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Anche stavolta l’Osservatorio gioca a dadi e dispone, tramite il Casms, divieti e limitazioni prive di senso!

Tra le cosiddette misure organizzative di rigore, da cui sono esenti i possessori della “tessera del tifoso” spiccano 

Lazio – Inter (Serie A) del 3/12/2010, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia;

Milan – Brescia (Serie A) del 4/12/2010, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella provincia di Brescia;

In entrambi i casi si tratta di un match a rischio nullo, poichè le tifoserie sono gemellate!!! Si ripete quanto già successo in Parma-Sampdoria.

Ci deve essere sicuramente un errore, penseranno in molti. Anche noi lo crediamo e speriamo che si ponga rimedio subito, anche perchè, in caso contrario, sarebbe una clamorosa ammissione di incapacità a gestire l’ordine pubblico in presenza di due tifoserie gemellate da decenni!

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Quello tra Parma e Sampdoria è uno dei gemellaggi più saldi e datati del panorama ultras italiano. 25 anni di fraterna amicizia ma, nell’epoca della tessera del tifoso, succede anche che qualcuno definisca la partita tra emiliani e blucerchiati un match a rischio. Da questa assurdità è scaturito il divieto di accesso al Tardini per i residenti in Liguria.

I doriani pagano evidentemente per le civili critiche espresse in comunicati e\o striscioni, nei confronti di tessera, casms e ministro Maroni. Critiche che si sono inasprite ulteriormente dopo la vicenda di Italia-Serbia e che hanno avuto il culmine con la coreografia sarcastica esposta in occasione di Sampdoria-Fiorentina.

Tornando alla partita di ieri sera ci affidiamo ai Boys Parma per un  resoconto:

L’amicizia oltre il divieto. La nostra serata…

Non abbiamo ancora letto niente, non ci siamo ancora fatti la nostra “rassegna stampa”, ma già immaginiamo notizie e commenti, ci son bastate quelle uscite subito ieri in serata.

La più fantasiosa parlava di scontri, di “ultras sampdoriani infiltrati che avrebbero provato a sfondare in Curva Nord poiché sprovvisti di biglietto”. Ma di cosa ci stupiamo? La serata era stata impostata a tavolino così: divieti, militarizzazione dello stadio, rinforzi da Bologna, media, condanne. Tutto già visto, tutto già scritto.

Ultras di Parma e Samp, insieme, fuori dal Tardini

E dire che di scontri non ce ne sono stati, se non qualche manganellata regalata da qualche plotone (guidati direttamente dal Questore Gallo) all’ingresso, manganellate a gente normale, alle spalle, a ragazze. Anche qui: niente di nuovo.

Gli Ultras Sampdoriani ai cancelli della Nord non sono mai arrivati, nonostante 200 e passa biglietti di Nord in mano, forse, visto che molta gente ha portato come avevamo proposto anche i colori blucerchiati, qualcuno sarà caduto dalla nuvole. Si, diciamo così. Ma inevitabilmente se a cinque minuti dall’inizio, in una partita infrasettimanale quando la gente lavora e arriva all’ultimo, i controlli sono lenti, i cancelli vengono chiusi ogni 5 persone, e gli steward fanno gli arroganti, ecco, inevitabilmente la tensione si viene a creare. Ma se escludiamo qualche “tira e molla”, anche qui, non è successo nulla di grave.

Siamo entrati e abbiamo avuto subito una brutta sorpresa: un bagno seriamente danneggiato in Nord. Brutta sorpresa perché sapevamo e sappiamo già che verremo accusati noi, i Boys, sempre e comunque, di aver rotto i bagni. Anche se non è vero, anche se lo riteniamo un gesto inutile, inutile vandalismo fine a se stesso, la colpa dev’essere sempre dell’Ultras. E così sia, nei secoli dei secoli…

Siamo entrati solo ed esclusivamente per esporre gli striscioni che avevamo preparato, per poi uscire e raggiungere gli Ultras del Doria, i quali nonostante muniti di 200 biglietti in Nord (per questo i giorni prima avevamo deciso di entrare) hanno deciso, dopo minacce di arresto e botte da parte delle Forze dell’Ordine, di evitare tensioni a Parma, rimanendo in un bar in zona.

