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“Una versione  abborracciata  e inverosimile che arriva al parossismo. Un tentativo maldestro che lo affossa definitivamente!”

Sono le parole del pm Giuseppe Ledda, che definisce in questo modo le versioni fornite dall’agente Luigi Spaccarotella, in merito all’omicidio di Gabriele Sandri. Ed aggiunge che:

“Solo un folle avrebbe potuto correre con il cane armato e il dito sul grilletto. Si sarebbe sparato addosso. Quando si è fermato, l’agente ha di nuovo messo il dito sul grilletto”

Ledda arriva addirittura a mimare il gesto omicida compiuto dall’imputato e tira fuori una pistola in aula! E’  una Beretta, come quella in dotazione a Spaccarotella la mattina dell’11 novembre 2007. Tende il braccio e dice:

“Un braccio era teso! Non ha rilevanza se l’altra mano fosse sull’arma, o sul polso. Se no, a cosa serviva questa mano sinistra? Cos’era un saluto romano? Un saluto generico? Ma via. sono scenari ridicoli”

La richiesta di pena è di 14 anni di reclusione. L’avvocato Bagattini difensore di Luigi Spaccarotella, parla di  “governo maldestro dell’arma in dotazione. Vi sono elementi cospicui e seri per entrare nel ragionevole dubbio che la traiettoria è stata così ampiamente deviata e quindi non c’è la volontarietà” .

Il legale ha cercato di avvalersi della tesi della deviazione del proiettile contestando le perizie di parete civile opponendo il lavoro degli altri periti.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la segnalazione di un evento che si svolgerà il 7 ,l’8 ed il 9 luglio a Roma.

Si tratta del 1° Memorial Paolo Zappavigna. Gruppi della sud romanista unitamente ai cugini della Nord Laziale, ricorderanno Paolo, leader storico della tifoseria giallorossa.

L’intero ricavato verrà interamente devoluto all’associazione ASI Carcere ed al gruppo Idee di Rebibbia.

La manifestazione si terrà dalle 20.30 di oggi, 7 luglio, presso i Campi Sportivi Trifoglio in via Tor Di Quinto 57\a .

Come riportato sul manifesto, possono partecipare tutti…non è richiesta la tessera del tifoso!

