Curare è meglio che prevenire…

Sono nove i tifosi ossoblù individuati dalla Digos, che verranno tenuti lontano dagli stadi per almeno 3 anni. Grazie alle telecamere poste fuori dal ‘Luigi Ferraris’, sono stati individuati come responsabili degli incidenti avvenuti fuori dall’impianto di Genova in occasione dell’ultima di campionato Genoa-Lazio. Negli scontri, iniziati a causa della mancata autorizzazione per l’ingresso di uno striscione, rimasero feriti 11 poliziotti.

Palese dimostrazione del fallimento delle nuove norme antiviolenza. L’inutilità dell’inasprimento dei controlli relativi all’ingresso nello stadio di materiale innocui, quali striscioni e bandiere, provoca una prevedibile reazione da parte delle tifoserie. Queste nove diffide e soprattutto questi undici agenti feriti sono frutto della scellarata applicazione di leggi inefficaci a combattere la violenza ma utilissime a reprimere il lato sano del fenomeno tifo!

la curva del genoa ai tempi della fossa

PETIZIONE ON LINE IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NEGLI IMPIANTI SPORTIVI ITALIANI

Viste le modifiche apportate dal Parlamento al testo del decreto legge sulla violenza negli stadi, trasformato in legge 4 aprile 2007 n. 41, in particolare in riferimento al divieto di introdurre ed esporre striscioni e/o bandiere all’interno degli impianti sportivi, solo qualora incitino alla violenza o contengano ingiurie o minacce;

Considerato che gli strumenti di legge attualmente in vigore (pene severe per chi espone striscioni vietati e telecamere a circuito chiuso che consentono l’immediata identificazione del trasgressore), uniti ad uno scrupoloso controllo del materiale all’ingresso dello stadio, sono comunque condizione più che sufficiente per evitare che, all’interno degli impianti sportivi, appaiano striscioni violenti, razzisti e/o offensivi;

Noi firmatari chiediamo all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di rivedere e adeguare la delibera n. 14 dell’8 marzo 2007 sulle procedure di ammissibilità di striscioni e bandiere, attenendosi esclusivamente alle disposizioni legiferate.

In particolare, chiediamo che vengano aboliti tutti i divieti relativi a quegli strumenti di tifo non violenti - striscioni, bandiere, tamburi e megafoni - indispensabili per incitare e supportare, in maniera appassionata e creativa, la propria squadra.

Chiediamo, infine, che vengano abolite anche le tortuose procedure burocratiche richieste al fine di ottenere l’autorizzazione ad esibire uno striscione e/o una bandiera.

http://www.petitiononline.com/sast07/petition.html

GIU LE MANI DAGLI ULTRAS

VERITA’, GIUSTIZIA !

Non credo ci sia bisogno di alcun commento. Le parole di Paolo, di Brescia, pesano come un macigno sulla coscienza dell’intero paese!

Verità, giustizia!

Il fiuto di un pastore…tedesco

CESENA – Non riuscivano a stare lontano dal pallone e dall’atmosfera degli stadi. Perciò quattro ultras bianconeri, colpiti dal Daspo (il provvedimento che vieta di accedere alle manifestazioni sportive) si erano inventanti una vacanza in Germania per assistere al match di Bundesliga che vedevano opposte Stoccarda e Borussia Dortmund. L’escamotage, tuttavia, non è passato inosservato alle forze dell’ordine che hanno denunciato i supporter per violazione del provvedimento.

La bravata dei quattro tifosi è costato un inasprimento della proibizione a star lontano dagli stadi per un periodo da due a cinque anni. Tutto ha avuto inizio il 19 novembre scorso quando i quattro tifosi bianconeri si erano recati in Questura per richiedere un esonero dall’obbligo di firma nella giornata del primo dicembre perché dovevano andare a Stoccarda per un viaggio.

Il permesso venne concesso. Alcuni agenti hanno tuttavia pensato che i quattro si stavano recando in una città dove esiste un forte gemellaggio con la tifoseria bianconera. Occhio al calendario il primo dicembre era in programma nella città tedesca il big-match contro il Borussia Dortmund. La Polizia di prevenzione, su richiesta della Questura di Forlì-Cesena, hanno inviato una segnalazione agli agenti tedeschi per avvertirle sulle possibili intenzioni dei quattro ultras. Ed i cesenati furono sorpresi effettivamente con il biglietto in mano.

Si tratta di una vicenda dalla notevole rilevanza in quanto rappresenta la prima applicazione del provvedimento del Daspo oltre il confine italiano.