Abbiamo esposto uno striscione per ricordare il Como (“Il tuo saluto un onore, il tuo rispetto un esempio, ciao Como vecchio leone”), uno per Gabriele Sandri (“11/11/07-11/11/10 Gli Ultras non dimenticano, Gabriele vive”) nel terzo anniversario della sua morte, e uno per il Ministro Maroni, ponendo interrogativi sull’inutile scelta di vietare una partita dove le tifoserie sono gemellate da 20 anni: “Maroni si guardi nella coscienza, distingua l’amicizia dalla violenza!”.

Dopodiché abbiamo spiegato le nostre ragioni e senza obbligare nessuno siamo usciti dal Tardini, in 200 circa, per unirci a più numerosi tifosi e Ultras della Samp. Insieme abbiamo improvvisato un corteo intorno allo stadio, pacifico, evitando alcuna tensione ma solamente scandendo i nostri slogan, tutti dietro lo striscione firmato UTC: “11-11-2007 Per non dimenticare, Gabriele Sandri vive”.

Finita la partita siamo rimasti qualche minuto ancora davanti allo stadio, prima di banchettare e brindare tutti insieme: da amici!

La decisione di vietare la trasferta è sicuramente stata presa dall’alto, per ripicca, vendetta, abbiamo già spiegato i motivi, ma il rappresentante dello Stato a Parma, cioè il Prefetto Viana ha avuto l’ultima parola.

La decisione del Prefetto di Parma

Visto che di questo Stato noi siamo cittadini, sarebbe gradito che allora il Prefetto ci spiegasse, dettagliatamente, quali erano le “possibili criticità per la tenuta dell’ordine pubblico” fra due tifoserie gemellate da 20 anni. Siamo pazienti, aspettiamo una risposta.

Concludiamo ringraziando chi ci ha seguito fuori e chi ha portato i colori del Doria in Nord. A malincuore non abbiamo potuto sostenere la squadra, tornata alla vittoria, lo faremo a Bari, ma per noi l’amicizia è più forte di qualsiasi divieto.

Dalla parte del tifo,

BOYS PARMA 1977

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Halloween è passato ma al Casms sono ancora in vena di scherzi…

Dopo le fantasiose decisioni circa il derby di Roma di cui vi abbiamo già parlato, arriva il divieto di trasferta ai sampdoriani in casa degli storici gemellati del Parma!

I Boys ironizzano:

“Apprendiamo con immensa gioia che la temuta partita Parma-Sampdoria verrà vietata ai tifosi blucerchiati privi della Tessera del Tifoso. Fortunatamente la competenza dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e del CASMS ha evitato un’altra domenica di tensione allo stadio Tardini. Come tutti sapranno tra le due tifoserie vi e’ un accesa rivalità da almeno vent’anni e, ogni anno veniva puntualmente riaccesa da episodi spiacevoli, specialmente fuori dallo stadio.

Impossibile dimenticare le sbandierate a centrocampo (fortunatamente poi vietate), le partitelle a calcio tra i due gruppi ultras sui campetti di periferia, le immense cene o pranzi prima o dopo la partita, le bevute in compagnia al Bar Gianni, le serate in discoteca in cui Parmigiani e Doriani si divertivano insieme, gli scambi di sciarpe fuori dallo stadio; in definitiva episodi che fanno male al calcio e allo sport! Fortunatamente tutto questo non avverrà giovedi prossimo e a questo punto ci sentiamo in dovere di ringraziare l’Osservatorio (per aver indicato Parma-Sampdoria come una partita a rischio) e il CASMS (per aver vietato la vendita dei biglietti in Liguria) per l’alto grado di competenza dimostrato.”

Mentre i parmensi non potranno trascorrere una bella giornata con gli amici doriani, saranno 1.100 i biglietti per i catanesi, provvisti di tessera, che potranno recarsi niente meno che nella odiata Palermo!

Pa…rma, Pa…lermo: ma non è che si sono confusi? Il dubbio è legittimo!

Infine un altro, di quelli che noi definiamo capolavori del surrealismo, il Casms lo realizza per Bologna-Lecce.

Se ne erano dimenticati!

E così il provvedimento di restrizione è arrivato in ritardo ed alcuni tagliandi erano già stati venduti? E ora? Nessun problema:

dal sito del Bologna

“In merito alle disposizioni del CASMS che ha limitato la vendita dei biglietti per la gara Bologna-Lecce ai soli residenti in Emilia Romagna, si rende noto che, come comunicato dalla Questura di Bologna, chi ha acquistato i biglietti prima delle ore 13 di oggi potrà accedere allo stadio anche se non residente in regione.”

