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Freedom for Fans incontra Ciro De Caro, giovane regista e autore di “Salame milanese“, una serie di cortometraggi girati in digitale e distribuiti esclusivamente sul web.

Le tematiche affrontate sono quelle a noi care e ci ha colpito soprattutto il piglio con cui si trattano questi argomenti: si evidenziano le contraddizioni e i problemi del mondo del calcio in quanto sintomatici dello stato di salute dell’intero sistema paese.

Ciro come nasce “Salame milanese” ?

“Salame milanese” è una produzione ZUNAMY, lo spazio più creativo puro della Magic Pictures, di Erica Monello e Silvia Belleggia.

Zunamy è una realtà ancora non ben definita, un luogo dove percorrere strade creative senza limiti. Speriamo che Zunamy cresca e che “produca” tante altre cose. La dirtibuzione di “Salame Milanese”,  per i primi 3 episodi sarà solamente sul WEB, poi c’è un progetto che le due producers, Erica e Silvia stanno portando avanti ma che è in fase di definizione, è prematuro parlarne ora.

Dopo il primo episodio in cui il protagonista, tifoso romanista, sfoga tutta la sua rabbia nei confronti dell’amico interista, questa volta è alle prese con un sostenitore della tessera del tifoso.

Valerio Di Benedetto, l’attore e protagonista della serie SALAME MILANESE interpreta la voce di ognuno di noi.

Proprio come nel primo episodio in cui “urla” il nostro disappunto sulle ingiustizie che vediamo (e purtroppo in Italia ne vediamo molte ultimamente) e sulle cose che non vanno. Gli argomenti vanno da quelli “quotidiani” a quelli che riguardano i problemi macroscopici del nostro paese.

E la tessera del tifoso è uno di questi argomenti?

La tessera del tifoso è uno di questi, perchè è emblematico.

Come al solito un provvedimento “speciale” semplicemente perchè non si riesce ad applicare le leggi che ci sono già.

Un provvedimento che lede i diritti dei cittadini, che forse nella maggioranza dei casi non se ne rendono conto, e che però traccia ancora una volta un solco profondissimo tra le persone comuni e la classe dirigente privilegiata che invece vuole tutelare ancora di più la propria vita privata anche se, come personaggi pubblici, dovrebbero condurre una vita limpida e trasparente che non li metta in imbarazzo e che non metta in imbarazzo il paese.

Ps: il corto si chiude con un cameo dei protagonisti di “Spaghetti Odio“, uno dei primi lavori di Ciro. Anche in quel corto si parla, in qualche modo, di calcio…

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