Pensavate che la vicenda del fiorentino finto influenzato fosse paradossale? Bene, questa la supera! Nemmeno in un film di James Bond l’avrebbero potuta immaginare…Addirittura si sono messi a vedere il calendario della Bundesliga! Bravi !

Non si è qui a rimproverare agenti della polizia statale che hanno irreprensibilmente compiuto il loro dovere, anzi! Permettete però, che il mio pensiero vada ai familiari delle vittime degli anni di piombo, cadute per mano di assassini ancora latitanti o semplicemente in vacanza da una vita, lontani dall’Italia…

Achille Lollo

Neanche il KGB era così irreprensibile !

Si finge malato per andare allo stadio

19/03/2008 - Non ha resistito alla tentazione di andare allo stadio, sebbene fosse sottoposto a ‘Daspo’ fino al 2010.Cosi’ si e’ finto malato ed e’ andato a vedere la partita Fiorentina-Genoa, ma e’ stato scoperto e arrestato dalla Polizia. Protagonista della vicenda il 24enne Matteo Ahmed Nur, leader del disciolto gruppo ‘Firenze Ultras’ che ha comunicato all’Ufficio Anticrimine della Questura di non poter ottemperare all’obbligo di firma previsto dal provvedimento, per motivi di salute, e che avrebbe poi fatto recapitare la relativa certificazione. Il personale dell’Anticrimine pero ha immediatamente informato i colleghi della Squadra Mobile e della Squadra Tifoserie della Digos che, intuendo l’intenzione del giovane di voler soltanto aggirare la prescrizione per poi recarsi allo stadio, hanno avviato le indagini. In collaborazione con il Gruppo Operativo di Sicurezza gli agenti hanno esaminato le immagini riprese dagli specialisti della Polizia Scientifica e di quelle dell’impianto di video sorveglianza a circuito chiuso dello stadio Franchi, e hanno individuato il giovane all’interno del parterre della Curva Fiesole. Per non farsi identificare dalle telecamere, Nur ha cercato di coprirsi il volto con un cappellino e una sciarpa, poi rinvenuti nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dagli investigatori della Questura. Il 24enne, che era stato sottoposto a ‘Daspo’ dal questore di Firenze, Francesco Tagliente, il 23 febbraio del 2007, e’ stato arrestato.

Leggendo la notizia sopra riportata, mi è subito balzata alla memoria, la scena di Fantozzi in cui, dopo essersi finto malato incontra il direttore generale galattico al circo…Non giustificando ma, al contempo, comprendendo il tentativo del tifoso viola di trasgredire il provvedimento DASPO a suo carico, ci si rende subito conto di un’estrema attenzione da parte della Questura fiorentina. In questo caso hanno colto il bambino con le mani nella marmellata, ma sorgono due domande : la stessa irreprensibilità ed efficienza è garantita sempre o solo nei confronti dei reati da stadio? E, soprattutto, ma ogni volta che un diffidato prende l’influenza, subisce questa procedura fatta di pedinamenti, perquisizioni domiciliari e smascheramenti?

Reato d’opinione, a breve lo psicoreato!

Daspo per due tifosi del Pisa che lo scorso 16 febbraio durante la partita contro il Mantova avevano esposto uno striscione con il disegno del Ministro dell’Interno Giuliano Amato e di un poliziotto col manganello in mano recante la scritta “Siete voi i veri criminali”. Il provvedimento prevede il divieto ad assistere per tre anni a manifestazioni sportive e l’obbligo di firma in questura.

la curva del Pisa

A dispetto dell’art.21 della costituzione, i tre provvedimenti a danno dei supporters pisani sfiorano lo psicoreato di orwelliana memoria. Nessuna libertà di espressione permessa all’interno degli stadi e clima simile a quello della Corea del Nord. Per tre anni questi famigerati criminali saranno tenuti a recarsi in questura in concomitanza delle partite del Pisa per evitare che possano esprimere giudizi infamanti nei confronti delle istituzioni…

Calcio teledipendente.

Inter-Livorno, anticipo della 4a giornata di ritorno del campionato di serie A, in programma sabato 16 febbraio si giocherà alle ore 16 anziché alle 18: e questo per non sovrapporsi con gli altri due anticipi, Parma-Milan (ore 1 8) e Juventus-Roma (20,30).
Il derby Lazio-Roma del 19 marzo spostato dalle 20,30 alle 21,15!!!