Premessa :
Cogliamo nuovamente l’occasione per render merito e vanto a tutti i gruppi organizzati e a tutte le tifoserie d’Italia che con la loro risposta positiva in termini di presenza e di collaborazione hanno reso possibile la riuscita di questo incontro di fondamentale importanza .
Noi tutti , Latina “ Brigata Littoria “ – Tivoli “ Longe et Prope MMII” – Viterbo “ QdS “, in data 25 Aprile 2009 presso Sesto S.Giovanni ( Mi) in occasione del primo incontro, Nazionale, al riguardo “ Tessera del Tifoso” ; di comune accordo nonostante le rivalità che ci dividessero ci facemmo carico di questo onere e onore di ospitare e organizzare un incontro che desse a Noi tutti la possibilità di constatare il reale e incombente pericolo della “ Tessera del Tifoso” e di poter esprimere le proprie idee e i propri giudizi confrontandoli con tutti i presenti a dispetto di rivalità , campanilismo e ideologie politiche contrastanti.
Sapevamo che sarebbe stata dura riuscire nell’intento ma anche e soprattutto grazie a Voi e alla tenacia che ci contraddistingue dal resto del panorama ultras europeo possiamo dire che la prima pietra di questa battaglia è stata posata in terra e la nostra bandiera con i colori della” Libertà di espressione e “ è stata alzata al cielo.
Grazie a tutti .
Resoconto :
In data 28 Giugno 2009 , a seguito dell’incontro avvenuto a Latina trà i rappresentanti di 70 tifoserie e/o gruppi organizzati di Ultras d’Italia coadiuvati dalla presenza di un pool di avvocati Italiani ( Contucci – Adami – Spadafora – Maggi ) con la causale di affrontare e argomentare l’incombente entrata in vigore e obbligo da parte delle società di calcio Italiane di adottare la “ Tessera del Tifoso” si è appreso che :
La Tessera del Tifoso è a tutti gli effetti una carta bancaria prepagata che , con la sua entrata in vigore ( cosa che già è accaduta ) , darà al “Tifoso-consumatore” un programma di fidelizzazione e di “Loyalty” con la propria società di calcio inducendo con l’acquisto della stessa tessera , che andrà a sostituire l’attuale abbonamento, il “Tifoso-consumatore” a una vera e propria campagna di raccolta punti “I Punti Stella “ nel corso dei suoi anni di fidelizzazione con la stessa società.
Una raccolta punti che ripagherà il “ Tifoso-consumatore “ con dei cospicui premi materiali e agevolazioni per l’acquisto dei tagliandi da trasferta in Italia e in Europa . ( Es. Io “socio” avrò un diritto di prelazione e di precedenza sull’acuisto diuno dei “ 2000” tagliandi disponibili per “Arsenal-Roma” a dispetto di chi non ha seguito costantemente la squadra nella stagione in corso o negli anni passati e a dispettosi chi non è socio ; quindi morale della favolao sei “ socio” o te la prendi nel culo).
Se mentre da un lato la “ Tessera del Tifoso “ darebbe a “Noi soci “ alcuni indiscutibili vantaggi,come sconti e accessi vantaggiosi in tutti gli esercizi pubblici convenzionati( vuoi mettere che con 300 punti prendo la maglia del mio beniamino?!?! ) dall’altra sponda del fiume ci sono delle tremende sfaccettature anti-costituzionali che dobbiamo assolutamente combattere una in primis ( la più importante) l’abrogazione dell’ Art. 9 (Art. 9.
1. E’ fatto divieto alle societa’ organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell’interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.).
La tessera del Tifoso avrà una retroattività dal 1989 ad oggi (all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (cosidetto D.A.SPO), ovvero dall’entrata in vigore in Italia della misura cautelativa dei D.A.SPO , e non renderà possibile a tutti coloro che dal 1989 ad oggi ,sono stati colpiti da D.A.SPO anche se assolti in cassazione e/o in procinto di processo di acquistare questo titolo di accesso negli stadi Italiani , a vita.
Inoltre se un singolo individuo è stato colpito da misure restrittive o cautelative anche per reati che non rientrano nel mondo del calcio e dello sport lo stesso individuo rischia di non poter acquistare il titolo di accesso ( Tessera del Tifoso ) negli impianti sportivi nazionali ,a vita.
In poche parole hai avuto problemi con la legge? Bene ! Non entri più a vita negli stadi !
Tutto questo sarà possibile in quanto la messa in atto della “ Tessera del Tifoso” non sarà propriamente come accadde in Inghilterra o in Germania dove sono le società che scelgono con chi avere un rapporto di fidelizzazione ( io presento la mia richiesta di abbonamento e la società decide se accettarla o meno),ma ben si di mezzo tra “ Noi soci “ e le società ci saranno le questure delle nostre città.
Le questure vaglieranno tutte le richieste che perverranno alle singole società di calcio che accetteranno la “New Form” della Tessera del Tifoso e faranno una completa scrematura togliendo da tutte le richieste tutti coloro egli ritengano individui pericolosi per la collettività in quanto hanno avuto problemi legislativi dal 1989 ad oggi di qualsiasi carattere essi siano stati.

Le soluzioni sarebbero due :
- modificare il comma 7 dell’art. 6 della legge 401/89 e tornare a dare al giudice la facoltà – e non l’obbligo – di applicare il daspo insieme con la condanna;

- modificare l’art. 9 della legge 401/89 disponendo che la “tessera del tifoso” non possa essere rilasciata a chi ha daspo in corso e a chi ha subito condanne per reati “da stadio” negli ultimi 5 anni purché non abbia già scontato il daspo per lo stesso episodio.