Non ci resta che aggiungere: dolcetto o scherzetto?

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Derby Lazio-Roma: il Casms si supera!

Libero accesso alla curva Sud per i tifosi giallorossi, in barba alle disposizioni che prevedono l’acquisto del settore ospiti ai soli possessori della tessera del tifoso.

Vendita libera in Monte Mario.

Capolavoro surrealista in tribuna Tevere: ingresso consentito solo a donne, over 60 e bambini!

Per dirla alla Di Pietro: siamo di fronte ad uno “stupro della Costituzione!”

Art.3 : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

A voi ogni tipo di commento…


 

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Dura presa di posizione da parte dei gruppi della curva B di Napoli. In un volantino distribuito in occasione del match casalingo col Cagliari si leggeva:

“02/05/2010 finalmente di nuovo in trasferta, ci verrebbe da dire e da pensare… purtroppo non è cosi!!! Nel rispetto delle nostre tradizioni e delle più elementari norme di libertà, in qualità prima di cittadini, poi di ultras, non parteciperemo alle prossime trasferte, non daremo linfa all’ennesima farsa all’italiana studiata e organizzata dal ministero, dall’Osservatorio, dal Casms. Queste persone possono decidere quanta libertà lasciarci o toglierci, un pò strano per un paese che ama definirsi democratico. Questi signori devono capire che noi non siamo burattini, non possono utilizzarci a loro piacimento, o meglio secondo la loro convenienza. Il tifo con i suoi pro e i suoi contro è la vera essenza del calcio, senza la nostra presenza il calcio è zero. Purtroppo, è un calcio malato, senza via di uscita senza speranza fino a quando ci saranno interferenze che nulla hanno a che vedere con questo mondo, ci riferiamo apertamente all’equità di giudizio che non esiste. Non vogliamo fare del vittimismo, l’ingiustizia di certi provvedimenti è lampante, a noi napoletani per un niente tutto c’è stato vietato, perchè siamo il mostro da sbattere in prima pagina, perchè siamo il marcio da estirpare. A questo gioco non ci prestiamo, e per questi motivi diserteremo le prossime trasferte.”

Ma cosa contestano i napoletani? Proviamo a capirci qualcosa: gli incidenti che hanno contornato il derby di Roma non si sono tradotti, come di consueto, in provvedimenti restrittivi e\o punitivi per le tifoserie capitoline. Un trattamento, ritenuto di favore, che ha di fatto generato una divergenza di giudizio rispetto al metro adottato nei confronti delle altre tifoserie.

Per colmare questa disparità, le autorità competenti hanno riaperto i settori ospiti di tutta Italia. In parole povere: per non imporre divieti alle tifoserie romane e al contempo mostrare una certa equità di giudizio, il Casms ha innescato clamorosamente la retromarcia, arrivando ad annullare decisioni già ratificate (con tanto di proteste da parte dei sindacati di polizia preoccupati di dover modificare in poco tempo i piani di ordine pubblico).

Risultato: laziali presenti a Genova, doriani a Roma, cagliaritani a Napoli, atalantini a San Siro o in Lega Pro, pescaresi a Foggia (col settore ospiti dello Zaccheria ritenuto inagibile fino a poche settimane fa).  Domenica prossima toccherebbe ai napoletani poter andare niente meno che a Verona, sponda Chievo! La curva B ha declinato l’invito…

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Tutti sanno che io sono un fazioso tifoso juventino, probabilmente, se chiedessi un biglietto alla società, mi farebbero assistere all’incontro in quanto ministro. Ma a parte il fatto che finirei su tutti i giornali il giorno dopo, tutti gli altri tifosi juventini non avrebbero comunque accesso allo stadio. E come si spiega questa discriminazione? “

A parlare è il ministro dei trasporti Altero Matteoli intervenuto su Radio 1 per criticare le restrizioni poste alla vendita dei tagliandi  di Inter-Juventus, in programma venerdì. Restrizioni che di fatto consentono l’ingresso a San Siro ai soli abbonati nerazzurri.

La diatriba radiofonica ha visto trai protagonisti anche altri due membri del governo: Maroni (ministro dell’interno e quindi direttamente chiamato in causa) e Larussa (difesa).