Un’ulteriore spalmatura delle gare del campionato è prevista per il prossimo anno: una partita alle domenica a pranzo (ore 13) e  una al lunedì sera, come all’estero. Il turno di campionato potrebbe iniziare quindi nel primo pomeriggio del sabato e finire il lunedì notte. Per fortuna da noi non si parla ancora di partite giocate a Dubai, piuttosto che a Mosca, ma lo strapotere delle Tv è davvero devastante.

La Lega Calcio abbagliata dai soldi dei diritti televisivi sta letteralmente calpestando le abitudini decennali dei veri tifosi, quelli che a dispetto delle distanze e delle condizioni metereologiche affollano, o meglio affollavano, le gradinate degli stadi italiani. Si va sempre più verso un modello di fruizione dello sport tipicamente americano. A tutto ciò vanno aggiunti i problemi della repressione e del caro biglietti. Si parla di ricostruzione e ammodernamento degli stadi, ma in verità ne stanno progettando la chiusura!

Reato o non reato?

 

NARDO’ - Il giudice monocratico della sede distaccata del Tribunale di Nardò, Giuseppe Biondi, ha assolto con la formula «perché il fatto non costituisce reato», i due supporters della squadra di calcio del Casarano che milita nel campionato di Eccellenza. Si erano resi “colpevoli” dell’accensione di due fumogeni. Le solite cose all’italiana: prima del fattaccio di Catania (l’uccisione di Raciti) nello stadio potevi fare di tutto: da invadere il campo a sputare e insultare arbitri e agenti; da fare una rissa a portare sugli spalti artiglieria pesante. Ora non puoi nemmeno gettare i coriandoli. E’ chiaro, poi, che capitano corto-circuiti come questo. Ma agli ultras e alla polizia bisogna dire CHIARAMENTE come comportarsi. Altrimenti saremo sempre punto e daccapo. Ora gli ultras sanno che non succede nulla se fanno una cosa espressamente vieteta dalla legge; gli agenti di polizia, per evitare la frustrazione di veder vanificato il proprio lavoro, che faranno? Guarderanno dall’altra parte? Non porteranno più le videocamere?

I due tifosi vennero arrestati il 18 gennaio scorso perché riconosciuti, nelle riprese effettuate durante il derby col Nardò (la partita venne giocata due giorni prima, di mercoledì), come gli autori del lancio di fumogeni in campo.
Si tratta di Mirko Manco, 26 anni, che per tre anni era stato allontanato dagli stadi per una Daspo (il divieto era comunque scaduto ben prima del derby) e di Mauro De Matteis, di 31 anni.
D’intesa con l’autorità giudiziaria, i due supporter vennero arrestati dagli agenti della della Digos.
La nuova legge sulla violenza negli stadi prevede l’arresto, entro le 48 ore dall’accadimento dei fatti, anche quando i fumogeni detenuti da chi si trova negli stadi o vicino ad essi sono spenti. E nel caso di quelli contestati ai due supporter del Casarano, non solo erano accesi ma vennero anche lanciati. L’assoluzione è stata accolta con soddisfazione negli ambienti della tifoseria casaranese
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Scritto da Biagio Valerio

su portadimare.it

Il fatto non costituisce reato…chi pagherà per questo ingiusto arresto? E soprattutto, visto che non costituisce reato, potremo tornare ad accendere i fumogeni, elemento essenziale ed innocuo, per le coreografie delle curve italiane? Quando finirà il clima di caccia alle streghe nei confronti dei tifosi? Quando è che le forze dell’ordine riceveranno indicazioni precise onde evitare arbitrarie interpretazioni delle legge?

 

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H. Verona - Cavese : scontri e bugie !

