli stadi da gabbie in luoghi di divertimento per ogni età.

FONTE : Lungoparma su UltrasBlog

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