Quest’ultimo, in sintonia con la sua fede calcistica, chiedeva al collega se fosse possibile

consentire l’ingresso anche a tutti gli iscritti agli Inter club”

Ma se Larussa “fa il tifoso” occupandosi solo di Inter-Juve, Matteoli invece ne fa una questione di principio e tuona:

“È assurdo ! Chi commette un reato merita di essere punito severamente ma non si può prevenire un reato abolendo il reato. Se vogliamo inasprire le pene ben venga, ma non è possibile proibire ai tifosi di andare allo stadio. Viene meno uno degli spettacoli più belli”

Musica per le nostre orecchie!


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Quando non è l’Osservatorio a dare indicazioni discutibili ci pensano i prefetti ad adottari provvedimenti quanto meno strani.

Parliamo di Fiorentina-Roma. Tra viola e capitolini più volte si sono registrati incidenti, proprio come durante l’ultimo incontro svoltosi al Franchi, nell’aprile 2009.

Sappiamo ormai come funziona: l’Osservatorio valuta i rischi legati alle manifestazioni sportive e dà indicazioni al Casms e alle autorità locali, che poi dovranno valutare le misure da adottare in virtù dei “suggerimenti” dell’Osservatorio.

Nonostante i precedenti e l’ulteriore criticità dovuta all’orario notturno di svolgimento della partita, l’Osservatorio dà il via libera ai tifosi romanisti pur ritenendo la gara a rischio. Leggiamo dalla determinazione dell’Osservatorio

Per l’incontro “Fiorentina – Roma” (serie A) considerato a rischio, il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) è invitato a valutare l’opportunità di suggerire provvedimenti volti a farli disputare con la partecipazione di entrambe le tifoserie, ma con restrizioni nella vendita dei biglietti.
Inoltre, gli organismi sportivi interessati e le Autorità di P.S. di Firenze e Roma sono invitate ad adottare, ciascuno per la parte di propria competenza le seguenti misure:
1. il rafforzamento del servizio di stewarding nelle attività di filtraggio e di controllo sistematico del documento d’identità nei settori a specifico rischio;
2. la contestuale implementazione dell’impiego di operatori di Polizia in appoggio agli steward, per le esigenze di filtraggio e controllo documentale;
3. controllo sistematico degli acquirenti dei tagliandi residenti nel Lazio;
4. adeguata campagna di informazione;
5. lo stretto raccordo tra i responsabili degli organi della Giustizia sportiva e dei servizi di Ordine Pubblico per l’attuazione di una compiuta attività cognitiva, che consenta di registrare tanto gli accadimenti quanto le misure organizzative pianificate ed efficacemente attuate dalla Società, prevedendo anche l’incremento da parte dell’Ufficio Indagini della F.I.G.C. degli ispettori presenti allo stadio “Franchi” di Firenze.

In linea con quanto determinato dall’Osservatorio il prefetto di Firenze Andrea De Martino a adotta una serie di limitazioni:

“per il settore ospiti e’ stata disposta la vendita di un solo biglietto, esclusivamente ai residenti della regione Lazio, e l’incedibilita’ del titolo. I tagliandi per tutti gli altri settori, ugualmente incedibili ad esclusione degli abbonamenti, saranno venduti ai soli residenti nella provincia di Firenze fino alle 19 di sabato 6 febbraio. Questi biglietti  potranno essere comprati solamente presso le rivendite della provincia di Firenze individuate dalla Questura e dalla Fiorentina Calcio. Infine e’ stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi attraverso i siti internet”

Quindi i violenti risiedono tutti al di fuori dei confini laziali e della provincia di Firenze. Non saranno mica i cinesi che vivono a Prato i tifosi viola più scalmanati? E che dire dei pericolosissimi Roma club dell’Umbria e della Toscana!  Saranno sicuramente stati loro a picchiarsi le altre volte! O forse si temono attacchi kamikaze da parte dei turisti giapponesi che tra una visita al Duomo ed una agli Uffizi vorrebbero entrare al Franchi imbottiti di tritolo? E come la mettiamo con i tifosi viola residenti nel Lazio ai quali sarà concesso solo l’acquisto di tagliandi del settore ospiti? Ma soprattutto…

QUESTI DOVE LI METTIAMO???

