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Un tempo, quando si partiva per andare in trasferta la preoccupazione era riempire lo zaino con panini e birre, la sciarpa al collo e via! Il biglietto era una preoccupazione secondaria. C’era chi faceva la colletta, chi tentava ingressi alternativi e chi, giustamente, pagava. Spesso gli addetti ai cancelli, spinti da compassione, altre volte spinti e basta, facevano entrare gratis parte dei tifosi ospiti. Una cosa era certa, fuori non rimaneva nessuno, per motivi di ordine pubblico. In tutta onestà, non era affatto corretto!

Come al solito però, si è passati da un eccesso all’altro. Attualmente se non hai il biglietto il sabato pomeriggio, la domenica mattina puoi tranquillamente restartene a casa: i botteghini sono chiusi! A tutto vantaggio delle cosiddette società di servizi di ticketing e a svantaggio, come sempre, dei tifosi che pagano di più.

Facciamo alcuni esempi. Uno dei più grandi gestori di ticketing di eventi musicali e calcistici è TicketOne. Poco amato dagli appassionati di musica dal vivo, sta attirando le antipatie anche dei tifosi.

Acquistando un tagliando presso un punto vendita TicketOne, oltre al prezzo per l’ingresso pagherete una commissione relativa ai cosiddetti “diritti di prevendita“.
Giusto, se si sceglie di acquistare in anticipo il biglietto per un concerto.

Ma se si tratta del calcio, la prevendita è obbligatoria, non si ha scelta: i botteghini il giorno della partita sono chiusi. Si sta acquistando qualcosa nell’unica modalità possibile e dunque, che diritti andiamo a pagare?

Non solo, quasi sempre il gestore del punto vendita applica un’ulteriore commissione, del tutto arbitraria e illegale, su ogni tagliando venduto. Le tariffe variano da 1 a 3 euro. Stiamo parlando di soldi intascati a nero, sul biglietto infatti vi sarà stampato un prezzo comprensivo di diritti di prevendita ma non, ovviamente, della “cresta”.

Se pensate che nelle serie minori le cose vadano meglio vi sbagliate. Alcune squadre di Lega Pro si servono del circuito Etes. Si tratta per lo più di squadre con uno stadio piccolo e pertanto è possibile acquistare on line il biglietto poichè non è nominale. Su segnalazione di un nostro lettore abbiamo saputo che per ogni transazione (massimo 4 tagliandi) ci sono ben 7 euro di commissioni varie!

Se pensate a quante migliaia di tifosi settimanalmente pagano dazio a questi signori capirete da soli l’entità del giro d’affari. Figc e Lega rimangono colpevolmente in silenzio, e poi parlano di stadi vuoti…

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Riportiamo la toccante lettera di un tifoso della pistoiese pubblicata sul sito ufficiale del club arancione, esprimiamo a Cristiano tutta la nostra solidarietà.

Dal sito : http://www.acpistoiese.net/

“Mi chiamo Cristiano Gori, sono portatore di handicap alle gambe dalla nascita e sono tifosissimo della Pistoiese. Con questo mio comunicato vorrei essere testimone di quello che mi è accaduto domenica 12 ottobre 2008 in occasione della partita Arezzo-Pistoiese. Seguo la Pistoiese da sempre, in casa non ne perdo una, quando posso vado al campo ad assistere agli allenamenti e spessissimo vado in trasferta assieme ai miei amici del club di cui faccio parte, quello di Badia a Pacciana.

 Come dicevo sono portatore di un handicap dalla nascita che non mi permette di camminare se non con le stampelle e per accedere agli impianti sportivi ho bisogno di un accompagnatore che mi aiuti a salire gli scalini, perché è mia volontà assistere alle partite degli arancioni dal settore ospiti insieme a tutti gli sportivi Pistoiesi. Da sempre sono potuto entrare negli stadi senza biglietto per me e per il mio accompagnatore ma quello che mi è accaduto domenica ad Arezzo ha del grottesco.

