Dici “stadio inglese” e pensi subito all’incredibile atmosfera che i supporters d’oltremanica sanno creare in occasione di una partita di calcio. Le tribune a ridosso del campo di gioco, lo stadio intero che canta l’inno della propria squadra, cori secchi e potenti per novanta minuti e oltre.
Da un bel po’ di tempo in Inghilterra le cose sono un po’ cambiate. Biglietti numerati, posti a sedere, pene severissime per i trasgressori delle rigide regole interne agli impianti sportivi. Ovviamente l’atmosfera, nel bene e nel male, non è più quella di un tempo, ma c’è chi non è ancora contento.
Sue Watson, dirigente del Middlesbrough e responsabile della sicurezza nello stadio del “Boro”, ha scritto e fatto distribuire all’ingresso una lettera ai sostenitori scrivendo quanto segue : “Ricevo sempre più lamentele da fans irritati dal fatto che alcuni tifosi si alzano di continuo in piedi, ostacolando la visuale, e irritati anche dal continuo rumore. Per favore, smettetela. Fate tutto il baccano che volete quando segniamo un gol, ma il rumore costante sta facendo letteralmente impazzire altri spettatori”.
Andrew Leigh, 45 anni, è un abbonato della curva e interpellato dal quotidiano Sun dichiara: “Sono un appassionato sostenitore del Middlesbrough da quando ero bambino. Avanti di questo passo e ci ordineranno quando dobbiamo applaudire, quando cantare in coro e quando restare con la bocca chiusa? Pensavo che, vista la nostra posizione in classifica, la società volesse dai fans tutto il sostegno che può avere. Quando giocavamo nel nostro vecchio stadio, ad Ayresome Park, il tifo si sentiva fino in centro città.”. I tifosi intanto hanno organizzato una sottoscrizione per chiedere le dimissioni della Watson.
Il presidente del Middlesbrough, Neil Bausor, è corso ai ripari chiedendo scusa ai propri tifosi.
A pensarci bene la signora Leigh non si è inventata nulla, ha solo ribadito quanto previsto dalle norme inglesi circa il comportamento da tenere negli stadi. Tutti seduti, steward pronti a calmare con le buone o con le cattive i tifosi più esagitati, niente bandiere e presto nemmeno schiamazzi. Tifosi addirittura pronti a chiedere maggiore rigore, quasi come se fossero ad una partita di tennis. Un pubblico sempre più simile alle marionette che vanno a vedere l’NBA in America, pronti ad applaudire a comando e a consumare ettolitri di Coca Cola e tonnellate di pop corn.
Dici “stadio inglese” e pensi che cori potenti, sciarpate e inni siano solo un ricordo lontano.

L'estremo saluto all'Ayresome Park