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di Carmelo Pennisi*

C’è una notizia che circola in questi giorni per tutto il BelPaese: sembra che la Carta o Tessera del tifoso sia stata qualcosa inventata all’interno della polizia italiana. La fonte della notizia è di quelle autorevoli, trattandosi del Ministro dell’Interno Roberto Maroni. In una sua intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, si apprende che la pratica “Tessera del Tifoso” era già sul tavolo del ministro, quando Maroni è arrivato al Viminale. Il ministro di fresca nomina, cioè Roberto Maroni, colpito da questa idea (“idea non mia”, ha tenuto a precisare il ministro), non ha dovuto far altro che lavorare per metterla in pratica. Queste, in estrema sintesi, sono le dichiarazioni di Maroni al Quotidiano Rosa. Dichiarazioni sorprendenti e prudenti, come è nel
costume di un politico navigato e consumato, quale è Roberto Maroni. Il leader lumbard non ha precisato (prudentemente) quale percorso filosofico e pratico è stato fatto dalla polizia di stato, per giungere ad elaborare un’idea innovativa come la tessera del tifoso. Da quale tipo d’osservazione i professionisti del mantenimento dell’ordine pubblico, siano partiti per concludere che ci voleva un mezzo rapido e sicuro per tentare di debellare il fenomeno della violenza negli stadi. La cosa è strana, ad essere franchi, poiché ogni idea, ogni invenzione parte sempre da un’osservazione di un fenomeno empirico della realtà. Ricordate la mela che cadde dall’albero sulla testa di Newton, e che permise al celebre scienziato inglese di spiegarci molte cose sulla forza di gravità? Ecco, nelle vicende della tessera del tifoso del Ministero dell’interno, è proprio questa mela di Newton che manca. Ma andiamo indietro nel tempo, e cerchiamo di chiarire il mistero come se fossimo in un qualche celebre racconto del Commissario Montalbano. Partiamo dal primo indizio. Nell’estate del 2005 una serie di attentati di matrice islamica devastano Londra, città dove vive da sempre una numerosissima enclave italiana. Infatti quel giorno, pochi minuti dopo l’attentato, al Ministero dell’Interno, c’è un attivismo frenetico nel tentativo di avere qualche comunicazione telefonica con la capitale inglese, nelle speranza di avere notizie di prima mano sulla sorte dei cittadini italiani residenti nella Perfida Albione. Il caso vuole (il caso si preoccupa di dare sempre tracce e significati agl’accadimenti) che proprio quel giorno ci sia un cittadino inglese in uno dei tanti uffici ovattati del Viminale: l’ufficio del sottosegretario Alfredo Mantovano. Il cittadino inglese è Anthony Weatherill che, mentre nel monitor televisivo in dotazione dell’ufficio di Mantovano scorrono le drammatiche immagini che giungono da Londra, tenta di illustrare al sottosegretario agl’interni la validità di una piccola idea, che gli era venuta qualche anno prima: l’idea della Carta del Tifoso. Mantovano, con un occhio al monitor televisivo e un altro a Weatherill, ascolta la storia di questo bizzarro signore inglese, tifoso del Manchester United e nipote di Sir Matt Busby. Weatherill racconta come Matt Busby insistesse sempre molto sul rispetto che le società di calcio devono avere verso i propri tifosi, che dovrebbero essere sempre più coinvolti nelle vicende della propria squadra del cuore. Il tifoso, diceva Matt Busby, è il cuore pulsante del calcio, non il semplice acquirente di un  biglietto per entrare allo stadio per assistere ad uno spettacolo. Il calcio, sosteneva il fondatore del mito del Manchester United, non è uno spettacolo di opera lirica, ma è uno splendido racconto che ci parla di passione e di