“Noi tutti “, a seguito dell’incontro avvenuto a Latina trà i rappresentanti di 70 tifoserie e/o gruppi organizzati di Ultras d’Italia coadiuvati dalla presenza di un pool di avvocati Italiani ( Contucci – Adami – Spadafora – Maggi ) con la causale di affrontare e argomentare l’incombente entrata in vigore e obbligo da parte delle società di calcio Italiane di adottare la “ Tessera del Tifoso” siamo arrivati alla conclusione che :

1) FARE AVERE A TUTTE LE SOCIETA’ UNO SCRITTO ( che sarà appositamente inviato a tutte le tifoserie di cui abbiamo ricevuto i contatti e anche a quelle non presenti tramite vie traverse “basta chiedere” o recarsi sul sito dell’avvocato Contucci www.asromaultras.it) DOVE COME TIFOSERIA INVITIAMO LA SOCIETA STESSA A NON ADERIRE ALLA TESSERA DEL TIFOSO, , CAPIAMO CHE IN CERTE PIAZZE NON CI SONO RAPPORTI, MA NON SERVE LA CONSEGNA A MANO, E NON PER FORZA NON DEVE ESSERE UNO DI VOI O NOI A FARLO, CI SONO GIORNALI, EMAIL ECC INSOMMA I MESSAGGI SE SI VUOLE ARRIVANO, CHIARI E PRECISI…

2) SI DEVE DIRE A TUTTI DI NON FARE LA TESSERA DEL TIFOSO E, COME GIA SUCCEDE INDIVERSE CITTA, LA PRIMA E’ STATA ROMA, NON COSTA NIENTE METTERE ADESIVI, VOLANTINI ECC CON QUESTA FRASE..NO?
LA GENTE DEVE CONTINUAMENTE VEDERE QUESTA FRASE, BISOGNA TEMPESTARE DI NO, I NOSTRI FIGLI, I NOSTRI GIOVANI E CHI ANCORA VIVE DI QUESTA MERAVIGLIOSA CREATURA CHIAMATO MONDO ULTRAS, DEVE SAPERE, COSI COME DEVE SAPERE CHI NON E’ ULTRAS, MA TIFOSO, IL QUALE MAGARI, CHISSA’ PER QUALE MOTIVO SI TROVERA A NON POTER ANDARE ALLO STADIOSE DOBBIAMO MORIRE DECIDIAMO NOI COME, E I PRIMI CHE NON DEVONO FARLA SONO I RAGAZZINI, QUELLI CHE SARANNO I TIFOSI DEL FUTURO, QUELLI CHE MAGARI POTREBBERO ANCHE ABITUARSI ALLO STADIO CHE VUOLE IL SIGNOR MARONI…E CON LUI TUTTI I GOVERNI CHE NEGLI ANNI SI SONO SUSSEGUITI, E QUESTO DEVE ESSERE CHIARO A TUTTI FUORI LA POLITICA DA QUESTA BATTAGLIA, NON ESISTE PER UN TIFOSO O ULTRAS, IL GOVERNO BUONO O CATTIVO.
3) Dobbiamo assolutamente martellare le nostre strade la nostra gente le nostre piazze di questo costante e univoco “ No alla tessera del tifoso” informare con volantinie articoli di giornale o con qualsiasi mezzo a vostra disposizione la gente comune di cosa rappresenti questa tessera del tifoso ,anche con incontri mirati nelle vostre città

4) Molto sicuramente prima di una eventuale manifestazione nazionale di cui si è approfonditamente parlato durante l’incontro,ci sarà un nuovo punto di incontro che faremo sapere a tutte le tifoserie presenti e anche a quelle che non sono potute intervenire,proprio per far accrescere il numero delle tifoserie partecipanti.
5) Restare tutti univocamente fuori quanto meno le prime due giornate di campioanto,tutti con un unico striscione,tutti affianco dei nostri fratelli diffidati che non potranno ,allo stato attuale delle cose mai piu accedere ad un impianto sportivo.

Con questo scritto e con la convinzione e la consapevolezza che tutti “Noi” siamo pronti a batterci per i nostri diritti ,per la nostra passione, per la nostra Libertà e quella di chi verrà dopo di noi vi ringraziamo nuovamente per la Partecipazione.

Monta la protesta delle tifoserie italiane contro la tessera del tifoso,  che stando ai proclami del ministero dell’Interno, dovrebbe essere obbligatoria dalla prossima stagione. L’ultima azione eclatante è quella del gruppo udinese “Friulani al seguito”. Quattro croci di legno conficcate nel muro in  quattro punti della città. La prima è stata facilmente notata dai Carabinieri, poichè posta nella recinzione di un appartamento confinante con la sede del Comando provinciale.  Il gruppo ritiene la Tessera del Tifoso un passo decisivo verso la “morte del calcio”.

