Domenica mattina. Radiogiornale, lo sport: “Genoa-Milan a porte chiuse…”
Come? Ma quando l’hanno deciso? Stanotte?
Sì! Il Prefetto di Genova ha deciso, sabato notte, di chiudere il Ferraris. Sarà forse stato svegliato da un sogno premonitore di incidenti tra le tifoserie? Chi può dirlo? Fatto sta che la decisione è presa.
A meno che non si voglia credere che il prefetto sia stato davvero illuminato in sogno, facciamo un passo indietro. Quella tra le tifoserie di Genoa e Milan, infatti, è più di una rivalità sportiva. Quindici anni fa Vincenzo Claudio Spagnolo, tifoso genoano, veniva ammazzato fuori dallo stadio di Marassi da un ultrà milanista.
Per anni Genoa e Milan hanno militato in categorie diverse e più recentemente in occasione degli incontri tra le due squadre, le trasferte sono state sistematicamente vietate. Le tifoserie si sarebbero quindi ritrovate di fronte dopo diverso tempo…Da qui l’apprensione per l’ordine pubblico.
Ma non si poteva chiudere solo il settore ospiti anche sta volta? No!
Questa volta era diverso. Dopo gli incidenti nel derby di Roma, per una strana legge del contrappasso, il Casms aveva premiato tutte le tifoserie d’Italia annullando le restrizioni, previste e prevedibili, fino a fine campionato. Tra le partite che avrebbero goduto di questa sorta di condono vi erano gare a rischio come Livorno-Lazio, Napoli-Atalanta e appunto Genoa-Milan.
In quest’ultimo caso c’è però un’ulteriore complicazione che potremmo definire politica: il Milan ha già adottato la tessera del tifoso.
I tifosi del Milan, per lo meno i possessori della suddetta card , devono poter assistere alla partita del Ferraris; ne va di mezzo la credibilità del progetto che renderà obbligatoria la tessera dalla prossima stagione.
Altro che premonizioni: a Genova c’è da perdere il sonno. Si resta in attesa nella speranza che da Roma giunga un dietrofront. Invece nulla! Il clima si fa pesante e le tifoserie continuano a minacciarsi vicendevolmente sul web ma il Ministero dell’Interno è irremovibile.
Nel frattempo il comune di Genova spende circa centomila euro per la rimozione dei cassonetti dall’area circostante lo stadio. La questura si dice pronta ad impiegare mille uomini in assetto antisommossa!
Tutto è pronto ma nella tarda serata di sabato arriva la notizia: il Prefetto di Genova ha preso in mano la situazione adottando l’unico provvedimento concessogli dal ruolo: il Ferraris si chiude! I centomila euro per la rimozione dei cassonetti: buttati!
Morale della favola: ci sono partite che non si sa come gestirle e se il Casms fa un regalino di fine stagione sono dolori. Ci sono partite per le quali l’introduzione della tessera del tifoso non sarà una soluzione, anzi! Ma questo non si può dire, meglio far passare per insonne un prefetto…