generazioni che passano. Da queste parole del celebre parente, spiega Weatherill a Mantovano, era partita la sua intuizione. Il tifoso non doveva più essere un corpo estraneo delle società di calcio, ma doveva essere incluso in modo attivo nelle loro vicende. Ma come ciò poteva avvenire? Weatherill ci aveva pensato per anni, finché non gli cadde la sua mela sulla testa. Ci voleva qualcosa che rappresentasse in modo pratico e veloce, la voglia di partecipazione dei tifosi. Questo qualcosa Weatherill lo aveva individuato in una card plastificata tipo normale carta di credito bancaria, contenente un chip, un magico chip. Quel chip sarebbe stata la chiave di volta, il simbolo pratico della partecipazione di ogni tifoso alle vicende del calcio. Ecco la prima parola chiave: partecipazione. Mantovano ascoltò con attenzione le parole di Weatherill, e promise di girare il dossier  carta del tifoso, presentato da Weatherill, all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e agl’organi competenti del Ministero dell’Interno. Secondo indizio. Perché Weatherill si recò a parlare con Alfredo Mantovano? Nel 2005 i problemi della violenza nel calcio si erano fatti sempre più pressanti e, tra la totale confusione e mancanza di idee, una piccola idea stava cominciando a farsi largo tra le autorità competenti: sostituire il biglietto cartaceo di ingresso allo stadio, con un biglietto elettronico. Con il dichiarato intento di poter controllare meglio le masse dei tifosi e, così, arginare i violenti. Di questo parlavano tutti i giornali nell’estate del 2005, poco prima dell’inizio della nuova stagione calcistica. Weatherill, che aveva  compreso come un biglietto elettronico  sarebbe diventato subito, agl’occhi dei tifosi, uno strumento da stato di polizia, voleva mettere al servizio della Lega Calcio e degli organi competenti la sua idea di Carta del Tifoso. Un’idea che, come detto, aveva come base il coinvolgimento dei tifosi nella sua gestione. Un cambiamento culturale, quindi, nei rapporti tra istituzioni calcistiche e tifosi. Una carta, quindi, che non nasceva per essere biglietto elettronico, ma che poteva essere messa anche al servizio della causa del biglietto elettronico. Da quel momento né Mantovano, né  l’Osservatorio, né nessuno si fecero più vivi con Weatherill, che andò avanti per la sua strada, poiché non era certo il biglietto elettronico il core business della sua idea. Terzo indizio. Perché ignorare Weatherill e la sua carta del tifoso? Perché rischiare una causa dagli esiti certi con la società che gestisce il suo marchio di Carta del Tifoso e di Tessera del Tifoso? Weatherill ha da anni attivato una collaborazione con Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio (FISCC), a cui ha messo a disposizione il know how della sua Carta del Tifoso. Perché Maroni non ha mai cercato un contatto con FISCC? Perché si sostiene che Maroni non ha avuto come controparte nessuna organizzazione dei tifosi, affermando che non esiste nessuna organizzazione dei tifosi italiani? Eppure basterebbe cercare su internet il loro sito ufficiale…Insomma tutti indizi e domande, che ancora oggi rimangono senza risposta. E intanto la rivolta dei tifosi contro la Tessera del Tifoso del Ministero dell’Interno aumenta. Anche perché i tifosi, come già detto, sono anni che lavorano sulla realizzazione di una propria tessera autonoma, che li farebbe sentire tifosi e non possibili delinquenti schedati come se stessero per entrare in un carcere, piuttosto che in uno stadio. In conclusione, una domanda sorge spontanea: ma è così semplice, in Italia, stravolgere il senso di un’idea? Dalla storia di Anthony Weatherill, parrebbe di sì.