Lorenzo Contucci è ormai un nome noto negli ambienti Ultras e non solo. Curatore del sito  www.asromaultras.org e difensore degli Ultras, dentro e fuori, le aule dei tribunali è stato intervistato di recente in merito alla Tessera del Tifoso.

di Giacomo Russo Spena su “il manifesto”

È l’anticamera della carta sui diritti civili, un provvedimento da Ventennio». Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras ed esperto del pacchetto antiviolenza negli stadi, osteggia l’introduzione dal prossimo campionato della tessera del tifoso. Voluta dal ministro Amato (subito dopo la morte a Catania del commissario Raciti) e messa in pratica adesso da Maroni, si presenta come uno strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio. Per contrastare gli episodi di violenza.

Dov’è il problema avvocato?
Non sono contrario di per sé alla tessera perché è corretto che una proprietà adotti una fidelizzazione coi propri supporter e cerchi di invogliare il proprio cliente con un rapporto di natura premiale. Se sono un sostenitore che va sempre allo stadio in casa, è giusto che in trasferta guadagni dei punti che mi consentono delle agevolazioni rispetto a quelli di solito guardano la partita in televisione.
E allora?
Questa non è la tessera del tifoso ma quella del Viminale, nel senso che da un lato la società si regola con i clienti-tifosi, dall’altro ci vuole il nullaosta della questura come per il porto d’armi. Si configura uno stato di polizia.
Quindi contesta il controllo delle questure?
Il problema sono i criteri con cui viene distribuita la tessera. Vieta l’emissione o la vendita per qualsiasi persona sottoposta a daspo o che è stata condannata, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Quindi se uno, sbagliando, fa una bravata da giovane poi per tutta la sua vita non potrà più entrare negli stadi.
In realtà Lega Calcio e Viminale dicono che non possono usufruirne solo chi ha una diffida in corso o chi ha avuto una condanna negli ultimi 5 anni.
Non è vero. Mentono sapendo di mentire. L’articolo 9 della legge 401 del ‘89 è chiarissimo: non devi esser stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o causa di manifestazioni sportive. E non c’è scritto negli ultimi 5 anni. Stesso discorso per il daspo. In base all’articolo tutti i soggetti che hanno ricevuto una diffida, in qualunque anno, per qualsiasi ragione e qualsiasi sia stato l’esito del procedimento penale, non potranno avere la tessera. Poi forse le questure faranno una circolare per ammorbidire il provvedimento. Ma la legge rimane quella.
Quindi anche se alla fine uno viene prosciolto non può più accedere negli impianti?
Certo, la legge non prevede questo caso. C’è un vulnus giuridico, siamo allo azzeramento dei diritti civili di una persona. E malgrado quanto dica il ministero degli Interni a Milano ci sono già alcuni precedenti.
La tessera del tifoso infatti prende come modello la carta milanista Cuore Rossonero.
Un caso?Forse c’è un piccolo conflitto d’interessi (ride, ndr). Comunque la società ha distribuito all’inizio del campionato migliaia di tessere e successivamente il Viminale ne ha bloccate tantissime facendo un grande screening. Alcune sono state invalidate e inserite in un’apposita black list. Da qui il grido d’allarme delle tifoserie del Paese.
Nel resto d’Europa però esistono le tessere del tifoso e il modello non crea malumori.
Ma non sono gestite dallo Stato. A differenza dell’Italia le società sono padrone degli stadi quindi decidono loro chi volere: il nullaosta non viene dato dalla questura. Ad esempio, in Inghilterra le membership card sono gestite dalla proprietà, sono a pagamento e hanno sostituito il pubblico da popolare a ceto benestante. Non tutti possono permettersi la gold card. E’ un meccanismo turbocapitalista, non mi piace ma è così e gli ultras lo accettano.
La scritta «No alla tessera del tifoso» campeggia sui muri di molte città italiane da Roma a Firenze, Napoli e Milano. Sta rinascendo un movimento ultras?
Stanno localizzando la protesta attraverso campagne di sensibilizzazione, ma non escludo che facciano anche una manifestazione nazionale. Non sono contrari, ribadisco, alla tessera in generale ma ai suoi criteri di assegnazione. Chiedono di modificare due articoli della legge, per il resto sono anche favorevoli a vietare la tessera per chi ha un daspo in corso o ha commesso, negli ultimi 5 anni, reati in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Con un pizzico di buon senso Maroni potrebbe risolvere facilmente la questione, c’è di mezzo la democrazia. Altrimenti faccia come vuole e si troverà proteste ovunque e stadi vuoti.
A livello legale sta preparando un’offensiva?
Sono pronto insieme a un pool di avvocati a fare ricorsi di ogni tipo e in qualsiasi sede. Compresa
la corte di giustizia europea. La partita è appena iniziata.