CAVA DE’ TIRRENI. Sono tutti rientrati, nella tarda serata di ieri, a Cava de’ Tirreni gli 8 tifosi arrestati durante la partita Verona-Cavese valida per la 22esima giornata. Dopo una nottata nel carcere di Verona Montorio gli otto tifosi biancoblù sono stati scarcerati ieri pomeriggio, verso le ore 17.30, dopo aver concluso le pratiche burocratiche di rito. Per tutti è stato convalidato l’arresto, ma non la custodia cautelare in carcere. Il Giudice Monocratico Di Camillo, del Tribunale di Verona ha preferito applicare solo la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Cava de’ Tirreni.
Permettendo, quindi, agli 8 imputati (Luigi Vitale, classe ’71), Andrea Alfieri (’85), Umberto Sorrentino (’77), Antonio Ferrara (’81), Angelo Salsano (’74), Giovanni Ragosta (’79), Claudio Vernacchio (’85) ed Enrico Coppola (’87)), di poter fare ritorno nelle proprie case. E’ iniziato anche il processo per direttissima che è stato rinviato per l’audizione dei testi al 19 febbraio. Il giudice, inoltre, non ha fatto alcuna distinzione tra chi aveva precedenti penali e chi no, applicando a tutti gli 8 imputati la stessa misura cautelare.
Per loro ed altri 5 tifosi fermati e poi rilasciati domenica è in arrivo il Daspo per almeno 3 mesi. La difesa degli tifosi è stata affidata all’avv. metelliano Mario Secondino che si avvalso della collaborazione del collega di Udine, avvocato Giovanni Adani. Quest’ultimo è stato contattato telefonicamente ieri pomeriggio proprio mentre attendeva la scarcerazione degli 8 tifosi all’esterno della casa circondariale di Verona Montorio: «Sono contento di come è andata finora e credo - ha spiegato l’avv. Adani - che durante il dibattimento avremo buone possibilitá per ottenere l’assoluzione dei nostri assistiti. In questo senso sono molto fiducioso perché sin dai primi riscontri, in base alle relazioni ed alle prove fotografiche, ho potuto notare alcune incongruenze. Nelle foto nessuno degli imputati è ritratto in atteggiamenti violenti. Al momento, soltanto la posizione di uno degli otto assistiti sembra più delicata e vedremo nei prossimi giorni se cercare o meno un rito alternativo».


L’avvocato Adani si è poi soffermato sulla dinamica degli incidenti e sulle condizioni dei suoi assistiti. «Ci tengo subito a precisare che a differenza di come riportato nessuno degli 8 arrestati era privo di carta d’identitá o di regolare biglietto per il settore ospiti. Gli arresti, infatti, sono avvenuti tutti all’interno del Bentegodi e l’ ispettore di polizia, nella sua relazione davanti al giudice, ha confermato che i miei assistiti erano giá all’interno dell’impianto e tutti con regolare biglietto e documento di riconoscimento. Inoltre, voglia anche sottolineare che lo spray urticante è stato usato dalle forze di polizia presenti e non, come qualcuno ha riportato, dagli 8 tifosi. Per quanto riguarda le loro condizioni posso dire che uno di loro ha riportato un vistoso taglio al capo suturato con 8-10 punti, probabilmente dovuto all’uso improprio del manganello da parte di qualche tutore dell’ordine, mentre altri 2 di loro oggi(ieri per chi leggi, ndr) avevano ancora i segni evidenti sugli occhi dello spray urticante».

da La Città , Andrea De Caro 5 febbraio 2008

Il weekend del ritorno delle lame e degli assurdi fatti della Nord di Bari.

Come volevasi dimostrare Roma-Catania era la partita più a rischio dell’intera stagione, gli unici a non accorgersene quelli dell’Osservatorio che stranamente non ha posto nessun veto alla trasferta degli etnei. Alla luce dei tre accoltellati, però l’Osservatorio interviene tempestivamente vietando le trasferte ai romanisti ma soprattutto ai palermitani a Roma! Ovviamente sono sempre meno chiare le ragioni delle scelte del sopracitato organo! Non si capisce se le decisioni sono preventive o semplicemente punitive nei confronti delle tifoserie più scalmanate.

In serie C\1 è toccato restare a casa alle vespe della Juve Stabia ai quali è stato impedita la trasferta sul campo del Potenza.Anche qui clamorose incongruenze : la motivazione addotta sarebbe stata la presenza di un cantiere nel settore distinti dell’impianto potentino , non l’acerrima rivalità che c’è tra le due tifoserie. Peccato però che le autorità cittadine avessero inaugurato il nuovo settore distinti il sabato prima del match….A tal proposito, da segnalare l’azione notturna di ultras potentini che inaugurano il nuovo settore con una scritta sulle nuove gradinate : GIUSTIZIA PER GABRIELE !

Al mattino , la società rossoblu ha provveduto a cancellare la suddetta “invettiva giustizialista” non tanto per motivi estetici quanto piuttosto per la minaccia piovuta dalla questura , la quale metteva a rischio il regolare svolgimento dell’incontro !!!

Osservatorio miope e questure attente alle scritte sui muri , ma non ai comuni criminali travestiti da tifosi, come quel simpatico signore, appartenente ad un clan della malavita barese, che ha assalito dei semplici tifosi all’interno della sua stessa curva, la Nord di Bari, a causa della scarsa enfasi con la quale sostenevano i galletti biancorossi (vedi video). Succede anche questo: troppa enfasi no, perche ti sequestrano striscioni , bandiere e fumogeni , poca enfasi peggio perchè qualcuno ti picchia…e poi dicono la crisi di presenze negli stadi !