* Sceneggiatore film: ‘Ora e per sempre’

fonte : Toronews

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Riportiamo un articolo interessante di Gianni Mura apparso su La Repubblica

OCCUPARSI di sport, di calcio in particolare, ha i suoi lati positivi. Per esempio, potrei rivolgermi al ministro Maroni a proposito della sua direttiva sulle trasferte dei tifosi ignorando altre e più drammatiche trasferte sul Canale di Sicilia. Potrei ma non posso. Solo due considerazioni. E’ ben strano l’ atteggiamento di molti leghisti. Si propongono come i più accaniti difensori dei valori dell’ Occidente cristiano e appena qualche vescovo o qualche prete dice qualcosa che non gli torna lo mandano brutalmente a scopare il mare (è un modo dire milanese, va inteso come ramazzare l’ oceano e, in greco, farebbe parte degli adùnata). Poi (prima regola: negare comunque, o almeno mettere in dubbio) è piuttosto atroce il loro far di conto. I 5 vivi dicono che erano in 73, morti recuperati 14 (vadoa memoria).E fanno 19, dove sono gli altri 54? Come se il mare fosse un bancomat, una cassetta di sicurezza, ancora un po’ e gli si chiede la ricevuta. Ma si sa che i conti devono tornare (a casa loro anche loro, così imparano). Ma qui si parla di calcio, di altre trasferte. Mi ha stupito il favore con cui le decisioni di Maroni sono state accolte, a parte il mondo degli ultrà (già avvelenato dalla sentenza-Spaccarotella) e Zamparini, che al solito è andato giù piatto parlando di fascismo e Maroni ovviamente ha avuto buon gioco nel rispondergli di leggere qualche libro. Secondo me anche a Maroni non farebbe male leggere qualche libro, non fosse che poi bisognerebbe trovare chi gli spiega quello che ha letto (vedi ‘ 94, decreto Biondi) e si farebbe tardi. In parole povere, per andare allo stadio in trasferta dall’ inizio del 2010 sarà indispensabile la “carta del tifoso”. Indispensabile in Italia, perché all’ estero non sanno cosa sia e già questo potrebbe far sorgere qualche dubbio. Non ci aveva pensato nemmeno la Thatcher, tanto per dire. Il ministro, e gli si può credere, ha sbandierato dati interessanti sulla violenza in calo: meno feriti tra i tifosi, tra le forze dell’ ordine, meno incidenti. Ma è normale, visti i limiti che già ci sono alle trasferte. Vietandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito (“hanno fatto un deserto e l’ hanno chiamato pace”) e non va bene. Ancora, al ministro (e a chi l’ ha preceduto) va riconosciuta l’ attenuante di società calcistiche piuttosto inerti (poche le eccezioni) davanti al problema del tifo violento, oppure poco collaborative, spesso propense a scaricare tutto sulle spalle dello Stato. A volte mi succede di sognare un messaggio congiunt o a l l a N a z i o n e (Maroni-Galliani) il cui succo è: statevene a casa, abbonatevi alla pay-tv che vi pare e amen. Starsene a casa può essere una scelta o un obbligo.

Qualche caso spicciolo:

A: sono un turista cinese ( o messicano) in visita a Roma. Posso acquistare un biglietto per il derby? No.

B: sono un sardo residente a Milano. Posso acquistare un biglietto per Juve-Cagliari? No, molto spesso la vendita è riservata a chi vive nella provincia in cui si gioca.

C: sono un onesto padre di famiglia, parlo il milanese meglio di Bossi e di suo figlio, io di figli ne ho due, posso portarli al derby? No, perché spesso non si può acquistare più di un biglietto a persona.

E poi continuano a dire che bisogna riportare le famiglie allo stadio.

Ecco, nei tre casi mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi in bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a Daspo, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c’ è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un po’ agitati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque, ci pensi la polizia. Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppellisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un’ esigua minoranza. Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare. Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è, né più né meno), a me pare condizionamento di libertà. C’ è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire? – GIANNI MURA

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Situazione paradossale a Firenze durante il prepartita di Fiorentina-Cagliari. I tifosi isolani non hanno creato grandi preoccupazioni a Firenze, durante le ultime stagioni, tuttavia, per le note vicende delle scorse settimane, sono stati tenuti lontani dallo stadio Franchi. Settore ospiti chiuso.

La decisione del Casms di vietare la vendita dei tagliandi per la gara ai non residenti in Toscana ha però generato una situazione di eccezionale imbarazzo. L’incasso, relativo all’incontro in questione, sarebbe stato devoluto a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo e così diversi turisti, ovviamente non toscani, si erano recati allo stadio Franchi per godere di uno spettacolo calcistico e compiere contemporaneamente un’azione di solidarietà. Niente da fare, vietata anche la beneficenza!

Di seguito il comunicato ufficiale della Fiorentina

La Fiorentina comunica che, nelle ultime ore, si è verificata una situazione eccezionale: in considerazione del fatto che l’intero incasso sarà devoluto alle vittime del terremoto d’Abruzzo, molti tifosi viola si sono recati presso le biglietterie per acquistare i titoli d’accesso e dare il loro contributo. Purtroppo, per la gara di quest’oggi, sono in vigore alcune limitazioni del CASMS che impediscono la vendita dei biglietti ai non residenti in Toscana. La Fiorentina, nel tentativo di soddisfare l¹esigenze di coloro i quali hanno sostenuto un lungo viaggio per ragioni sportive ma anche di solidarietà, ha deciso di mettere a disposizione alcuni posti dello Stadio a titolo gratuito.

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