Abbiamo già parlato di cinema e tifo calcistico a proposito del film “L’ultimo ultras” del regista Stefano Calvagna. Un nuovo film italiano,  sugli Ultras è in cantiere e si tratta di “Secondo Tempo” di Fabio Bastianello. Di seguito l’articolo tratto dal blog “Sport e Motori” di Blogosphere.

secondoTempofilm.jpg

Martedì scorso ho avuto modo di seguire da vicino le prove milanesi di “Secondo Tempo”, film sulla violenza negli stadi. Ho scoperto il progetto grazie a Facebook e al sito ufficiale, dove trovate tutte le informazioni necessarie.

secondoTempo1.jpg Devo ammettere che inizialmente ho pensato al classico film di denuncia prodotto da chi di dinamiche da stadio e di ultras non sa decisamente nulla. Un bel frullato d’ipocrisia da bere tutto d’un fiato. Mi sono però ricreduto osservando le prove degli attori e la preparazione fisica che stanno sostenendo per reggere la fatica delle riprese. Infatti il film sarà girato in un’unico piano sequenza di ben 105 minuti. Appuntamento il 5 luglio 2009 allo Stadio Olimpico di Torino alle ore 9.30 per i tre ciak in programma. Ve lo segnalo perché è possibile partecipare come comparsa in qualità di tifoso (cliccate qui per saperne di più).

Durante le prove (impressionante il realismo raggiunto in alcuni frangenti, mi sembrava davvero di essere in uno stadio) ho potuto chiacchierare con il regista Fabio Bastianello. “Raccontiamo la storia di due fazioni ultras che si scontrano e della polizia che deve intervenire - ci ha spiegato nella video-intervista che vedete qui sotto - In questo momento sto preparando gli attori al grande sforzo fisico che dovranno fare. Gireremo per 105 in presa diretta senza mai staccare la camera. Loro dovranno recitare, partecipare agli scontri, spostarsi da un lato all’altro della curva senza sosta. Servirà fiato e preparazione fisica. Non è semplice gestire una situazione del genere in una curva di uno stadio”.

Interessante scoprire che molti operatori saranno mascherati da comparse: “I truccatori saranno in scena e potranno intervenire quando ci sarà bisogno. Useremo 32 microfoni panoramici e 27 clip sugli attori. E’ la prima volta che si tenta una cosa del genere. L’obiettivo è quello di mostrare cosa succede durante gli scontri allo stadio. Vogliamo essere il più realisti possibili”. Infatti gli attori si stanno allenando per evitare di farsi male durante gli scontri (guardate il video qui sotto).

La presenza del sito ufficiale e del profilo su Facebook dimostra inoltre che la produzione crede fermamente nella Rete: “Il web è fondamentale, più della televisione - prosegue Bastianello - Ricordiamoci che ‘The blair witch project’ ottenuto successo grazie all’esposizione mediatica che internet gli regalò”.