Domenica sono partito in macchina con altri 3 amici. Due miei amici erano provvisti di regolare biglietto acquistato presso la prevendita ticket one. Io e il mio accompagnatore non avevamo i biglietti. Già intorno a mezzogiorno eravamo ad Arezzo, abbiamo cercato e trovato un ristorante e abbiamo pranzato. Siamo arrivati allo stadio attorno alle 14.30, eravamo tra i primi. Il piazzale antistante l’entrata del settore era transennato, praticamente eravamo solo noi, pochi Stewart, alcuni tra carabinieri e polizia. Ci siamo avviati all’entrata ma siamo stati bloccati dagli Stewart in quanto non avendo il biglietto non potevamo passare dai tornelli. Siamo stati comunque rassicurati dalle forze dell’ordine presenti che il problema sarebbe stato risolto anche se la responsabilità di carabinieri e polizia era solo per quello che succedeva al di fuori dello stadio e non per gli accessi e che dovevamo parlare con qualche dirigente dell’Arezzo Calcio. Quindi abbiamo chiamato il segretario della Pistoiese che prontamente è arrivato all’ingresso del settore ospiti e parlando con gli addetti alla sicurezza ci ha offerto i suoi biglietti di entrata che però erano nominativi e di tribuna laterale, quindi non adatti a farmi entrare con il mio accompagnatore nel settore ospiti. E’ stato quindi chiamato un addetto dell’Arezzo che ha ordinato ad uno Stewart di risolvere il problema procurando due biglietti presso la rivendita sotto la tribuna dello stadio. A questo punto il mio accompagnatore ha preso i suoi ed i miei documenti e insieme all’addetto si è recato alla biglietteria. Il tempo passava, la partita stava iniziando e in quella giornata faceva anche caldo. Mi sono potuto sedere in terra, appoggiato ad un lampione e non ho potuto fare altro che aspettare il biglietto che mi consentisse di entrare ad assistere alla partita tra lo sdegno e l’imbarazzo delle stessi carabinieri presenti. Per telefono il mio amico mi faceva sapere che alla biglietteria c’erano tantissime persone in coda e che nemmeno lo Stewart riusciva a farsi fare i biglietti in quanto le persone addette avevano problemi tecnici ai computer che stampavano i titoli. Intanto arrivavano altri tifosi da Pistoia e assistevo ad un altro paradosso. Alcuni ragazzi di Pistoia, sono stati bloccati dagli addetti in quanto volevano entrare nel settore ospiti con biglietti di tribuna. Gli Stewart spiegavano che non era possibile e che dovevano entrare nel settore descritto sul biglietto. A nulla è valsa l’insistenza dei ragazzi che non hanno potuto fare altro che entrare in tribuna laterale, dove sono presenti anche i tifosi dell’Arezzo. Dopo pochissimo tempo ho visto partire la celere verso proprio quel settore dove si erano recati i tifosi pistoiesi e sono stati riportati nel piazzale accanto a dove ero io. Non nascondo di avere avuto un po’ di paura e ho chiamato il ragazzo che era alla biglietteria per avvertirlo di quello che era accaduto e consigliargli di tornare indietro e che se non avessero fatto i biglietti sarei stato pronto per tornarmene a casa. Solo dopo quasi un’ora di attesa il mio amico è tornato con una grande sorpresa per me. La responsabile della biglietteria aveva fatto solo un biglietto gratuito al mio accompagnatore e per lo più della curva dei sostenitori dell’Arezzo e per me nessun titolo. Siamo stati comunque accompagnati dagli Stewart all’entrata. A me hanno aperto un cancello per entrare nel settore e al mio accompagnatore hanno sbloccato il tornello perché con il biglietto che aveva poteva accedere alla curva sud e non alla nord. Ho potuto così assistere al secondo tempo della partita.

 Con questa testimonianza non voglio certo fare polemica perché se esistono delle regole sono il primo che dice che queste vanno rispettate. Ma a volte serve anche un po’ di umanità. Non possiamo avere la colpa di essere tifosi di calcio! 

Cristiano Gori – Pistoia”

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