In merito al post precedente riportiamo un interessante articolo tratto da: www.asromaultras.org :

Maroni è poco informato:

a) non “alcune tifoserie” sono contrarie: sono TUTTE contrarie (se non quelle conniventi per motivi di lucro);

b) le manifestazioni, nella Repubblica Italiana, non si organizzano “addirittura”: si fanno punto e basta, visto che i tifosi sono cittadini come tutti gli altri;

c) chi è contro la tessera non è contro la sicurezza ma contro una norma assurda: l’art. 9 della legge 401/89; d) le tifoserie non sono contro la tessera del tifoso (gli slogan sono semplicistici: del resto se una tessera del genere viene chiamata in tal modo, la risposta è egualmente facile): sono contro l’art. 9 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 (ed anche contro il comma 7 dell’art. 6 della stessa legge) che stabilisce alcuni criteri OBIETTIVAMENTE ingiusti, rimossi i quali non credo ci siano problemi a un meccanismo comunque del tutto inutile (Napoli/Milan docet ed anche Napoli/Inter, di cui non ci sono state notizie sui giornali per via della censura mediatica che vige in questo Paese), visto che i tifosi sono già schedati in tutte le maniere con biglietti nominativi et similia.

Del resto, anche al di là della legge, è lo stesso modulo che ognuno di noi dovrà (meglio: dovrebbe) firmare per fare la tessera che conferma quel che dico. Prima di tutto bisogna ricordare che se si dichiara qualcosa di non esatto nell’autocertificazione che vedete qui a destra, si viene denunciati e si dovrà subire un processo penale. Dopo di ciò, a parte che l’intestazione della certificazione non coincide con il contenuto da dichiarare, la tribale modulistica in questione contiene:

a) una violazione di legge;

b) un eccesso di potere;

c) una disposizione corretta (secondo la legge) ma assurda. Lo dimostrerò con una certa facilità.

Iniziamo dall’intestazione? Ma sì, iniziamo. “Certificazione di assenza di condanne penali e carichi pendenti” significa che si deve dichiarare: a) di non aver mai riportato una qualsiasi condanna penale, per qualsiasi reato; b) di non avere in corso alcun procedimento penale nel quale già si è già stati rinviati a giudizio: in altre parole, chi ha un vero e proprio processo in corso.

Come vedrete, invece, nella autocertificazione si dovrò dichiarare tutt’altro, visto che si chiede: a) di non essere sottoposti a provvedimenti d.a.spo. (che non sono procedimenti penalei ma provvedimenti amministrativi); b) di non essere sottoposti a misure di prevenzione (ad esempio, sorveglianza speciale); c) di non essere stati condannati per reati “da stadio”. Quindi l’intestazione non coincide con nulla di ciò che è richiesto e chi l’ha predisposta è un analfabeta giuridico.

Poi abbiamo detto che c’è una

a) VIOLAZIONE DI LEGGE nella prima casella da barrare, il povero tifoso deve dichiarare di non essere destinatario di un daspo: l’art. 9 della legge antiviolenza n. 401/89, invece, dice che bisognerebbe dichiarare di non essere STATI destinatari di daspo, anche in passato, quindi. La (totalmente falsa) interpretazione della norma è comunque condivisibile, visto che è logico che il “daspato” non possa avere la tessera. In futuro, tuttavia – per capriccio o per gli inevitabili incidenti che ci saranno comunque – potranno comunque inibire lo stadio non solo a chi ha un daspo in corso ma anche a chi lo ha avuto in passato. Lo dice la legge, e il Ministero dell’Interno dovrebbe seguire la legge. Invece non lo fa, anzi, andando avanti con la lettura della modulistica, crea di propria iniziativa categorie di persone interdette dallo stadio, con un evidente

b) ECCESSO DI POTERE Più che di eccesso di potere si dovrebbe parlare di “creazione di potere”. Il Ministero dell’Interno diviene Legislatore. Non credo sia mai accaduto, né in Cina né in Cile. La seconda casella, infatti, riguarda (escludendoli dagli stadi) coloro che sono sottoposti alla sorveglianza speciale di P.S., in base alla legge 1423/56. Già, peccato che l’art. 9 della legge n. 401/89 che discplina chi può entrare allo stadio e chi no, non lo preveda, visto che si riferisce solo a chi ha avuto un daspo e a chi è stato condannato per reati da stadio. Del resto è norm ale che, in uno stato di polizia, la polizia crei delle norme che non esistono, altrimenti che stato di polizia sarebbe?

Finiamo con l’unica:

c) DISPOSIZIONE CORRETTA MA ASSURDA perlomeno per quel che dice l’art. 9 della legge 401/89: la terza casella esclude dagli stadi chiunque sia stato condannato, anche solo in primo grado, per reati commessi in occasioen o a causa di manifestazioni sportive. Senza limiti temporali. E’ quel che dice la legge, infatti. Se, quindi, il povero Mario Rossi, tifoso, è stato condannato nel 1989, ma anche nel 1957,come anche nel 1898 a 1000 lire di multa per un reato da stadio, non potrà avere la tessera del tifoso. E se dice che non ha avuto condanne sottoscrivendo il modulo qui a fianco, commette un reato. E’ vero o non è vero?

“Tutti devono capire che verranno premiate le società che investono in sicurezza, mentre chi non intende farlo, dovrà affrontare misure molto restrittive. Se tutti avranno la carta del tifoso, l’attività dell’Osservatorio nazionale sulla manifestazioni sportive sarà ridotta al minimo e saranno garantite le condizioni di massima sicurezza. Mi dicono che alcune tifoserie sono contrarie e che addirittura vogliono organizzare una manifestazione. Chi è contro questa tessera è contro la sicurezza e con me avrà vita dura.”

Queste le parole del ministro Maroni alla presentazione della carta del tifoso dell’Inter, riportate sul sito de La Repubblica. Come previsto nessuno spiraglio per un civile e democratico confronto con i tifosi che, in quanto sudditi, dovranno limitarsi a subire le decisioni del Viminale.

E’ vero che molti sono apertamente ostili all’adozione della tessera del tifoso, ma è altrettanto vero che altri, sebbene possibilisti, sono scettici circa la reale efficacia di questa misura. Il precedente di Napoli-Milan, della stagione appena trascorsa, è senz’altro sconfortante!

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato dei Red Blue Eagles L’Aquila

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I Red Blue Eagles L’Aquila 1978 rendono noto i primi risultati del conto corrente bancario aperto in seguito al terremoto del 6 Aprile 2009 (per tutte le informazioni vedi precedenti comunicati 1 e 2 ), al giorno 15 Maggio 2009, i gruppi Ultras che hanno già aderito alla nostra iniziativa sono:
ASSOCIAZIONE SPORTIVA GUBBIO 1910
PANTHERS FANO 77
GIOVANNINI S.N.C. (un Ultras Curva Sud Roma)
I CANI SCIOLTI DI LECCE
CRIPS 1988 CASERTA
FEDAYN BRONX CASERTA
SETTORE SUD CASERTA
FOREVER ATALANTA
CURVA SUD BENEVENTO
U.T.S.B. CASSINO

Al momento la cifra raccolta è pari a 4.650,22 €.
Altri gruppi Ultras si stanno adoperando alla raccolta fondi e saranno prossimi al versamento. Raccomandiamo a tutti di precisare bene il nome del gruppo di appartenenza, per noi è importante saperlo.
I risultati verranno aggiornati periodicamente: su internet, giornali sportivi e riviste ultras.
Ringraziamo tutti i gruppi Ultras che hanno già aderito e tutti quelli che lo faranno prossimamente.

IL VOSTRO GESTO NON SARA’ MAI DIMENTICATO
PER SEMPRE ULTRAS
NON E’ FORTE CHI NON CADE MA E’ FORTE CHI CADE E SI RIALZA, L’AQUILA RIALZATI E TORNA A VOLARE.
RED BLUE EAGLES L’AQUILA 1978

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Crediamo sia utile riportare i dati del conto corrente e i contatti dei  responsabili di questa iniziativa:

Conto Corrente:numero 2235 presso BCC di Roma – Agenzia di Sassa (AQ) nr.73

Codice Iban: IT 25 V 08327 03601 000 000 00 2235

Intestazione: Caruso Pasquale Giuseppe – Di Filippo Emilio – Iannini Andrea – Pace Antonello – Tinari Paolo

Causale: FONDI PRO-TERREMOTO-RED BLUE EAGLES L’AQUILA 1978

Nr. di telefono: 349/5877022 – 339/5363332

Indirizzo email: d_squadrito@yahoo.itù

Infine, per dovere di cronaca ci preme sottolineare l’impegno profuso anche da tante altre tifoserie, oltre a quelle citate, che nei modi più disparati hanno contribuito ad alleviare il dolore del popolo aquilano. Onore a loro!

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